Il private equity italiano accellera il passo nel terzo trimestre dell’anno, dopo un andamento già positivo nel primo semestre. Sono, infatti, 30 i nuovi investimenti annunciati tra luglio e settembre di quest’anno, contro i 21 del trimestre immediatamente precedente e in linea con i 32 dell’analogo periodo del 2015. Si conferma, dunque, la elevata stagionalità del terzo trimestre dell’anno, già osservata nell’ultimo biennio. L’indice trimestrale Private Equity Monitor Index (Pem), elaborato dai ricercatori dell’Osservatorio PEM di LIUC – Università Cattaneo, si è attestato arriva così nel terzo trimestre a quota 250.
Nel dettaglio, nel terzo trimestre, i buy out rappresentano circa il 73% del mercato, mentre le operazioni di expansion coprono un altro 27% (dopo un più contenuto 16% dell’intero 2015). Non sono state rilevate, invece, le operazioni di turnaround e direplacement.
Positivo l’interesse degli investitori internazionali alle imprese italiane: oltre il 50% dei deals è, infatti, riconducibile a operatori non domestici. Per quanto concerne, poi, la distribuzione geografica, la Lombardia attrae il 40% degli investimenti, seguita dal Veneto con il 16%. Nello spaccato per settori, i prodotti industriali e beni di consumo rappresentano, in sostanziale linea con il passato, il 53% del mercato.
Fra le operazioni da segnalare, il Pem individua l’acquisizione di Sirti (con una valutazione del gruppo pari a circa 300 milioni) effettuata da Pillarstone, nonchè quella di Dedalus (società operante nel settore healthcare) condotta da Ardian. Degno di nota, anche l’ingresso del Fondo Sovrano del Bahrain in Kos (azienda valutata intorno ai 240 milioni). Gli operatori sono risultati, inoltre, particolarmente attivi nel comprarto del fashion, con gli investimenti di Temasek in Moncler, di 21 Investimenti in Philippe Model e di Sator in Boccaccini (azienda proprietaria del marchio L’Autre Chose).

da “IL SOLE 24 ORE” – 24.11.2016

PRIVATE EQUITY. Il settore si prepara ad affrontare un autunno caldo, avendo sul tavolo una quarantina di dossier d’acquisto e vendita riguardanti aziende italiane piccole e grandi. Molte operazioni sono nel comparto finanziario. E c’è anche qualche ipo. [..] Ci sono poi due opa in corso su titoli quotati all’Aim Italia: una su NoemaLife, leader europeo nel mercato dell’informatica clinica sanitaria, lanciata da Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario che fa capo al fondo Ardian [..].

Società target – NoemaLife
Azionisti attuali – Dedalus Group (83,84%), controllato da Ardian e mercato
EV stimato (mln €) – 180
Potenziali investitori – Dedalus Group

[da “MF Milano Finanza” – 27.08.2016]

Dopo la catena di hamburger Byron, gli stivali Hunter e Building Energy, Aquafil e Dedalus in Italia, il fondo di private equity Three Hills Capital è pronto riprendere lo shopping. La società inglese fondata da Mauro Moretti ha chiuso ieri la raccolta da 200 milioni di euro del secondo fondo, arrivando a 400 milioni di masse gestite. Il nuovo fondo, Three Hills Decalia, è stato costituito in partnership con l’asset manager svizzero Decalia e la strategia si concentrerà sulla strutturazione di strumenti alternativi di debito e di capitale privilegiato a supporto di aziende di medie dimensioni in Europa, come è avvenuto per Aquafil, leader mondiale nella produzione di nylon 6 per pavimentazioni tessili, abbigliamento e industrie dello sport o l’operatore di energie rinnovabili Building Energy e i software di Dedalus, rilevati da Ardian

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 26.07.2016]

Ardian: acquisisce il 60% di Dedalus, Giorgio Moretti rimane alla guida

Il fondatore mantiene una partecipazione del 40% (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 08 lug – Ardian, societa’ di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus spa e’ attiva nel settore del software clinico sanitario sia in Italia che a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisira’ il 14% della societa’ da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterra’ una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuita’ gestionale. L’operazione, spiega una nota, rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap. Nel corso degli anni, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo, Dedalus e’ diventata una realta’ internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventera’ leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attivita’ globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “RADIOCOR” – 08.07.2016]

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Ardian rileva 60% di Dedalus, fondatore Moretti resta AD con 40%

Ardian ha stretto un accordo per rilevare il 60% circa di Dedalus Holding, controllante di Dedalus Spa, attiva nel settore del software clinico sanitario.

La società di investimenti, spiega una nota, acquisirà il 14% del capitale da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, che resterà presidente e AD e manterrà una quota intorno al 40%.

L’operazione rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap.

Dedalus ha annunciato a fine giugno l’acquisizione della maggioranza di NoemaLife che ha comportato il lancio di un’Opa obbligatoria. “Ardian affiancherà Dedalus, post integrazione con NoemaLife, nella crescita a livello internazionale, puntando sugli investimenti in innovazione e la capacità di servire il cliente”, dice la nota.

[da “REUTERS” – 08.07.2016]

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Sanità: Ardian acquisisce 60% di Dedalus (software clinico), Giorgio Moretti resta presidente e a.d.

La società di investimenti Ardian, ha reso noto di aver acquisito il 60% di Dedalus Holding, controllata di Dedalus, specializzata nel settore del software clinico sanitario a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisirà il 14% della società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali. Dedalus è considerata una realtà internazionale capace di posizionarsi quale leader nel settore di riferimento. Dedalus, che ha recentemente acquisiti l’83% di NoemaLife, diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attività globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “ANSA” – 08.07.2016]

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Ardian: acquisisce il 60% di Dedalus, Giorgio Moretti rimane alla guida

Il fondatore mantiene una partecipazione del 40% (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 08 lug – Ardian, societa’ di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus spa e’ attiva nel settore del software clinico sanitario sia in Italia che a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisira’ il 14% della societa’ da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterra’ una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuita’ gestionale. L’operazione, spiega una nota, rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap. Nel corso degli anni, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo, Dedalus e’ diventata una realta’ internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventera’ leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attivita’ globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “BORSA ITALIANA” – 08.07.2016]

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Noemalife, l’alleanza fra Moretti e fondo Ardian

CON UN’OPERAZIONE IN TRE TAPPE CHE VALE OLTRE 300 MILIONI DI EURO IL FONDO DI PRIVATE EQUITY FRANCESE E L’IMPRENDITORE FIORENTINO DANNO VITA AL CAMPIONE NAZIONALE DEL SOFTWARE PER LA SANITÀ
Milano Con un’operazione in tre tappe da oltre 300 milioni il fondo di private equity francese Ardian e l’imprenditore fiorentino Giorgio Moretti danno vita al campione nazionale del software per la sanità, che non ha ancora depositato il prospetto per l’Opa sulla rivale Noemalife, e già guarda all’estero per continaure a crescere. «Questa è un’eccellenza italiana che presenta ancora interessanti opportunità di crescitaspiega Yann Chareton, a capo del team Mid cap di Ardian – lavoreremo con Giorgio Moretti e la sua squadra per creare nuove opportunità di sviluppo del business e raggiungere una posizione ancora più rilevante a livello internazionale». La Dedalus di Moretti, ha infatti prima lanciato un’Opa sulla quotata Noemalife, e poi ha cercato un nuovo partner finanziario e industriale per proiettare il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione in una dimensione ancora più internazionale. Per farlo Moretti ha acconsentito di scendere sotto il 50,4% del capitale, cedendo il 10,4%. E nel dettaglio, il fondo francese che in Italia è guidato da Nicolo Saidelli ha rilevato il 14% di Dedalus da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% dalla Health Holding Cdi Moretti. «La media europea della spesa sanitaria nazionale in Information technology è pari al 3% – ricorda Moretti, che del nuovo gruppo resterà comunque presidente e ad – noi italiani su una spesa nazionale di 140 miliardi, dedichiamo a questo settore l’1,1% del totale, una cifra che tiene conto del software che fa funzionare gli ospedali, ma anche della bolletta telefonica per collegarsi ad Internet. Anche per questo ora che abbiamo consolidato la nostra presenza in Italia, vogliamo rafforzarci all’estero dove già realizziamo un terzo del nostro fatturato e dove vediamo importanti opportunità di crescita». Dal matrimonio tra Dedalus e Noemalife nascerà un gruppo da 170 milioni di ricavi, che è già presente in Francia, Spagna, UK, USA, America Latina, Cina, Middle East e Africa del Nord e del Sud. E questo perché i prodotti di Dedalus-Noemalife non hanno nulla da invidiare a quelli stranieri, anzi hanno il vantaggio di costare di meno. «Non esiste la Oracle o il Sap degli ospedali – precisa Moretti- e quello che c’è in America costa dieci volte in più del software che produciamo noi. Tanto più che investire in Ict è un modo di evitare gli sprechi, e quindi la spesa si ripaga da sola. Immagini la complessità di un ospedale, che è da una parte un albergo speciale, e dall’altra svolge diverse e complesse funzioni mediche dal cup al pronto soccorso agli esami del sangue». Ma Dedalus è anche leader nel software che permette ai medici di famiglia gestire le cartelle cliniche dei loro pazienti. «Ben 22mila dottori, vale a dire il 50% dei medici di famiglia italiani – ricorda Moretti – hanno scelto il nostro software, così come una persona normale sceglie di comprarsi il sistema operativo Office oppure Linux per il suo personal computer. E questo perché da anni investiamo nella ricerca per migliorare i nostri prodotti: negli ultimi 5 anni Dedalus e Noemalife hanno investito 60 milioni in ricerca e sviluppo, mettendo a fattor comune le forze, e una volta integrate le due realtà riusciremo a far fruttare di più anche i nostri investimenti». Dedalus nelle prossime settimane promuoverà contestualmente un’Opa obbligatoria a 7,4 euro sulle azioni e un’offerta volontaria sui warrant di Noemalife (pari a 0,423 euro per ogni warrant). La società viene valutata circa 70 milioni (debiti compresi), mentre il controvalore massimo di entrambe le offerte – che sono finalizzate al delisting – è di 10,13 milioni. «Dopo aver consolidato il mercato italiano – spiega Moretti – ci piacerebbe farci promotori del consolidamento di quello europeo che è ugualmente molto frammentato. Siamo tra i primi tre gruppi del settore in Europa, e abbiamo l’ambizione di continuare a crescere». E in porposito, gli analisti segnalo che le rivali di Dedalus-Noemalife sono l’inglese Emis Health (specializzata sui medici di famiglia), la tedesca Compugroup (che offre i suoi servizi a medici e dentisti) e la francese Cegedim (500 milioni di ricavi di cui solo un terzo dal settore Ict)

[da “REPUBBLICA – AFFARI FINANZA” – 11.07.2016]

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Ardian acquista il 60% di Dedalus “Ora l’obbiettivo è la Francia”

Moretti: il mercato cinese è ostico puntiamo soprattutto sull’Europa
DEDALUS, s e c o n d o e x p l o i t i n pochi giorni per la creatura fiorentina di Giorgio Moretti, leader nel mercato dei software per la salute. Dopo che il 28 giugno ha acquisito il controllo del competitor quotato NoemaLife spa – operazione che ha quasi raddoppiato i numeri dell’azienda (170 milioni di fatturato e 1.700 dipendenti) -venerdì sera Dedalus Holding ha ceduto il 60% delle sue azioni ad Ardian, società indipendente d’investimento francese, n a t a come spin off di Axa con una dote di 5 miliardi e oggi “titolare” di 55 miliardi di investimenti nel mondo, controllata dai suoi oltre 430 dipendenti e guidata da Dominique Senequier, venerata come guru della finanza.
Essendo Dedalus valutata intorno ai 300 milioni, il controvalore dell’operazione dovrebbe attestarsi tra i 150 e i 200 milioni di euro. A cedere quote, oltre a Moretti che ha venduto il 10,41% ma conserva il 40%, sono stati Hutton Collins partner e Mandarina capital partners, il fondo cinese che il patron fiorentino aveva coinvolto anni fa per spingere sul mercato cinese.
L’ingresso di Ardian segna un cambio di strategia. «Non più espansione in Cina, che si è rivelato un mercato ostico, m a d’ora in poi soprattutto Francia, dove partiamo da un fatturato di appena 25 milioni m a ne vale 10 volte tanto, Europa e Nord America», dice Moretti, che oltre ad essere azionista, presidente e ad diDedalus è presidente dell’azienda dei rifiuti Quadrifoglio.
Sebbene la quota di Moretti in Dedalus scenda sotto la soglia della maggioranza assoluta fino al 40%, secondo il patron l’operazione rafforza il ruolo di Firenze come principale polo italiano nell’information communication technology per la sanità pubblica e privata («Dedalus ha il 25% del mercato nazionale») e radica in Toscana il cervello di questa eccellenza del settore.
«Avevamo molti pretendenti all’acquisto – spiega il numero uno di Dedalus – Non cercavamo però un compratore, m a un partner finanziario che ci rafforzasse, rendesse ancor più competitivi e capaci di ricercae&sviluppo, per proseguire nella strategia di acquisizioni e crescita in un mercato europeo caratterizzato dalle aggregazioni. Con Ardian abbiamo chiuso in due mesi». Moretti e il management, che nell’ultimo lustro hanno spinto Dedalus ad aggregare 40 piccole società del settore e ad operare in 25 Paesi, restano quindi alla guida del gruppo nella nuova fase di crescita sui mercato internazionali. «Ma non trascuriamo la sanità italiana – dice Moretti – che potrebbe risparmiare fino ad un miliardo all’anno se spingesse sull’acceleratore dell’informatizzazione».

[da “REPUBBLICA” – 10.07.2016]

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Ardian investe nella sanità, accordo per rilevare il controllo di Dedalus Holding

Il fondo di private equity Ardian ha acquisito il 60% di Dedalus Holding, a cui fa capo la Dedalus spa attiva nel settore del software clinico sanitario in Italia all’estero. Ardian ha rilevato il 14% da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus, «che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuità gestionale» ha reso noto Ardian in un comunicato. Si tratta del sesto investimento in Italia per i fondi attivi nel segmento Midcap della società francese guidata da Dominique Senequier (foto). Dedalus, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo,è diventata una realtà internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi a livello europeo, con attività in 25 Paesi. Nel 2016 è previsto un fatturato di 170 milioni.

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 09.07.2016]

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Ardian compra il 60% di Dedalus

Ardian, società di investimenti indipendente, acquisisce il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus Spa rappresenta un’eccellenza nel software clinico sanitario sia in Italia sia a livello internazionale. Il fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, manterrà il 40% e le cariche attuali, garantendo la continuità gestionale.

[da “LA STAMPA” – 11.07.2016]

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Sanità, nuovo Eldorado dei fondi

Ardian compra il 60% di Dedalus, che appena una settimana fa ha lanciato un’Opa su NoemaLife.

Il fondo sovrano del Bahrein avrebbe messo nel mirino il gruppo Kos, cliniche mediche e residenze per anziani
La sanità italiana è la mosca bianca dell’alta finanza. Mentre gli investitori fuggono dalla Borsa di Milano, colpa della Brexit e delle traballanti banche, e le operazioni finanziarie sono ridotte al lumicino, ecco che la salute è l’unico settore a sostenere fusioni&acquisizioni. Ecco la mossa di Ardian, fondo di investimento indipendente: si compra il 60% di Dedalus Holding, azienda di software clinico sanitario tra i principali operatori in Italia e all’estero.È l’ultimo tassello di un complicato risiko. Appena una settimana fa la Dedalus medesima si è lanciata in una scalata, con Opa annessa, alla ex matricola di Borsa NoemaLife, società del defunto listino Expandi (confluito nel listino principale e al suo posto creato l’Aim). Dedalus ha rilevato l’83% della bolognese Noemalife dal fondatore Francesco Serra e dalla merchant bank Tip del banchiere Giovanni Tamburi (che però reinveistirà una quota). E a sua volta, dopo soli 7 giorni, Dedalus è stata comprata da Ardian. Il fondo, al suo sesto investimento in Italia, ha li­ quidato le minoranze (un14% in mano ad Hutton Collins Partners, un 35% in mano a Mandarin, tutti fondi) più una piccola quota (pari al 10,41%) dal fondatore Giorgio Moretti (tramite la Health Holding Company). Moretti, presi­ dente e amministratore delegato diDedalus, che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuità gestionale. Ma il risiko non è finito: proprio nei giorni scorsi sulla sanità italiana ha messo gli occhi anche il Bahrein. Il fondo sovrano del piccolo stato del Golfo Persico avrebbe messo nel mirino il gruppo Kos, cliniche mediche e residenze per anziani. Quella stessa Kos che sempre Ardian ha venduto, pochi meis fa a Cir, la holding della famiglia De Benedetti guidata da Monica Mondardini, che già ne era azionista, e al fondo misto privato­privato F2i. Il fondo d’Oltralpe Ardian esce da Kos, ma entra in Dedalus­Noemalife. Gli investitori arabi, invece, starebbero trattando l’ingresso in F2i Healthcare: quest’ultima è la scatola societaria che possiede il 37,3% di Kos, men­ tre il restante 62,7% dell’azienda fa capo appunto alla Cir presieduta da Rodolfo De Benedetti. L’ingresso del fondo sovrano nel capitale della società socio sanitaria dovrebbe essere sul tavolo di un consiglio di amministrazione di F2i previsto questa settimana. Il nuovo riassetto avviene dopo quello di circa tre mesi fa, tramite il quale la Cir e F2i Healthcare, società controllata dal secondo fondo F2i, hanno perfezionato l’acquisto dal private equity francese per 292 milioni del 46,7% di Kos. In quell’operazione F2i Healthcare aveva acquistato da Ardian una quota di Kos per 240 milioni, mentre Cir aveva rilevato la parte restante per 52 milioni. Già tre mesi fa era stato indicato che c’erano trattative avanzate per l’ingresso di un fondo sovrano in F2i Heathcare, ma non se ne conosceva l’identità.

[da “IL SOLE 24 ORE” – 09.07.2016]

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Serra: «Noemalife a Dedalus, tempo di aggregazioni»

Il fondatore esce, ma non esclude un ritorno da imprenditore. Maggioli aveva provato a comprarla
Tre ragioni, una anagrafica, una di sistema e una di convenienza, hanno spinto i soci di Noemalife a vendere le proprie quote alla fiorentina Dedalus, facendo nascere un colosso tutto italiano del software clinico (170 milioni di fatturato l’obiettivo per questo 2016). È lo stesso Francesco Serra, presidente e ad diNoemalife, a confermarlo: «Ho una certa età, 71 anni, e questo è sicuramente uno dei motivi, ma non il solo – riconosce – per l’informatica sanitaria questo è un momento di aggregazioni, magari in Italia non ce ne accorgiamo, ma nel resto d’Europa è così. Quindi è stato importante presentarsi preparati di fronte a questa sfida». Dedalus ha acquisito il 100% di Ghenos S.r.l., riconducibile al fondatore Francesco Serra e detentrice del 57,3% di Noemalife, del 14,94% delle azioni Noemalife detenute da Tamburi Investment Partners e dell’11,1% delle azioni possedute da Maggioli spa. L’operazione comporterà un’offerta pubblica d’acquisto (Opa)su 1.339.472 azioni ordinarie di Noemalife a 7,40 euro l’una. L’opa dovrebbe iniziare ad agosto e proseguire anche ai primi di settembre. Parallelamente verrà lanciata anche un’offerta volontaria sui Warrant del gruppo bolognese a 0,423 euro l’uno: entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting. Noemalife manterrà il nome. Il risultato di questo acquisto porterà Dedalus a diventare operatore leader del settore nella Penisola e ne rafforzerà la presenza oltreconfine. Noemalife è infatti presente in Germania, Francia e Regno Unito, dove si stanno perfezionando progetti sulla prescrizione elettronica e la diagnostica con Siemens. È della scorsa settimana la notizia della firma di un contratto da oltre 6 milioni di euro con UniLabs, per l’avviamento e la gestione completa del sistema software di Anatomia Patologica dei laboratori UniLabs di 7 Paesi europei: Regno Unito, Svezia, Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo e Norvegia. Noemalife opera pure in Marocco e Algeria, mentre Dedalus tocca l’Europa con Spagna, Romania, Bosnia, e Regno Unito e l’Africa con Arabia Saudita, Egitto, Tanzania e Tunisia. «Di certo non verranno ridotti gli investimenti, anzi vorremmo ottimizzare quelli in ricerca e sviluppo, oggi pari oltre il 10% del fatturato – continua Serra – l’acquisizione di Noemalife prelude a nuove operazioni soprattutto per rafforzarsi in Europa e fare sinergie sui costi e sui ricavi». Il gruppo di Francesco Serra ha chiuso il 2015 con 72 milioni di ricavi, in crescita del 6% rispetto al 2014 e destinati al +10% per quest’anno. «Per ora mi godo il riposo – ha detto il presidente – ma tornerò a fare qualcosa, non lo escludo, anche se non in concorrenza con Noemalife». A comprare il gruppo di Serra ci aveva provato durante lo scorso semestre Maggioli spa, ma l’offerta per azione proposta dal gruppo riminese non si era rivelata concorrenziale con quella proposta da Dedalus. Maggioli – azienda editoriale e di software gestionali condotta dall’attuale presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – dal canto suo continuerà a crescere: ha appena definito l’accordo per acquisire una piccola società nelle Canarie e a giugno ha comprato il ramo d’azienda dell’imolese Cassetta Solution Service srl (www.cassetta.it), società di software e di servizi per l’automazione dei processi delle imprese; la startup Cercaclienti.it per 500.000 euro; e l’abruzzese Tinn srl produttrice di soluzioni software per enti locali.

[da “CORRIERE IMPRESE – EMILIA ROMAGNA” – 11.07.2016]

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Ardian conquista Dedalus

ALLA SOCIETÀ UNA QUOTA DEL 60% DELL’AZIENDA DI SOFTWARE
La società di private equity Ardian ha acquisito il 60% di Dedalus holding, la cui controllata Dedalus è attiva nel software clinico sanitario sia in Italia sia a livello internazionale. Nel dettaglio, Ardian acquisirà il 14% della Società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e ad di Dedalus, che manterrà il 40% e le cariche attuali, garantendo così la continuità gestionale. L’operazione rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento mid cap. Dedalus, dopo l’integrazione con NoemaLife(di cui di recente ha acquisito l’83% con lancio di opa) diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attività in 25 Paesi. Il gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato di 170 milioni.

[da “MILANO FINANZA” – 11.07.2016]

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Ardian acquisisce il sessanta per cento di Dedalus

Ardian, società di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus Spa rappresenta un’eccellenza nel software clinico sanitario. Ardian acquisirà il 14% della Società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company Srl controllata dal fondatore Giorgio Moretti.

[da “QN – LA NAZIONE” – 09.07.2016]

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Il labirinto di Dedalus: «L’affare di NoemaLife per scalare l’Europa»

Un gruppo sempre in movimento, lanciato alla conquista del mercato europeo. È Dedalus, leader nel software clinico sanitario, che negli ultimi cinque anni ha aggregato oltre 40 aziende nel mondo. Nell’ultimo mese il gruppo è stato protagonista di due operazioni: pochi giorni fa Ardian, fondo di investimenti francese, ha acquisito il 60% di Dedalus holding, mentre a fine giugno Dedalus ha comprato oltre l’83% di NoemaLife, società bolognese quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Presidente e amministratore delegato di Dedalus resta Giorgio Moretti, che mantiene della società il 40%.

Moretti, partiamo da Ardian. Come mai questa operazione?
«Abbiamo sostituito i due fondi di investimento presenti nella società con un grande fondo europeo, più adeguato per dimensione e posizionamento a sostenerci su tutti i mercati internazionali. Nel breve periodo vogliamo ampliarci sul mercato francese e Ardian è un fondo francese, che ha acquisito il 14% della società dall’inglese Hutton Collins Partners, il 35,59% dal sino-italiano Mandarin Capital Partners e il 10,41% dalla mia società Health Holding Company».

Quali saranno i vantaggi?
«Il settore dell’Ict in ambito clinico sanitario nei prossimi anni si muoverà inesorabilmente in direzione di un importante processo di consolidamento globale, certamente europeo. Gli investimenti in ricerca e sviluppo per rimanere competitivi ed i nuovi modelli di business, che prevedono anche rilevanti investimenti iniziali, necessitano di grandi risorse finanziarie, di una grande base di clientela ed una forte presenza internazionale. Dopo un’attenta valutazione di possibili partner che hanno dimostrato interesse per il nostro piano, abbiamo ritenuto Ardian il più adatto per supportarci ad affrontare le sfide su scala globale».

Perché avete deciso di acquisire l’83% di NoemaLife?
«È un’operazione chiara, sia sul piano aziendale che di sistema. Dedalus e NoemaLife sono due aziende che per anni hanno operato sugli stessi mercati in Italia e su diversi all’estero, dove sono complementari. Nel mercato italiano siamo stati concorrenti ma con una competizione molto leale. Alla fine, però, offrivamo al mercato più o meno le stesse soluzioni, ognuno nei suoi laboratori ».

Un’aggregazione per crescere e fare investimenti?
«Invece che investire entrambi 100 euro sullo stesso prodotto, se ne investiranno 150 in due e quello che risparmiamo possiamo investirlo in altri prodotti. Così facendo saremo più competitivi. Sia Dedalus che NoemaLife hanno d’altra parte la stessa missione: investire in nuovi prodotti e processi».

I prossimi passi del gruppo?
«Nel mercato italiano abbiamo fatto aggregazione e ora, insieme a Noemalife, siamo il primo operatore in Italia nel settore dei software clinico- sanitari. Quel che è accaduto nel nostro Paese, ne ha bisogno adesso l’Europa, dove il mercato è molto frammentato. Al’estero dobbiamo fare sinergia, creare un’offerta più completa e competitiva e questo è il piano di breve e medio periodo».

Da quale mercato partirete?
«NoemaLife ha comprato tempo fa una società, Medasys, che è leader in Francia ma ha una dimensione troppo piccola. Da lì partiremo. Non solo Europa, però. Continueremo lo sviluppo nei paesi latino americani e ci vogliamo sviluppare sul mercato Usa, dove la competizione è molto dura. Siamo già presenti in Arabia Saudita, in Nord Africa e anche in Cina, dove abbiamo situazioni strabilianti, anche se è un mercato difficile: alleanze con China Telecom e Huawei e intere città da milioni di abitanti che sono informatizzate con i nostri sistemi».

Moretti: Dai software alla gestione dei rifiuti
Giorgio Moretti, classe 1961, prima di laurearsi in medicina inizia a occuparsi di informatica. Nel 1982 fonda Quasar, società specializzata nell’informatica per la medicina e per la finanza, l’anno dopo è promotore dello sviluppo del primo prodotto software in Italia per l’informatizzazione del medico di famiglia, Olimedi. Dal 1985 inizia ad occuparsi dello sviluppo di software a supporto dei mercati finanziari. Dal 1991 costituisce una joint venture con Datamat, azienda operante nel settore Ict per la difesa e l’aerospazio, delle banche e finanza. Dal 1999 al 2005 Moretti è consigliere di Datamat e dal 2003 assume la carica di ad di Dedalus, azienda operante nel settore della sanità controllata da Datamat. Al termine del 2005, a seguito della cessione di Datamat a Finmeccanica, è promotore del management buy out di Dedalus, azienda di cui è oggi azionista di maggioranza relativa, presidente e ad. Dal gennaio 2009 è azionista e presidente di Eneco, nel settore delle energie rinnovabili. Nel luglio 2009 è presidente della Quadrifoglio, municipalizzata per la gestione dell’igiene ambientale a Firenze. È anche presidente di, Q-Thermo, società di Quadrifoglio e Hera, che realizzerà il,termovalorizzatore di Firenze.

[da “QN” – 13.07.2016]

Radiocor – Noemalife: fiorentina Dedalus acquista 83% e lancia Opa a 7,4 euro

Tamburi cede quota, ma reinveste nell’acquirente (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 28 giu – La societa’ fiorentina Dedalus attiva nel software clinico ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), Tamburi Investment Partners (14,94%) e Maggioli (11,1%). Lo comunica una nota congiunta dei due gruppi. Dedalus, di conseguenza, lancera’ un’opa obbligatoria sulle restanti 1,34 milioni di azioni al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. “Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale e’ pari a 10.135.508,68 euro – spiega la societa’ – sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attivita’ di NoemaLife” La realta’ che nascera’ dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife avra’ un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro e sara’ leader di mercato in Italia e uno dei principali player in Europa. Il gruppo risultante sara’ peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud

Tamburi Investment Partners reinvestira’ – sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus – in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife, complessivamente pari a 9,3 milioni di euro

Oggi Noemalife ha chiuso a 7,465 euro mentre i warrant di attestano a 0,571 euro.

[da “RADIOCOR” – 28.06.2016]

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MF Dow Jones – Noemalife: Dedalus acquista oltre l’83%

Dedalus ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos, societa’ riconducibile al fondatore Francesco Serra detentrice del 57,3% di NoemaLife , del 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners, e dell’11,1% delle azioni NoemaLife detenute da Maggioli Spa. La realta’ che nascera’ dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife , con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro, spiega una nota, sara’ leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. Il gruppo risultante sara’ peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. L’operazione si pone, tra i vari obiettivi, il miglioramento del servizio ai clienti e l’evoluzione del portafoglio prodotti. Grazie all’unione di due eccellenze nazionali, la nuova realta’ potra’ competere con altri grandi operatori internazionali, in un settore destinato ad assistere ad un processo di concentrazione a livello globale. Le forti sinergie porteranno nel medio-lungo termine ad una considerevole ottimizzazione dell’attivita’ di Ricerca&Sviluppo che consentira’ di sviluppare prodotti innovativi attingendo alle grandi competenze presenti nei due Gruppi. Negli ultimi 5 anni, Dedalus e NoemaLife hanno investito complessivamente circa 60 milioni di euro in R&D, e continueranno ad investire a ritmi sostenuti, riconoscendo in tale attivita’ il prerequisito per offrire ai propri clienti le migliori soluzioni ICT in ambito sanitario, che e’ in costante cambiamento. L’acquisizione della maggioranza di NoemaLife da parte di Dedalus comportera’ la promozione di un’Offerta Pubblica di Acquisto obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie di NoemaLife , con un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuovera’ contestualmente anche un’Offerta Volontaria sui Warrant di NoemaLife , riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni Warrant. Entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totale e’ pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attivita’ di NoemaLife . Si prevede che il periodo di Offerta, previa approvazione di Consob alla documentazione, possa avere inizio nel mese di agosto di quest’anno. L’Offerente si riserva la facolta’ di prorogare il Periodo di Adesione, la cui durata massima non potra’ comunque essere superiore a 40 giorni di Borsa aperta. Tamburi Investment Partners, anche al fine di agevolare la finanziabilita’ dell’operazione, reinvestira’ – sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus – in Dedalus Holding Spa per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife , complessivamente pari a 9.269.552 euro. “Nel corso degli anni il Gruppo Dedalus ha portato a termine con successo numerose acquisizioni delle migliori aziende operanti nel settore dell’Ict sanitario italiano ed estero, con l’obiettivo di superare la frammentazione esistente sul mercato, valorizzando le loro competenze in un processo di integrazione a beneficio dei propri clienti. Con questa operazione di aggregazione di NoemaLife , il nuovo gruppo ricoprira’ un importante ruolo nello scenario di consolidamento che si sta delineando a livello internazionale per garantire i necessari investimenti in R&D, quale pre-requisito per offrire ai clienti le migliori soluzioni software in ambito sanitario, settore in continuo cambiamento. Dedalus e NoemaLife condividono da sempre questa filosofia, che ha portato negli ultimi cinque anni ad investimenti complessivi per circa 60 milioni di euro. Integrare queste due grandi aziende e’ quanto di piu’ coerente con i reciproci valori fatti di investimenti in innovazione, capacita’ di servire il cliente e rispetto delle regole”, ha dichiarato Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus. “Tutte le oltre 40 aziende confluite nel Gruppo Dedalus fino ad oggi hanno creato una realta’ internazionale che attualmente conta oltre 1.000 dipendenti ed opera in piu’ di 15 Paesi. La grande qualita’ dei prodotti e delle persone di NoemaLife rappresentano un importante patrimonio che intendiamo valorizzare adeguatamente. Grazie a questa integrazione il nuovo Gruppo operera’ in 25 Paesi con oltre 1.700 dipendenti, di cui 1.100 in Italia”. “Questa operazione si colloca nell’ambito di un processo di consolidamento che intende valorizzare il posizionamento del Gruppo NoemaLife , oggi una realta’ internazionale riconosciuta ed apprezzata nel mondo per il contributo apportato al settore e i successi ottenuti sul campo”, ha spiegato Francesco Serra, Presidente e a.d.del Gruppo NoemaLife . 2Obiettivo comune delle due societa’ e’ il rafforzamento dei propri brand sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Il nuovo progetto industriale consentira’ l’attuazione di nuovi servizi sanitari e sara’ in grado di abilitare le grandi trasformazioni tecnologiche e culturali in atto nel settore. L’accordo portera’ vantaggi rilevanti grazie alla combinazione delle opportunita’ e delle efficienze delle strutture, che contribuiranno a generare un’importante nuova marginalita’ e che porteranno presto la nuova realta’ a raggiungere la leadership assoluta nel mercato europeo”. Dedalus e’ stata assistita da Bnp Paribas in qualita’ di advisor finanziario e da Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners quale advisor legale. Ghenos S.r.l. e’ stata assistita da Tamburi Investment Partners S.p.A. in qualita’ di advisor finanziario, da Blf Studio Legale quale advisor legale e da Studio Serantoni quale advisor societario e fiscale.

[da “MF DOW JONES” – 28.06.2016]

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Noemalife, Dedalus acquista 83% da soci e lancia Opa a 7,40 euro/azione

Dedalus acquista l’83,3% del capitale di Noemalife dai soci azionisti e lancia un’Opa obbligatoria sul restante capitale ordinario in circolazione al prezzo di 7,40 euro per azione finalizzata al delisting.
Lo annuncia una nota aggiungendo che la società attiva nel software clinico sanitario promuoverà anche un’offerta volontaria totalitaria sui warrant Noemalife 2012-2017 riconoscendo un corrispettivo unitario di 0,423 euro.
In caso di totale adesione alle offerte, non soggette ad alcuna condizione di efficacia, il controvalore massimo delle due offerte è di 10,13 milioni di euro.
Il periodo di adesione all’Opa sarà concordato con Borsa Italiana ma si prevede che possa iniziare a agosto.
L’obiettivo dell’operazione è quello di integrare le due società con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro.
L’Opa obbligataria fa seguito all’acquisizione da parte di Dedalus del 100% di Ghenos, società riconducibile al fondatore Francesco Serra titolare del 57,3% di NoemaLife, del 14,94% di azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment

Partners e dell’11,1% di NoemaLife detenuto da Maggioli.
Tamburi Investment Partners reinvestirà, sotto forma di ‘vendor loan’ con opzione di rimborso in azioni Dedalus, in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in

NoemaLife, complessivamente pari a 9,27 milioni di euro.
Noemalife ha chiuso la seduta odierna a 7,465 euro con un rialzo del 2,2%.

[da “REUTERS” – 28.06.2016]

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Borsa: Dedalus compra NoemaLife e lancia Opa

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, compra oltre l’83% di NoemaLife e lancia un’ opa obbligatoria a 7,4 euro per azione sulla società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha infatti acquistato oggi il 100% di Ghenos, Srl riconducibile al fondatore Francesco Serra con in mano il 57,3% di NoemaLife, il 14,94% detenuto da Tamburi Investment Partners e l’11,1% da Maggioli. Dall’aggregazione nascerà un gruppo con un fatturato 2016 di circa 170 milioni, leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. La nuova realtà sarà attiva con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, USA, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. Per arrivare all’obiettivo, oltre all’Opa obbligatoria, Dedalus promuoverà anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife, a 0,423 euro. Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo è di circa 10,13 milioni, sono finalizzate al delisting e consentiranno di integrare in modo efficace le attività.

[da “ANSA” 28.06.2016]

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Dedalus compra NoemaLife e lancia un’Opa

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, ha comprato oltre l’83% di NoemaLife e lancia un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria a 7,4 euro per azione sul restante 17% della società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera.

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 29.06.2016]

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Dedalus lancia Opa su NoemaLife

Scalate. Nasce big nei software clinico­sanitari.

Le turbolenze dei mercati non hanno fermato Dedalus, operatore nazionale nel software clinico­sanitari, che ieri ha annunciato l’acquisizione di oltre l’83% di NoemaLife e il lancio dell’Opa sulla società quotata a Piazza Affari. «Noi facciamo impresa, quindi un progetto imprenditoriale prescinde dalla Brexit così come dagli avvenimenti con impatto nel breve medio periodo. Queste sono operazioni industriali che si fanno con un obiettivo a lungo periodo» spiega Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus, commentando la situazione di mercato nella qualeè maturata l’operazione. Nel dettaglioDedalus ha acquisito il 100% di Ghenos, società riconducibile al fondatore di NoemaLife, Francesco Serra, che detiene il 57,3% della società; il 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners e l’11,1% delle azioni detenute da Maggioli. L’acquisizione della maggioranza diNoemaLife da parte di Dedalus comporterà la promozione di un’offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie della società ad un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife, riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni warrant. Entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totaleè pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consenti­ ranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife. Nasce così il primo operatore in Italia nei software clinicosanitari con un fatturato aggregato per il 2016 di circa 170 milioni e un margine operativo lordo (Ebitda) di 35/40 milioni. Il nuovo gruppo sarà attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America Latina, Cina, Medio Oriente ed Africa del Nord e del Sud. «Entrambe le aziende hanno un’attività rilevante sul mercato italiano ma circa un terzo dei ricavi generato all’estero. Il nuovo gruppo si posizionerà ai primi posti sul mercato europeoe nel nostro settore la massa criticaè rilevante. Nel caso di Dedaluse NoemaLife, entrambe molto orientate alla ricerca e sviluppo, questa operazione ottimizza gli investimenti in R&D. Abbiamo una cultura molto simile guidata dall’innovazione» spiega Moretti, proseguendo: «In secondo luogo abbiamo anche all’estero abbiamo attività complementari e questo aggiunge valorea un’operazione già importante sul mercato domestico». Il capitale sociale di Dedalus vede Moretti al 50,35%, il fondo Mandarin al 35,65% e Hutton Collins Partners al 14%. Il nuovo gruppo, che conterà 1700 dipendenti di cui 1100 in Italia, vedrài tre soci contrrollare il 94% del capitale, mentre il restante 6% sarà a tendere in portafoglio a Tip, che reinvestirà nell’operazione con un vendor loan alla holding con opzione di rimborso in azioni di Dedalus.

[da “IL SOLE 24 ORE” – 29.06.2016]

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Colpo grosso per Dedalus fa shopping in Borsa

La società di Giorgio Moretti ha comprato l’83% di una quotata DEDALUS spa, la società del presidente di Quadrifoglio Giorgio Moretti, con un colpo eclatante regala a Firenze la leadership nel software clinico sanitario che governa la telematica ospedaliera ma anche quella con la medicina di base.
Succede dopo che ieri, a Borse chiuse, Dedalus, di cui Moretti è presidente e ad, ha annunciato l’acquisizione di oltre l’83% di NoemaLife spa, società quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha portato a termine l’acquisto rastrellando azionariato da tre soci di NoemaLife, tra cui quello di maggioranza assoluta riconducibile all’imprenditore Francesco Serra. Valore dell’operazione 52 milioni di euro. Ma ora Moretti sarà obbligato a lanciare un’Opa sull’azionariato NoemaLife non ancora di Deadalus e procederà al delisting da Piazza Affari della società acquisita.
Dedalus ha 1.000 dipendenti ed è presente in 25 Paesi, NomeaLife, cui si deve l’introduzione in Italia della cartella clinica elettronica, ha 700 addetti e porta in dote 2.000 strutture sanitarie clienti in 4 continenti. La realtà che nascerà dall’aggregazione prevede per il 2016 170 milioni di euro di fatturato e sarà leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale (dove lavorano 1.100 del 1.700 addetti) e uno dei principali player in Europa, dopo che negli ultimi cinque anni le due aziende hanno investito 60 milioni in ricerca&sviluppo.

[da “LA REPUBBLICA” – 29.06.2016]

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Dedalus compra NoemaLife e lancia un’offerta pubblica

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, compra l’83% di NoemaLife e lancia un’opa obbligatoria a 7,4 euro per azione sulla società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha acquistato il 100% di Ghenos, Srl riconducibile al fondatore Francesco Serra con in mano il 57,3% di NoemaLife, il 14,94% detenuto da Tamburi Investment Partners e l’11,1% da Maggioli. Dall’aggregazione nasce un gruppo con un fatturato 2016 di 170 milioni, leader in Italia, con una presenza capillare su tutto il territorio, e fra i principali player in Europa. La nuova realtà sarà attiva con sue aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America

Latina, Cina, Middle East e Africa.

[da “LA STAMPA” – 29.06.2016]

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Dedalus rileva l’83% di Noemalife e lancia l’opa

L’obiettivo è creare un leader nel software ospedaliero. Prezzo di 7,4 euro, allineato al mercato. Tip reinvestirà 9,3 milioni
NoemaLife si appresta a lasciare il listino di Piazza Affari. Il gruppo Dedalus, sede a Firenze, tra i leader nel settore dei software ospedalieri, ha rilevato Ghenos, società riconducibile al fondatore Francesco Serra, cui fa capo il 57,3% di NoemaLife, oltre alla quota del 14,94% detenuta da Tamburi Investment Partners, e a quella dell’11,1% di Maggioli spa. La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife sarà leader di mercato in Italia con e uno dei principali in Europa, con un target di fatturato 2016, affermano gli interessati, di circa 170 milioni di euro. «Grazie all’unione di due eccellenze nazionali», riporta una nota di Dedalus, «la nuova realtà potrà competere con altri grandi operatori internazionali, in un settore destinato ad assistere a un processo di concentrazione a livello globale». Dopo avere raggiunto l’83% di NoemaLife, Dedalus dovrà promuovere un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni NoemaLife a un prezzo di 7,4 euro per azione (il valore a cui Dedalus ha rilevato le quote di maggioranza, allineato alle recenti quotazioni di borsa), cui ne affiancherà un’altra, volontaria, sui warrant NoemaLife, riconoscendo 0,423 euro per ciascuno. Entrambe le offerte (controvalore massimo totale di 10,135 milioni) mirano al delisting e il periodo d’opa potrebbe iniziare in agosto. Tip, «anche al fine di agevolare la finanziabilità dell’operazione», reinvestirà (sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus) in Dedalus holding spa quanto ricavato dalla cessione delle azioni e dei warrant NoemaLife in suo possesso, per un totale di 9,27 milioni, acquistando una quota circa del 6%. Dedalus è controllato dai fondi britannici Hutton Collins e The Three Hills capital partners (fondato da Mauro Moretti, ex Hutton Collins), che nel 2014 hanno investito in Dedalus rispettivamente 35 e 15 milioni, avvicendandosi a Imi Fondi Chiusi sgr e ad altri soci di minoranza, iniettando circa 25 milioni di nuova finanza per supportare lo sviluppo al fianco degli altri azionisti Health Holding Company e il fondo Mandarin Capital Management, nel capitale dal 2010. Nel corso degli anni il gruppo Dedalus ha portato a termine oltre 40 acquisizioni di aziende dell’Ict sanitario italiano ed estero. Negli ultimi cinque anni Dedalus e NoemaLife hanno fatto investimenti complessivi per il miglioramento dei software per circa 60 milioni.

[da “MF” – 29.06.2016]

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Software sanitari, Dedalus compra NoemaLife

L’OPERAZIONE ALLA SOCIETÀ FIORENTINA L’83% DEL GRUPPO BOLOGNESE. PRESTO L’OPA

ECCELLENZE Il nuovo gruppo sarà presente in 25 Paesi con 1.700 dipendenti

RIVOLUZIONE nel settore dei software clinico-sanitari: la fiorentina Dedalus ha acquisito la maggioranza della bolognese NoemaLife, quotata in Borsa, dando vita a uno dei principali protagonisti di questo mercato in Europa e con un target di fatturato di circa 170 milioni di euro per il 2016. Ecco i dettagli. Ieri Dedalus ha perfezionato l’acquisizione dell’83% di NoemaLife, acquistando il 100% di Ghenos, società detentrice del 57,3% della società bolognese e riconducibile al fondatore Francesco Serra, il 14,94% di azioni detenute da Tamburi Investment Partners e l’11,1% delle quote in mano a Maggioli. I fiorentini, poi, lanceranno un’Opa (offerta pubblica d’acquisto) obbligatoria sulle restanti azioni (1,34 milioni) al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. «Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro – spiega una nota – sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife». Sicuramente l’unione di queste due eccellenze nazionali nell’informatica per la sanità permetterà di ottenere risultati più robusti anche all’estero. Il nuovo gruppo, infatti, sarà attivo con proprie aziende dalla Francia alla Spagna, dal Regno Unito agli Stati Uniti, dall’America Latina fino all’Africa. «Grazie a questa integrazione – osserva Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus – il nuovo gruppo opererà in 25 Paesi con oltre 1.700 dipendenti, di cui 1.100 in Italia». «Il nuovo progetto industriale – aggiunge Francesco Serra, presidente e ad di NoemaLife – consentirà l’attuazione di nuovi servizi sanitari e sarà in grado di abilitare le grandi trasformazioni tecnologiche e culturali in atto nel settore». DEDALUS è stata costituita a Firenze nel 1990 e è oggi leader nel software clinico in Italia, oltre a essere presente all’estero, mentre NoemaLife , che ha introdotto lungo la Penisola la cartella clinica elettronica, rappresenta da oltre vent’anni un punto di riferimento nel comparto dell’informatica per la sanità.

[da “IL RESTO DEL CARLINO / QN – IL GIORNO / LA NAZIONE” – 29.06.2016]

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La fiorentina Dedalus fa sua Noemalife

AFFARI E FINANZA LA SOCIETÀ ATTIVA NEL SOFTWARE CLINICO ACQUISTA L’83%

LA SOCIETÀ fiorentina Dedalus attiva nel software clinico ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), Tamburi Investment Partners (14,94%) e Maggioli (11,1%). Lo comunica una nota congiunta dei due gruppi. Dedalus, di conseguenza, lancerà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti 1,34 milioni di azioni al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. «Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro – spiega la società – consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife». La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife avrà un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni e sarà leader di mercato in Italia e uno dei principali player in Europa. Il gruppo sarà peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. Tamburi Investment Partners reinvestirà in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife, complessivamente pari a 9,3 milioni di euro. Oggi Noemalife ha chiuso a 7,465 euro mentre i warrant di attestano a 0,571 euro.

[da “QN – LA NAZIONE” – 29.06.2016]

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L’83% di Noemalife a Dedalus

L’acquisizione
Dedalus,azienda attiva nel software sanitario, ha rilevato l’oltre l’83% di NoemaLife, società quotata e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife, con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro, potrà contare su una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa.

[da “CORRIERE DI BOLOGNA” – 29.06.2016]

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Dedalus acquista oltre l’83% di Noemalife

Dedalus Spa, leader nazionale nel software clinico sanitario, ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos Srl, società riconducibile al fondatore Francesco Serra detentrice del 57,3% di NoemaLife Spa, società quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera, del 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners Spa, e dell’11,1% delle azioni NoemaLife detenute da Maggioli Spa.

La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife, con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro – spiega una nota – sarà leader di mercato in Italia, con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. Il gruppo sarà peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Gb, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud.

L’acquisizione della maggioranza di NoemaLife da parte di Dedalus comporterà la promozione di un’Offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie di NoemaLife Spa, con un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’Offerta volontaria sui Warrant di NoemaLife, riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni Warrant. Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife.

[da “ADNKRONOS” – 29.06.2016]

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Dedalus compra Noemalife per fare acquisizioni in Europa

L’ad Giorgio Moretti, dopo aver consolidato il mercato italiano del software nazionale, pensa già a crescere all’estero dove la spesa per questi prodotti è più alta, mentre l’offerta resta molto frammentata. Sul mercato sarà lanciata un’Opa finalizzata al delisting a 7,4 euro per ogni titolo NoemaLife e 0,432 per il relativo warrant quotato

Dedalus compra Noemalife per diventare il primo gruppo italiano nel software clinico sanitario e, forte di un fatturato da 170 milioni, realizzare le sinergie sui costi e sui ricavi necessarie per avere la forza di fare acquisizioni anche all’estero. Il gruppo guidato e presieduto da Giorgio Moretti (socio al 50,03% di Dedalus) ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos (la holding del fondatore di NoemaLife, Francesco Serra, che ha il 57,3%) e pertanto lancerà un’Opa a 7,4 euro per azione. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife (pari a 0,423 euro per ogni warrant) ed entrambe le offerte (che insieme valgono al massimo 10,13 milioni), sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife.

“Questa non è un’offerta aggressiva, ma ha l’obbiettivo di mettere insieme le forze e le competenze per diventare un gruppo ancora più forte”, spiega Moretti. “Nonostante la contrazione del mercato sanitario nazionale e gli scarsi investimenti che l’Italia dedica all’Ict in questo settore, negli ultimi cinque anni Dedalus e NoemaLife hanno speso 60 milioni per sviluppare nuovi prodotti”.

In futuro, mettere a fattor comune simili investimenti permetterà non solo di realizzare software migliori, ma anche di fare sinergie sui costi e sui ricavi, proiettandosi sempre più all’estero, dove il mercato è più ricco e dinamico. Già oggi le due aziende realizzano un terzo del loro fatturato in 25 Paesi esteri, in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. “Vogliamo essere tra i consolidatori del mercato europeo – precisa il primo socio e fondatore di Dedalus – che è molto frammentato, e crediamo che insieme abbiamo i numeri per farlo”.

[da “REPUBBLICA.it” – 29.06.2016]

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La fiorentina Dedalus compra Noemalife: Il fondatore esce dall’azienda nata nel 1996

Attiva nell’informatica sanitaria, ha 250 dipendenti nel quartier generale di Bologna. Non sono previsti esuberi, ma in futuro non sarà più quotata in Borsa

La società fiorentina Dedalus acquisisce l’83% della bolognese Noemalife da alcuni soci storici, tra cui il fondatore e attuale ad della società Francesco Serra. Lo comunicano le due società, attive entrambe nell’informatica sanitaria, che daranno così vita a un gruppo con 1.700 dipendenti nel mondo a un giro d’affari complessivo di 170 milioni di euro. Il marchio Noemalife resterà tale, così come al momento non sono previsti esuberi di personale o cambi di sede.

“È un’operazione industriale tra due gruppi importanti, l’obiettivo è quello di dare vita a un leader europeo del settore”, spiega Francesco Serra, fondatore e dirigente dell’azienda, che ha 250 dipendenti nella sede di via Gobetti a Bologna. “Io esco come azionista e anche come presidente e ad anche per un fattore generazionale, avendo ormai 71 anni”, scherza, prima di assicurare che il marchio Noemalife resterà tale. “Chiederemo subito un incontro alla nuova proprietà per capire le ricadute sull’azienda”, commenta Roberta Castronuovo, della Fim Cisl.

Dedalus, con sede a Firenze e attiva nel software clinico, ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), da Tamburi Investment Partners (14,94%) e da Maggioli (11,1%). Dedalus di conseguenza lancerà un’Offerta pubblica d’acquisto obbligatoria sulle azioni restanti della società (1,34 milioni), diventando quindi in futuro proprietaria dell’intero pacchetto azionario della società. Entrambe le offerte, spiegano le aziende, sono finalizzate al delisting, cioè all’uscita
dalla Borsa di Noemalife, che è quotata dal 2006.

“Il nuovo gruppo ricoprirà un importante ruolo nello scenario di consolidamento che si sta delineando a livello internazionale per garantire i necessari investimenti in ricerca e sviluppo – commenta Giorgio Moretti, presidente e ad di Dedalus – La grande qualità dei prodotti e delle persone di NoemaLife rappresentano un importante patrimonio che intendiamo valorizzare adeguatamente”.

[da “BOLOGNA REPUBBLICA” – 29.06.2016]

Da aprile in funzione il sistema informatizzato “Hero”: tutto più veloce e consegne a domicilio. Formati 600 dipendenti dell’Asl

Sono anni che l’Asl di Collegno e Pinerolo unisce sotto un’unica sigla l’ex Asl To5 e ex Asl To10. Per tutto questo tempo erano rimasti attivi i vecchi sistemi operativi dei tre diversi uffici, un metodo che rendeva difficile il dialogo interno ad un ente che deve funzionare come un organismo unico e integrato con tutti i 30 centri di prenotazione del’Asl.

Dal mese di aprile però Hero, sviluppato dalla società Dedalus, unifica il sistema e – se almeno nella fase di rodaggio l’azienda sanitaria mette le mani avanti e si scusa per i possibili disagi – a lungo termine i vantaggi saranno molti.

Il nuovo sistema la gestione delle “ricette de-materializzate” con qualche mese di anticipo rispetto all’obbligo previsto entro luglio 2016; più in generale la piattaforma Hero gestirà in modo informatizzato l’intero percorso clinico del paziente comprese le prenotazioni di esami di laboratorio, di radiologia ed altre prestazioni sanitarie. Renderà inoltre disponibili i referti nel posto più comodo per i pazienti: a casa, in farmacia o negli istituti convenzionati.

Per gestire la nuova piattaforma sono stati formati in tutto 600 dipendenti in modo da poter attivare il sistema su oltre 500 postazioni di lavoro.

“Pur con molto ritardo rispetto all’avvio dell’Asl To3, finalmente si intravedono i primi frutti degli interventi informatici di questi ultimi anni. Con l’attivazione della nuova piattaforma informatica unica presso i Cup si completa il processo di integrazione dell’Azienda in un unico contesto di gestione dei dati sanitari”, commenta Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3.

[da “TORINO REPUBBLICA.it” – 31.03.2016]

Pechino, 28 gen. – Quattro accordi di cooperazione nel settore sanitario tra l’Italia e la Cina sono stati firmati durante la missione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, alla quale hanno preso parte 144 aziende del settore, di cui circa 100 italiane. In particolare la regione Emilia-Romagna ha siglato una dichiarazione congiunta nel campo della formazione con il Centro per lo Sviluppo delle Risorse Umane nel settore sanitario della Commissione per la Salute e la Pianificazione Familiare. La Camera di Commercio Italiana in Cina ha invece siglato due accordi, che saranno resi operativi dal gruppo Bracco Sine Pharmaceutical: il primo e’ un accordo quadro con il Weirenweiye International Medicine Research Center di Pechino per la formazione di personale medico dirigenziale; il secondo, con il centro nazionale di cooperazione e scambi nel settore sanitario della Commissione della Salute e della Pianificazione Familiare, sancisce la collaborazione per la realizzazione di progetti di prevenzione del cancro al fegato.
La societa’ Dedalus Healthcare System Group ha, infine, sottoscritto un memorandum d’intesa con la contea autonoma cinese di Qiongzhong per la fornitura di sistemi informatici destinati agli ospedali locali.
La cooperazione in campo sanitario tra Italia e Cina avra’ l’obiettivo di unire “i migliori elementi delle nostre rispettive tradizioni, in campo medico e di comportamenti salutari, con la ricerca, lo studio e l’attuazione di pratiche di materiali e metodi innovativi”, ha affermato il ministro Lorenzin.

[da “AGI” – 28.01.2016]

La privatizzazione del Csi entra nella fase due. Questa mattina il Cda del consorzio informatico darà il via libera alle 14 candidature arrivate da parte di altrettante imprese dell’Ict e concederà loro tre mesi per studiare un’offerta strategica e commerciale. Nel frattempo sarà aperta una «data room», una camera virtuale, dove i pretendenti potranno conoscere nel dettaglio le condizioni di salute del consorzio. Dal fatturato, ai costi di gestione, dagli ordinativi fino a eventuali esposizioni con le banche. Tutti gli scheletri, insomma, usciranno dagli armadi in modo che chi, a fine marzo, presenterà il suo progetto di partnership con il Csi potrà farlo conoscendone tutte le caratteristiche.
E’ il secondo passo dopo l’avvio della privatizzazione, la scorsa estate, con il bando a cui hanno risposto player dell’informatica locale e internazionale: Atos Italia, Exprivia, Ericcson, Reply con Santer, British Telecom, Ibm, Almaviva, Dedagroup, Engineering, Accenture, Hp, Fastweb, Telecom Italia e Dedalus, capofila di un raggruppamento con le piemontesi Consoft, Sqs e Aizoon.
Ora le imprese dovranno proporre le proprie soluzioni per valorizzare risorse e asset del consorzio che verranno poi discusse con ciascun candidato come è previsto dalla procedura del dialogo competitivo, un meccanismo di selezione pubblica mediante la quale però competitor e amministrazione si confrontano per arrivare alla soluzione migliore. In quella fase dovranno essere definiti il piano industriale, i rapporti tra il Csi e gli enti affidatari, la durata dei contratti, le proposte di sviluppo e i livelli di qualità attesi. Secondo il presidente del Csi Riccardo Rossotto la procedura dovrebbe concludersi entro l’estate «e a quel punto presenteremo i risultati all’assemblea dei soci che decideranno cosa fare». Ovvero quale privato far entrare.
L’iter di privatizzazione del colosso di corso Unione Sovietica è stato fin qui un percorso a ostacoli. Se ne parla da anni, ma solo prima dell’estate i soci, Regione e Comune in testa, sono riusciti a mettersi d’accordo per intraprendere questa strada. Se infatti in Piazza Castello da tempo Chiamparino e l’assessore De Santis sono convinti che senza la privatizzazione il consorzio sarebbe destinato alla chiusura, a Palazzo Civico gli umori sono più titubanti, tanto che a luglio servì un accordo “tra gentiluomini” tra il presidente e il sindaco Fassino per dare il via libera alla gara. Forse ne servirà un altro, ora che i tempi della “fase 2” coincidono con le amministrative di Torino, per le quali il Csi, con i suoi mille dipendenti, rappresenta un bacino elettorale non trascurabile.

[da “LA STAMPA – Torino” – 22.12.2015]

Gli ottocento poliambulatori e i nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, da oggi sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, una delle più importanti aziende italiane nella produzione di software ed organizzazione sanitaria con sede a Firenze. Un’innovazione adeguata agli standard internazionali e funzionale alle richieste dalla Riforma Sanitaria Cinese iniziata nel 2009 e ancora in atto, che prevede la progressiva informatizzazione delle strutture sanitarie per migliorare i servizi e ridurre gli sprechi. Il progetto di Dedalus, basato sulla sua piattaforma di interoperabilità X1V1, un software di altissima tecnologia in grado di far comunicare tra loro sistemi anche diversi, nei giorni scorsi ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Questo grazie all’inserimento di nuove strutture (2 ospedali entro la fine del 2015 e altri 7 nel 2016), e alle alte performance del sistema. Il progetto, iniziato nel 2012 dal valore di oltre 6 milioni di euro, ha visto l’installazione dei sistemi informatici nelle strutture sanitarie che ne erano sprovviste e l’adeguamento di quelli esistenti in modo di permettere la loro interazione (scambi documentali, messaggistica, tracciabilità) grazie al sistema centrale X1V1. Tra i servizi digitali ci sono l’anagrafe unica centralizzata per tutti i cittadini a cui è stata distribuita la tessera sanitaria univoca, la condivisione in tempo reale di tutti i dati clinici e sanitari, la creazione di portali web per medici e infermieri e un portale pubblico che permette ai cittadini l’accesso da casa ai referti, informazioni cliniche, pagamenti, campagne d’informazione. E ancora il sistema automatico di gestione degli esami specialistici per eliminare le code, snellire le prenotazioni, valutazioni di tipo epidemiologico e controllo delle vaccinazioni, l’analisi dei consumi (in particolare medicinali), e il monitoraggio delle malattie croniche. “Il nostro sistema di interoperabilità – ha spiegato Michaela Mauri International project manager di Dedalus – è attualmente l’unico di origine occidentale collaudato e operativo in Cina. Sono circa 10 i progetti in corso di questo tipo presenti nella sanità cinese, tutti opera di competitor locali ma alcuni non ancora collaudati. Per questo motivo aver ottenuto questo risultato in un mercato esigente e complesso come quello cinese per noi rappresenta motivo di grande soddisfazione”.

[da “Agenparl.com” – 21.10.2015]

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Sanità: azienda fiorentina digitalizza ospedali in Cina

Ottocento poliambulatori e nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, azienda specializzata nella produzione di software di organizzazione sanitaria con sede a Firenze. Il progetto, avviato nel 2012, ha un valore di 6 milioni di euro. Nei giorni scorsi il progetto di ‘Dedalus’ ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi, diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Si tratta dell’unico sistema informatico di interoperabilità di origine occidentale presente in Cina.

[da “ANSA” – 21.10.2015]

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Il gruppo Dedalus completa la digitalizzazione del sistema sanitario Cinese nella provincia di Daqing

Gli ottocento poliambulatori e i nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, da oggi sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, una delle più importanti aziende italiane nella produzione di software ed organizzazione sanitaria con sede a Firenze.
Un’innovazione adeguata agli standard internazionali e funzionale alle richieste dalla Riforma Sanitaria Cinese iniziata nel 2009 e ancora in atto, che prevede la progressiva informatizzazione delle strutture sanitarie per migliorare i servizi e ridurre gli sprechi.
Il progetto di Dedalus, basato sulla sua piattaforma di interoperabilità X1V1, un software di altissima tecnologia in grado di far comunicare tra loro sistemi anche diversi, nei giorni scorsi ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Questo grazie all’inserimento di nuove strutture (2 ospedali entro la fine del 2015 e altri 7 nel 2016), e alle alte performance del sistema.
Il progetto, iniziato nel 2012 dal valore di oltre 6 milioni di euro, ha visto l’installazione dei sistemi informatici nelle strutture sanitarie che ne erano sprovviste e l’adeguamento di quelli esistenti in modo di permettere la loro interazione (scambi documentali, messaggistica, tracciabilità) grazie al sistema centrale X1V1.
Tra i servizi digitali di sono l’anagrafe unica centralizzata per tutti i cittadini a cui è stata distribuita la tessera sanitaria univoca, la condivisione in tempo reale di tutti i dati clinici e sanitari, la creazione di portali web per medici e infermieri e un portale pubblico che permette ai cittadini l’accesso da casa ai referti, informazioni cliniche, pagamenti, campagne d’informazione.
E ancora, il sistema automatico di gestione degli esami specialistici per eliminare le code, snellire le prenotazioni, valutazioni di tipo epidemiologico e controllo delle vaccinazioni, l’analisi dei consumi (in particolare medicinali), e il monitoraggio delle malattie croniche.
“Il nostro sistema di interoperabilità – ha spiegato Michaela Mauri International project manager di Dedalus – è attualmente l’unico di origine occidentale collaudato e operativo in Cina. Sono circa 10 i progetti in corso di questo tipo presenti nella sanità cinese, tutti opera di competitor locali ma alcuni non ancora collaudati. Per questo motivo aver ottenuto questo risultato in un mercato esigente e complesso come quello cinese per noi rappresenta motivo di grande soddisfazione”.

[da “aise.info” – 24.10.2015]

EXITone, insieme con Almaviva S.p.A. e Dedalus S.p.A. si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla Consip, per l’affidamento dei servizi di gestione del sistema informativo

EXITone, in RTI con Almaviva S.p.A. (mandataria) e Dedalus S.p.A. (mandante) si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla centrale di committenza nazionale Consip, per l’affidamento dei servizi di sviluppo, manutenzione, gestione, supporto specialistico, assistenza agli utenti e hosting del sistema informativo dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco – l’autorità nazionale del Ministero della Salute competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia. Il contratto, per un valore complessivo della fornitura di oltre 11 milioni di euro, avrà una durata di 36 mesi, più 12 mesi di garanzia sul software fornito.

Scopo del contratto sono la creazione e la messa a regime di un nuovo Sistema Informativo che supporti il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’AIFA, che vanno dalla garanzia sull’uso appropriato dei farmaci alla gestione della spesa farmaceutica nazionale al supporti agli investimenti in ricerca e sviluppo.

“Siamo particolarmente soddisfatti del successo conseguito in questa gara europea, che vede premiati gli sforzi per diversificare i nostri servizi e per ampliare le competenze della nostra Centrale di Governo, mantenendo sempre altissimi i nostri standard. – Ha dichiarato Ezio Bigotti, Presidente di EXITone, che continua – La nostra ultra decennale esperienza nelle Convenzioni e negli appalti Consip e la preparazione tecnica del nostro staff ci danno la garanzia di poter offrire un servizio che contribuisca veramente a migliorare la qualità e l’efficienza di prestazioni di così rilevante importanza per la salute di tutti i cittadini come quelle offerte dall’AIFA.

[da “affaritaliani.it” – 02.10.2015]

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Nuovo sistema informativo per Aifa

Nuovo sistema informativo per l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. EXITone, in RTI con Almaviva S.p.A. (mandataria) e Dedalus S.p.A. (mandante) si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla centrale di committenza nazionale Consip, per l’affidamento dei servizi di sviluppo, manutenzione, gestione, supporto specialistico, assistenza agli utenti e hosting del sistema informativo dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco – l’autorità nazionale del Ministero della Salute competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia. Il contratto, per un valore complessivo della fornitura di oltre 11 milioni di euro, avrà una durata di 36 mesi, più 12 mesi di garanzia sul software fornito.

Scopo del contratto, si legge in un comunicato, sono la creazione e la messa a regime di un nuovo sistema informativo che supporti il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’Aifa, che vanno dalla garanzia sull’uso appropriato dei farmaci alla gestione della spesa farmaceutica nazionale al supporti agli investimenti in ricerca e sviluppo.

“Siamo particolarmente soddisfatti del successo conseguito in questa gara europea, che vede premiati gli sforzi per diversificare i nostri servizi e per ampliare le competenze della nostra Centrale di Governo, mantenendo sempre altissimi i nostri standard”, ha dichiarato Ezio Bigotti, presidente di EXITone. “La nostra ultra decennale esperienza nelle convenzioni e negli appalti Consip e la preparazione tecnica del nostro staff – ha concluso – ci danno la garanzia di poter offrire un servizio che contribuisca veramente a migliorare la qualità e l’efficienza di prestazioni di così rilevante importanza per la salute di tutti i cittadini come quelle offerte dall’Aifa.

[da “yahoo notizie.com” – 02.10.2015]