Lo studio ha fotografato in particolare l’organizzazione in 12 aree regionali campione che soccorrono ogni anno circa 2 milioni di persone (circa un terzo del totale dei soccorsi annui in Italia). Ne emerge un quadro molto frammentato con realtà dove la presenza del medico sale fino al 66% e in altre dove il medico è presente solo nell’8% dei mezzi. Ma il giudizio complessivo è positivo: “La presenza di personale medico nelle Unità operative mobili – dice Maria Paola Corradi, Vice Presidente Fiaso, Dg dell’Ares 118 – è perfettamente in grado di garantire l’adeguata assistenza ai pazienti codice rosso, che rappresentano circa il 5% degli interventi”.

Fonte: Quotidiano Sanità – 27 Giugno 2018