Operatori sanitari e cittadini sono più propensi a segnalare possibili reazioni avverse. La maggior parte delle reazioni segnalate nel 2017 sono state definite non gravi (circa l’80%). Quelle gravi sono più rare, più frequentemente a carattere transitorio, con risoluzione completa dell’evento segnalato e non correlabili alla vaccinazione imputata sulla base dei criteri standardizzati di valutazione del nesso di causalità. Le reazioni più comuni sono state: febbre, reazioni locali, reazioni cutanee generalizzate e iperpiressia.

Approfondimento: Il Rapporto

Fonte: Quotidiano Sanità – 9 Luglio 2018