DEDALUS: ACQUISITA PARTE DEL BUSINESS IT DEL GRUPPO AGFA-GEVAERT IN SANITA’

Nasce il leader pan-europeo nel software clinico-sanitario Firenze, 5 mag. – (Adnkronos) – Il Gruppo Dedalus, prima azienda europea nei sistemi informativi clinico-sanitari, annuncia di aver perfezionato l’acquisizione di parte del business IT nel settore sanitario di Agfa Healthcare (Gruppo Agfa-Gevaert). Ardian, che ha investito in Dedalus nel 2016, a valle dell’operazione arriverà a detenere una quota di circa il 75%. Oggetto dell’accordo – spiega una nota – sono le attività tedesche, francesi, austriache, svizzere e brasiliane relative al software clinico, diagnostico e gestionale ospedaliero (HCIS) ed ai sistemi IT di imaging (PACS-RIS di radiologia, cardiologia, ecc.) per un enterprise value totale pari a 975 milioni di Euro. Dedalus, “diventa, da oggi, la più grande azienda del settore con 5.000 Ospedali, 5.000 laboratori e oltre 2 milioni di professionisti che ogni giorno trattano centinaia di milioni di pazienti, promuove il consolidamento del settore in Europa, posizionandosi fra le prime società a livello mondiale nel settore con una presenza in oltre 30 paesi nel mondo, una posizione di leadership in Italia, Germania, Austria e Francia, e un fatturato complessivo di circa 470 milioni di euro realizzato da oltre 3.500 professionisti”. (Mge/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 05-MAG-20 08:35

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Dedalus (Ardian) acquisisce asset Agfa Healthcare per 975 mln. Gli advisor finanziari

(ANSA) – MILANO, 05 MAG – Il gruppo fiorentino Dedalus, specializzata in sistemi informativi clinico-sanitari ha perfezionato l’acquisizione di parte del business IT nel settore sanitario di Agfa Healthcare (Gruppo Agfa-Gevaert). Il fondo Ardian, che dal 2016 la controlla al 60%, a valle dell’operazione arriverà a detenere una quota di circa il 75 per cento. Oggetto dell’accordo, spiega una nota, sono le attività tedesche, francesi, austriache, svizzere e brasiliane relative al software clinico, diagnostico e gestionale ospedaliero ed ai sistemi IT di imaging per un enterprise value totale pari a 975 milioni di euro. Costituito a Firenze nel 1990, il Gruppo Dedalus opera principalmente con i marchi Dedalus e NoemaLife. Negli ultimi cinque anni ha aggregato oltre 40 aziende nel mondo, divenendo uno di primi player europei, con oltre 2000 addetti – di cui 1200 in Italia, 550 in Francia ed una presenza in 25 paesi nel mondo per un fatturato consolidato di oltre 210 milioni di euro. (ANSA).

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DEDALUS: ACQUISITA PARTE DEL BUSINESS IT DEL GRUPPO AGFA-GEVAERT IN SANITA’

Nasce il leader pan-europeo nel software clinico-sanitario (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 05 mag – Il Gruppo Dedalus, partecipato da Ardian, prima azienda europea e tra le prime al mondo nei sistemi informativi clinico-sanitari, annuncia di aver perfezionato l’acquisizione di parte del business IT nel settore sanitario di Agfa Healthcare (Gruppo Agfa-Gevaert). Ardian, che ha investito in Dedalus nel 2016, a valle dell’operazione arrivera’ a detenere una quota di circa il 75%. Oggetto dell’accordo sono le attivita’ tedesche, francesi, austriache, svizzere e brasiliane relative al software clinico, diagnostico e gestionale ospedaliero (HCIS) e ai sistemi IT di imaging (PACS-RIS di radiologia, cardiologia, ecc.) per un enterprise value totale pari a 975 milioni di euro.

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Fuksas a Mattarella: serve un habitat a misura di pandemie

Una lettera, insieme allo studio Archea di Firenze, per illustrare alla massima carica dello Stato le linee guida sulle quali disegnare un ambiente in cui sentirsi meno isolati e più sicuri

Un nuovo habitat a misura di pandemia: da impianti di areazione che non siano veicoli per i virus, agli spazi condivisi per lo smart working e lo studio da remoto, dai collegamenti con le strutture sanitarie al kit salute da tenere in casa.

A chiederlo, con una lettera al presidente della Repubblica Sergio Matteralla, è lo studio associato Archea di Firenze insieme a Massimiliano e Doriana Fuksas. L’archistar sottopone alla prima carica dello Stato le sue linee guida per ripensare gli ambienti nei quali si possa vivere con maggiore sicurezza, in caso di eventi che, si teme, potrebbero essere non più eccezionali, come le pandemie.

Gli incontri con la task force di specialisti
Le indicazioni, precisa l’architetto sono il risultato di una serie di incontri con professori universitari e medici. «Egregio Signor Presidente – si legge nella missiva per Mattarella – in un tempo esteso oltre i confini possibili, ci siamo incontrati, ogni giorno, di questi giorni, su una delle tante piattaforme digitali. Il Professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute and the Cell Transplant Center of Miami. Il Professor Ottavio Alfieri, direttore della cardiochirurgia dell’ospedale universitario San Raffaele di Milano. Il Professor Michele Gallucci, direttore della Clinica Urologica dell’Università La Sapienza di Roma. Ramon Prat Homs, editore e curatore, a Barcellona, della piattaforma digitale multidisciplinare Urban Next, focalizzata sul ripensamento dell’architettura nel contesto urbano contemporaneo. Giorgio Moretti, fondatore di Dedalus, a Firenze, società specializzata nell’informatica per la medicina».

Una task force qualificata per mettere nero su bianco i quattro punti sui quali lavorare per vivere in un minor isolamento e maggiore sicurezza, emergenze come il Coronavirus che hanno reso evidente l’impreparazione ad affrontare eventi simili.

Il Kit salute
Il primo suggerimento è quello di attrezzare i nostri appartamenti con i minimi strumenti utili ad individuare il nostro stato di salute. Sarebbe sufficiente, spiega lo studio Fuksas, « avere a disposizione un kit contenente pochi strumenti, quali un saturimetro, un termometro, un attacco per erogatore di ossigeno, una telecamera, uno smartphone o un computer che permetta a un ipotetico paziente di collegarsi con una struttura sanitaria territoriale, anziché essere costretti a recarsi in massa ai vari Pronto Soccorso degli ospedali, provocando un sovraccarico delle strutture».

Il secondo invito è quello di muoversi, sul modello tedesco, per diffondere la sanità su tutto il territorio, creando una rete tra gli abitanti e il personale sanitario, più diretto ed efficace, per dare suggerimenti che vanno dalla guida alimentare alle indicazioni per la sanificazione degli ambienti.
«Consigli guida per tutti coloro che hanno bisogno rapidamente di aiuto e di assistenza. Accorgimenti, tutti, utili non solo in casi estremi, ma anche in situazioni di difficile mobilità per persone non più giovani, per malati cronici, per pazienti in convalescenza post-operatoria».

Gli spazi comuni
Nell’habitat post pandemia va immaginato un modello di cohousing: edifici un con decine, centinaia di appartamenti con un intero piano, come spazio flessibile, destinato alle diverse esigenze della comunità. Spazi flessibili da dedicare, a seconda degli eventi allo smart working, alle lezioni in smart learning. Oppure da utilizzare come spazi di incontro e socializzazione. Un piano libero e flessibile può anche trasformarsi in luogo di primo soccorso e di isolamento.

Il condizionamento dell’aria a prova di virus
Che i condizionatori d’aria siano possibili vettori di diffusione di virus, dalle polmoniti virali alla salmonella è noto. Un rischio, amplificato dal dissennato utilizzo del trattamento dell’aria.
Per questo uno degli obiettivi principali dei nuovi edifici deve essere la purificazione e il trattamento dell’aria, con sistemi sostenibili semplici ed efficaci, come lampade Uv, in grado di sanificare in breve tempo qualunque tipo di ambiente. «Strumenti più efficaci e miniaturizzati – scrive Fuksas- ci permetterebbero di evitare enormi centrali ed unità per il trattamento dell’aria e un minore inquinamento».

La scelta del massimo rappresentante dello Stato come interlocutore , è motivata «Egregio Signor Presidente – si legge nella lettera – ci rivolgiamo a Lei, come rappresentante dell’Unità Nazionale, e al di sopra delle parti, in questo momento difficile, affinché queste considerazioni siano trasformate in linee guida, utili alla costruzione di uno stile di vita più sostenibile e sociale. In questo periodo di riflessione comune, abbiamo ascoltato le ragioni degli altri, abbiamo modificato, in parte, le nostre ed è emersa fortemente la nostra passione nel ripensare gli insediamenti umani rendendoli più funzionali, contemporanei, innovativi e umani. Generosità, solidarietà e speranza per un mondo migliore per tutti»

ilsole24ore.com

Con una nota inviata al Gruppo nei gironi scorsi, il Presidente della Regione Michele Emiliano ha formalmente aderito all’offerta. La Presidenza della Regione Puglia, si legge nella nota, ha individuato il Policlinico di Bari quale “Soggetto Attuatore sotto il coordinamento tecnico scientifico di AReSS Puglia”, l’Agenzia Strategica Regionale per la Salute e il Sociale già impegnata, in qualità di partner, nell’ambito del Contratto di Programma HLCM – Health Life-Cycle Management – e del progetto Talisman (“Tecnologie di Assistenza personalizzata per il Miglioramento della qualità della vita” per l’arruolamento dei pazienti fragili e cronici) finanziato dal PON Ricerca e Innovazione 2014-2020.
L’adozione del “COVID-19 Management System” avverrà, secondo quanto precisa la nota, alle condizioni di gratuità e temporaneità come previste nella proposta di DEDALUS Italia e la sperimentazione sarà disciplinata con un apposito atto sottoscritto tra AreSS, il Gruppo industriale e il Policlinico di Bari.
La risposta di DEDALUS all’emergenza Covid 19 vuole essere capace di proporre un approccio sistemico al problema della presa in carico da parte Sistema sanitario del paziente positivo al virus, sintomatico, paucisintomatico o asintomatico.

[ fonte AGI ]

[ vedi anche TGR Leonardo del 07.04.2020 (minuto 6:37)]

Un articolo apparso su Harvard Business Review attacca l’Italia per l’incapacità di ascoltare gli esperti, adottare soluzioni sistemiche e coordinate, imparare dalle esperienze degli altri.
Sebbene l’articolo non affronti specificamente il tema degli acquisti, oggetto di questo approfondimento, va immediatamente messo in evidenza che le problematiche che stanno vivendo i buyer pubblici Italiani, a livello locale, regionale e nazionale sono esattamente le stesse che si stanno verificando negli Stati Uniti, come documentato, tra gli altri, dal Washington Post e Wall Street Journal.
Anche negli Stati Uniti gli ospedali non stanno ricevendo i device necessari per far fronte alla crisi, le scorte strategiche vengono distribuite in modo non uniforme e opaco agli Stati, il governo Federale, Stati e ospedali competono tra di loro per accaparrarsi le forniture con la conseguenza che i prezzi stanno salendo alle stelle e broker non ben identificati proliferano con false promesse. Di fronte a questa situazione da più parti è arrivata la richiesta di attivare il Defense Production Act, che obbligherebbe le aziende produttrici a dare priorità agli ordinativi proveniente dall’Amministrazione e snellirebbe le procedure di acquisto pubbliche e imporrebbe un maggiore coordinamento tra buyer. Allo stato attuale il Presidente Usa si è mostrato riluttante nell’attivare questo strumento, al netto della richiesta fatta a General Motors per la produzione di ventilatori.
Benché i due sistemi sanitari, italiano e americano, siano profondamente diversi, per organizzazione e finanziamento, in questa emergenza i problemi che si presentano sono gli stessi ed è richiesta un’azione pubblica per garantire gli approvvigionamenti critici. L’impreparazione appare palese a livello globale, nonostante l’esistenza di strumenti giuridici, piani contro le pandemie influenzali (in Italia il primo nazionale è stato pubblicato nel 2002), raccomandazioni ripetute dell’Oms. Garantire il coordinamento e la continuità negli approvvigionamenti di Dpi, antivirali e altri materiali è visto come punto critico nelle varie fasi di evoluzione di una pandemia.
Al netto delle problematiche che tutti i Paesi in varia misura si trovano ad affrontare, l’Italia ha potuto “beneficiare”, pur tra le mille difficoltà, di due elementi importanti. Nella disgrazia, il fatto di essere stata colpita prima degli altri ha garantito la fornitura di beni, nei momenti iniziali, grazie a una disponibilità maggiore sui mercati internazionali. Il secondo elemento è la presenza di un sistema centralizzato di acquisti, sia a livello regionale, sia nazionale, già operativo e rodato.
Nonostante i limiti del sistema degli acquisti centralizzato, concepito e gestito in larga misura per conseguire obiettivi di contenimento della spesa, senza sfruttarne appieno, salvo alcune eccezioni, le potenzialità strategiche, esso sta giocando un ruolo fondamentale in un contesto di mercato come quello attuale, in cui sarebbe impensabile che tutte le aziende sanitarie si muovessero in modo autonomo contemporaneamente per tutti i fabbisogni.
Certamente, in un contesto di emergenza di tale portata, sarebbe stato auspicabile un maggior coordinamento centro-territorio, utilizzando strumenti già esistenti quali il Tavolo dei soggetti aggregatori, con lo scopo di individuare, ad esempio, dei “champion” nazionali chiamati a gestire gli approvvigionamenti per determinate merceologie, mediante accordi a livello globale con operatori di mercato qualificati e, per il tramite del Ministero Affari Esteri, con Stati esteri. Oppure definendo un sistema di garanzie di pagamento in grado di superare il problema dell’anticipazione, che è molto rischioso per le singole amministrazioni, specie perché l’emergenza ha esaltato fenomeni di azzardo morale da parte di improvvisati operatori o discontinuità della fornitura.
Queste possibili soluzioni, confermate anche da Corrado Cuccurullo, Presidente e Amministratore Delegato di Soresa spa, storicamente una delle centrali di acquisto più attive e aperte all’innovazione, avrebbero contribuito ad evitare una frammentazione della domanda. Un problema di non poco conto, come già discusso nell’articolo Dopo il Covid-19: spunti per ripensare il procurement sanitario in ottica strategica, ed evidenziato da più multinazionali, come tra l’altro da Andrea Celli, Executive Board Member di Philips, ma anche da Fernanda Gellona, Direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici.
La frammentazione della domanda può esporre, infatti, gli operatori di mercato a problemi di fair allocation dei prodotti. Se le multinazionali hanno sviluppato sistemi di monitoraggio molto puntuali dell’evoluzione dell’emergenza e del bisogno e cercano di rispondere alla frammentazione della domanda in modo etico, certamente questo non può essere dato per scontato. La disponibilità di assumersi il rischio di pagamenti anticipati da parte di alcuni governi o di accettare prezzi di acquisto alle stelle per l’evidente sbilanciamento domanda-offerta può portare a dirottare prodotti da un paese a un altro. Inoltre, la frammentazione della domanda in una situazione di estrema emergenza, dove c’è la disperata esigenza di acquistare ciò che è necessario per curare i pazienti e proteggere il personale sanitario, può determinare un’impennata della domanda percepita dalle aziende di produzione, non necessariamente rispondente al fabbisogno effettivo, come ha evidenziato Fernanda Gellona.
La rete delle centrali regionali ha lavorato attraverso un coordinamento informale sin dall’inizio dell’emergenza, come anche evidenziato nell’articolo “Coronavirus: dietro le quinte esiste una macchina pubblico-privato degli acquisti”. Tuttavia, è chiaro, che quando i magazzini sono vuoti e le terapie intensive allo stremo, ognuno vuole assicurare gli approvvigionamenti per il proprio territorio di riferimento e anche in questo caso sono emersi diversi approcci all’emergenza da parte delle Regioni.
In alcune, le aziende sanitarie, hanno mantenuto maggiori gradi di libertà per potere assicurare il soddisfacimento, attraverso i propri acquisti, dei fabbisogni lasciati scoperti dai contratti centralizzati. Questo ha anche consentito una maggiore flessibilità e agilità specialmente di quei centri di specializzazione che sono potuti arrivare prima sul mercato. In altre vi è stato il divieto di fare acquisti territoriali per assicurare un maggior coordinamento.
Di fronte all’emergenza i buyer pubblici si trovano costantemente a rispondere a una doppia tensione: garantire da un lato il rispetto dei principi pubblici degli acquisti, in primis la parità di trattamento, dall’altro di assicurare tempi rapidi per la selezione del fornitore. Le soluzioni a questo apparente trade-off adottate nei vari contesti sono diverse e richiederanno, terminata la fase acuta dell’emergenza, una riflessione approfondita per apprendere e condividere le lezioni apprese in modo da riorientare anche l’attività “ordinaria” in ottica strategica.
Se nei primi 45 giorni si è proceduto con logiche più che comprensibili di “trial & error”, ora vi è bisogno di una maggior pianificazione dell’emergenza e coordinamento tra territorio, regioni e livello centrale, come evidenziato Flavio Boraso, coordinatore sanitario dell’unità anticrisi di Regione Piemonte. Questo richiede una capacità capillare di raccolta del fabbisogno da parte delle regioni/centrali/soggetti aggregatori e una capacità di dialogo con il mercato per individuare le soluzioni più adeguate. Da questo punto di vista i processi di acquisto dovranno evolvere anche perché non sempre chi acquista conosce che cosa le aziende, anche come capofila di una rete nazionale/internazionale, possono mettere a disposizione del sistema sanitario. Una delle maggiori criticità rimane comunque l’individuazione di operatori credibili che siano in grado di assicurare la rapidità delle consegne e la continuità sanitaria anche tramite soluzioni integrate in luogo del singolo device, come ha raccomandato. Fornitori con produzioni in Europa, anche mediante i loro distributori o branch nazionali, possono certamente essere in grado di offrire risposte più credibili e affidabili, se non altro poiché il trasporto può avvenire via gomma, bypassando le difficoltà dei traffici aeroportuali o il congestionamento dei porti. La collaborazione intra-company è stata molto efficace per assicurare a Philips, per esempio, una rapida capacità di risposta alle esigenze nazionali, potendo contare su stabilimenti in Germania che hanno collaborato sin dall’inizio della crisi.
Il ruolo delle Regioni, grazie alla vicinanza al territorio, alle competenze delle unità di crisi e al supporto operativo delle centrali di committenza e scientifico delle università, è stato importante anche per l’attivazione di filiere di produzione, che possono beneficiare del supporto finanziario di Invitalia, a seguito del Dl Cura Italia. Questa è la strada auspicata dal presidente di Soresa, sia per far fronte all’emergenza, che si sposterà dalle terapie intensive alla presa in carico dei pazienti dimessi o dei contagiati in quarantena domestica, sia per ripensare in chiave strategica il procurement e il ruolo delle centrali regionali nel post-Covid. L’attivazione delle filiere regionali ha portato a risposte non immediate ma comunque molto rapide sia in Emilia-Romagna, per mascherine che ventilatori, sia in Veneto, dove Azienda Zero, la capogruppo regionale delle aziende sanitarie venete, ha attivato una filiera di dodici laboratori a servizio del gruppo LVMH per la produzione di Dpi, come ci ha riportato Sandra Zuzzi, direttore degli acquisti di Azienda Zero. In Regione Emilia un consorzio di Reggio Emilia produrrà 150.000 mascherine al giorno, destinate prevalentemente alla sanità, ma che saranno anche messe in vendita per consumo personale, attraverso un accordo con le farmacie della provincia, anche al fine di assicurare un prezzo equo. La riconversione della produzione per assicurare la fornitura di Dpi non è certamente semplice, visto che servono sia materiali adeguati sia le certificazioni, rispetto a cui esistono pochissimi laboratori in tutta Europa, tra cui uno è in provincia di Modena. L’azienda Fater, leader nella produzione di dispositivi per l’incontinenza, avendo a disposizione i necessari materiali e grazie all’expertise produttivo, come ci ha riportato Dario Esposito, responsabile del Public Affairs della divisione sanità, donerà 250.000 mascherine alla protezione civile e la successiva produzione sarà venduta alla stessa al costo.
La straordinaria capacità di risposta dell’impresa italiana, sia quella specializzata di settore sia quella non specializzata, sia dei gioielli di Stato, è qualche cosa che i nostri colleghi di Harvard si sono dimenticati di menzionare. E non solo rispetto alla mobilitazione filantropica, finanziaria e in natura, ma anche, per esempio, mostrando proattività ed etica nella definizione dei prezzi di offerta, diversamente a quanto sta accedendo negli Stati Uniti.
Se la donazione di singoli device da parte di filantropi è da scoraggiare, in quanto contribuisce a un’ulteriore frammentazione della domanda, è invece fondamentale il ruolo che possono giocare grandi imprese nazionali in grado di muoversi attraverso una rete istituzionale e di mercato, che in coordinamento con le autorità centrali, può assicurare non solo l’acquisto di ingenti quantitativi, ma anche il loro arrivo a destinazione. È questo il caso di Snam, che donerà complessivamente 625 ventilatori e 600mila mascherine e sta acquistando altro materiale sanitario per conto della struttura del commissario straordinario, con cui ha siglato una lettera di intenti. Altro attore che ha saputo, come da tradizione, muoversi in modo strategico è Croce Rossa, che già nel mese di gennaio aveva allestito il magazzino centrale con quanto sarebbe stato necessario per far fronte a una eventuale, poi confermata, emergenza, grazie alle relazioni solide con Croce Rossa Cina e ai canali umanitari internazionali, come ci ha riportato il Vicedirettore delle operazioni della Croce Rossa di Milano, Paolo Bosso. Questo conferma l’importanza di far parte di network internazionali istituzionali con forte expertise di gestione di emergenze sanitarie.
Non sempre, tuttavia, la relazione pubblico-privato ha funzionato. In alcuni casi, a causa dell’emergenza che ha portato a una maggior concentrazione sull’urgenza dei dispositivi vitali; in altri casi, per una carenza nel management pubblico delle competenze necessarie per immaginare progetti strategici di collaborazione. È questo il caso dei sistemi informativi, come ci ha riportato Luigi Giannazzo, direttore commerciale Italia di Dedalus, una delle aziende italiane leader internazionali di soluzioni digitali per la sanità. Le potenzialità offerte dalle piattaforme informatiche dei player più esperti sono innumerevoli e vanno ben oltre alle app per il tracciamento dei contatti e degli spostamenti. Si tratta di sistemi di gestione e condivisione clinica che consentono, oltre all’identificazione e tracciabilità del paziente tramite la app, anche la presa in carico e il monitoraggio dei pazienti, in collaborazione con i medici di medicina generale, con le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), sia di quelli in quarantena domestica sia di quelli dimessi. La soluzione Co4-Covid19 è stata adottata da regione Puglia e sarà lanciata nei prossimi giorni con il nome “Accasa”. Anche la Regione Sicilia sta valutando l’adozione della stessa piattaforma integrata ai servizi regionali di emergenza 112 118 e Protezione Civile. Questa soluzione sarà adottata anche in Albania, Australia Queensland e Sud Africa. Tuttavia, ci sono anche Regioni e Amministrazioni centrali che stanno ancora facendo acquisti frammentati sul fronte delle soluzioni digitali, per esempio limitandosi ad acquistare device o app, attraverso procedure di gara più tradizionali che mal si conciliano con l’acquisto di soluzioni innovative capaci di spostare il focus (e anche eventualmente del pagamento) dall’input al risultato. Logiche di acquisto di questo tipo seguono la strada della partnership pubblico-privata e potrebbero essere strutturate come outcome-based contract; soluzioni che hanno sempre fatto molta paura, perché più complesse e certamente non ordinarie e quindi sempre accantonate da un sistema in cui l’acquisto è stato gestito con logiche rigide, volte a tutelare la trasparenza e la mera economicità, preferendo la soluzione standard e ordinaria perché meno rischiosa. Questo atteggiamento ha frenato lo sviluppo, per esempio, di partnership pubblico-privato che in passato avrebbero potuto portare alla messa a punto di soluzioni di telemedicina, che oggi sarebbero state fondamentali nell’affrontare l’emergenza sia dei pazienti Covid sia di quelli cronici, come ricordato Celli di Philips, che da anni sta cercando di dialogare con le amministrazioni italiane per la sperimentazione di modelli di PPP in questo ambito. Anche perché soluzioni particolari e innovative, e non commodity, sono più difficili da acquistare in emergenza, come testimonia anche il caso della soluzione di Dedalus.
L’emergenza purtroppo continuerà e si sposterà, speriamo, sempre più dai reparti di cura intensiva, a lungo degenza e territorio, come ha evidenziato Gianni Bonelli, direttore generale dell’ASST dei Sette Laghi e questo necessariamente imporrà uno sforzo rilevante nell’individuazione delle soluzioni rapide ed adeguate a rispondere ai nuovi fabbisogni emergenti. Da questo punto di vista, sarà necessario pensare nuovamente alla conversione di posti letto o alla creazione di reti tra strutture sanitarie con diversa specializzazione, o a soluzioni di presa in carico dei pazienti o delle persone con fragilità, in forte raccordo con gli enti locali, sfruttando le potenzialità della digitalizzazione. Si apre quindi una fase delicata, dove il trial&error non sarà più ammissibile e questo impone un maggior dialogo e fiducia tra livello regionale e locale, PA e mercato.
Nonostante le difficoltà determinate sia dalla straordinarietà dell’evento sia dalla sua portata globale che ha creato uno shock negli approvvigionamenti; nonostante un sistema degli acquisti spostato sull’ordinario, avverso al rischio e più attento alla forma che alla sostanza, abbiamo assistito a una straordinaria capacità di trovare soluzioni da parte del management pubblico e dell’impresa. Le soluzioni che si sono dimostrate più efficaci, però, sono nate attraverso collaborazione, confronto, rete. Il post emergenza, che sarà una emergenza economica e sociale, dovrà essere gestito individuando policy e programmi attuativi volti a esaltare e a premiare la capacità di manager pubblici e privati di individuare soluzioni, ritornando a investire nel management pubblico, non tanto come nume tutelare della legalità ma come ideatore e attuatore di soluzioni economiche, efficienti, efficaci, eque.
Trovare risposte concrete ai fabbisogni richiede necessariamente l’individuazione dei soggetti o dei livelli istituzionali più vicini al problema e con maggiori competenze, senza retorica e arroganza.

* SDA Bocconi School of Management

 

[ fonte sanita24.ilsole24ore.com ]

La Regione Puglia l’ha lanciato ieri con nome “Accasa” e ha già 35 mila registrati. Presto toccherà alla Regione Sicilia e pure i medici di famiglia della Liguria lo stanno sperimentando. Ma anche all’estero il sistema sembra andare forte: con l’Albania l’accordo è già chiuso, lo stesso con la regione australiana del Queensland e contatti in stato avanzato sono in corso in Polinesia e Sudafrica. Mentre migliaia di aziende sono lanciate nella caccia alla app vincente contro il coronavirus c’è una multinazionale di software sanitario con base in Italia, la Dedalus fondata dall’imprenditore fiorentino Giorgio Moretti, che col sistema “Co4-Covid9” sta correndo veloce, concludendo contratti da centinaia di migliaia di euro in mezzo mondo. Non è una app per il “contact tracing” come quella che hanno già in Umbria, Lazio e Sardegna ma è «anche una app» che ha dietro «un sistema integrato per gestire la malattia in tutte le sue fasi e anche per fare uno screening della popolazione, che ora è tanto più utile», spiegano da Dedalus. Questo per il momento, perché “Co4” è in grado di allargare gli orizzonti: se le norme lo renderanno possibile, georeferenziare spostamenti e contatti come in Corea col sistema sarà un gioco da ragazzi, dicono dalla società che ha sedi in 25 Paesi del mondo e dal 2016 è in mano al colosso del private equity Ardian.
Come funziona? Sono i medici di famiglia e il sistema sanitario a pubblicizzare l’applicativo. Il cittadino si registra sulla piattaforma, che sia positivo o no, e nel farlo compila un questionario: inserisce dati anagrafici, numero di telefono, informazioni sulla composizione familiare, su eventuali contatti con contagiati o situazioni di rischio. Quel che conta è il cellulare: tramite sms (e mail) il sistema domanda al paziente come sta nel caso che sia un contagiato seguito a casa, gli fornisce informazioni su come fare la quarantena. Ma può essere anche il paziente, tramite una web-app, a farsi avanti. Se ha sintomi che peggiorano, può chiedere una videochiamata col medico per una valutazione visiva delle sue condizioni cliniche. Il sistema può formulare una richiesta di tampone alle aziende sanitarie. In casi gravi può anche effettuare una richiesta qualificata per un ricovero.
Ma non è solo nell’emergenza né solo per la gestione dei contagiati che il sistema può funzionare, sono convinti in Dedalus. Anche chi non ha il virus ha interesse a registrarsi. A lui, come a chi sarà guarito o si scoprirà immunizzato magari dopo un test, tramite il sistema potrà arrivare, a emergenza finita, un certificato che determini la sua libertà di azione. «Dovremo pur abituarci all’idea che per andare a mangiare una pizza presto dovremo mostrare un certificato che dica che siamo sani, immunizzati e non abbiamo in famiglia positivi al momento», osserva Moretti.

[ fonte repubblica.it ]

 


 

Coronavirus, app per i malati e per le uscite

Emergenza Covid-19. Per continuare in italiano, premi “1”. Che cosa hanno in comune i cittadini della Puglia, della Liguria e della Sicilia con quelli dell’Albania, dell’Australia, del Sudafrica della Polinesia. Un sistema che permette di tracciare i malati Covid, da quando il paziente ha i primi sintomi fino, auspicabilmente, alla sua guarigione. È composto da una app, un sito e da un risponditore automatico per gli anziani che non conoscono il digitale. Le informazioni vengono messe a disposizione dei medici di famiglia e dei centri di coordinamento. Con quali vantaggi? Grazie a strumenti di questo tipo, siamo in grado di intercettare prima, più velocemente, il bisogno, riusciamo a governare il panico in modo tale che le persone non si rechino in posti che le esporrebbe al contagio, riusciamo a tenerli in contatto con i medici, con i medici di famiglia, senza che debbano fisicamente andare dal medico, quindi preservando il medico, che è una risorsa preziosa, oltre che la salute del cittadino. Questo sistema pone in noi giganteschi dubbi riguardo alla privacy, sono legittimi oppure no? Non con questo sistema, perché il sistema, essendo un sistema di tipo sanitario e totalmente all’interno delle strutture sanitarie, rispetta totalmente quelle che sono le normative della privacy. Dedalus è un’azienda leader in Europa, tra le primi 5 al mondo, che non riesce – adesso – a soddisfare tutte le richieste. Dal punto di vista del suo Presidente, l’Italia ha un sistema regionale che potrebbe favorirla nell’organizzare la ripartenza. Ci potrà anche aiutare a superare questa fase emergenziale, a tornare alla nostra vita sociale? Sicuramente, dovremo vivere una fase endemica, dovremo in qualche maniera disporre di elementi certificativi molto rapidi per poter dire: “Entro in quel ristorante” o “Non entro quel teatro” o “Non vado a vedere questa partita”.

[ fonte skytg24 ]

Il numero di ricetta elettronica attraverso Sms: collaborazione tra Dedalus e Regione Toscana

Firenze, 20 marzo 2020. Un sistema basato su tecnologia Dedalus ed attivato sulla infrastruttura tecnologica di Regione Toscana, consente, già dal 16 Marzo, per i circa 3 milioni e 600 mila toscani e fino ad un terzo della popolazione italiana, di non doversi più recare presso lo studio del medico di medicina generale per ritirare i documenti necessari per il ritiro dei farmaci presso qualunque farmacia del paese. Si tratta di una grande opportunità per ridurre il rischio di diffusione del virus in particolare, nei confronti di pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire la terapia e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro del promemoria, documento indispensabile per il ritiro dei farmaci. Una soluzione rivolta prevalentemente ai soggetti che sono a maggior rischio, nel caso si ammalino di Coronavirus, ma anche a tutti gli altri pazienti che debbono limitare gli spostamenti in seguito al Decreto #ioRestoaCasa. PUBBLICITÀ Considerando l’importanza nella riduzione dei contagi, il sistema è stato realizzato “open”, ossia attivabile da tutti i medici di famiglia utilizzatori del software Millewin, il prodotto del gruppo Dedalus, che è il più diffuso in Italia. L’infrastruttura Dedalus è già in esercizio nella Regione Toscana, con oltre 30.000 SMS al giorno, che ha dato la disponibilità a fornire da subito il servizio anche ad altre Regioni che ne facessero richiesta.

[ gonews.it fonte ]

 


 

Ricette mediche via sms, il modello Toscana in tutta Italia
Sei regioni hanno richiesto il nuovo software già in funzione in Toscana che permette ai cittadini di richiedere il farmaco al proprio medico

FIRENZE — “Si tratta di un aiuto concreto, utile a tutti, per evitare uscite per recarsi dal proprio medico, code, affollamenti. E’ l’attuazione concreta dell’invito a restare il più possibile a casa. E forniremo gratuitamente la nostra piattaforma made in Tuscany a tutte le Regioni che ce ne faranno richiesta. Sei, Sardegna, Marche, Abruzzo, Friuli, Liguria, Val d’Aosta, più Bolzano lo hanno già fatto”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il lancio di “NRE via SMS”, il nuovo sistema elettronico, basato su una tecnologia messa a punto dal gruppo industriale Dedalus, già in funzione, che permette ai cittadini di richiedere con una semplice telefonata al proprio medico e pediatra famiglia, il farmaco di cui hanno bisogno. Il medico effettua la prescrizione, registrandola sul proprio computer. La piattaforma elettronica toscana invia al paziente tramite SMS (il sistema più semplice ed accessibile anche ai cittadini meno informatizzati) il numero di codice della ricetta che, letto al farmacista, viene tradotto nella prescrizione medica e gli permette di predisporre i farmaci richiesti.
“La Regione Toscana – aggiunge il presidente Enrico Rossi – ha fortemente voluto questa soluzione per ridurre il rischio di diffusione del virus, in particolare verso i pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire le terapie e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro della ricetta, il documento indispensabile per ottenere i farmaci, che invece oggi dematerializziamo completamente. Credo sia un utilizzo intelligente della tecnologia e dell’innovazione al servizio dei cittadini, reso possibile dalla competenza dei nostri tecnici, che ringrazio, e dagli importanti investimenti fatti dalla Regione negli ultimi anni. Infine, in un momento come questo, ci è parso doveroso aiutare le altre Regioni italiane, più in difficoltà su questo fronte”.
Ad oggi sono già 86.363 gli SMS inviati ai pazienti toscani, con il numero di ricetta elettronica. La dematerializzazione della prescrizione dei medici di medicina generale, è utilizzata già da circa 2000 medici e pediatri famiglia toscani. Si calcola che il sistema arriverà nel giro di pochi giorni a servire circa 25 milioni di cittadini italiani. Occorre infatti considerare i medici di famiglia e i pediatri usano software diversi tra loro e che quindi i vari programmi vanno resi via via compatibili con la NRE via SMS.
Lo sta facendo la Regione Toscana, attraverso i suoi settori sanità digitale e innovazione e infrastrutture e tecnologie, in collaborazione con un gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario, che ha profonde radici a Firenze e molti dipendenti in Toscana, che ha collaborato a mettere in esercizio il sistema di invio tramite SMS del numero di ricetta elettronica.
La piattaforma è ospitata sul Sistema Cloud Toscana (SCT), ovvero il data-center della Regione Toscana candidato a diventare Polo strategico nazionale (secondo il censimento dell’Agenzia per l’Italia Digitale), ed è progettata fin dall’origine per essere estesa: per questo è possibile lasciarla utilizzare anche da altre Regioni interessate.
Ma non solo: tutti i fornitori italiani di software per i medici toscani, stanno realizzando in Toscana, lo stesso servizio sulla stessa infrastruttura. Quindi presto tutti gli oltre 3100 medici, compresi i pediatri di famiglia toscani, potranno utilizzare questo servizio.
L’estensione a tutta Italia, ovvero inizialmente a oltre 20.000 medici di famiglia, corrispondenti a circa 25 milioni di pazienti in tutta Italia, sarà possibile in breve tempo, grazie alla disponibilità della Regione Toscana a rendere utilizzabile, in questo momento di emergenza, la propria infrastruttura, gratuitamente, a tutte le Regioni che ne facciano richiesta.

[ toscanamedianews.it fonte ]

 


 

Ricette mediche via sms, la Toscana fa da apripista
Il modello della Regione pronto ad essere esportato in altri territori

Si tratta di un aiuto concreto, utile a tutti, per evitare uscite per recarsi dal proprio medico, code, affollamenti. E’ l’attuazione concreta dell’invito a restare il più possibile a casa. E forniremo gratuitamente la nostra piattaforma made in Tuscany a tutte le Regioni che ce ne faranno richiesta. Sei, Sardegna, Marche, Abruzzo, Friuli, Liguria, Val d’Aosta, più Bolzano lo hanno già fatto”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il lancio di Nre via SMS, il nuovo sistema elettronico, già in funzione, che permette ai cittadini di richiedere con una semplice telefonata al proprio medico e pediatra famiglia, il farmaco di cui hanno bisogno. Il medico effettua la prescrizione, registrandola sul proprio computer. La piattaforma elettronica toscana invia al paziente tramite Sms (il sistema più semplice ed accessibile anche ai cittadini meno informatizzati) il numero di codice della ricetta che, letto al farmacista, viene tradotto nella prescrizione medica e gli permette di predisporre i farmaci richiesti.
“La Regione Toscana – aggiunge il presidente Enrico Rossi – ha fortemente voluto questa soluzione per ridurre il rischio di diffusione del virus, in particolare verso i pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire le terapie e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro della ricetta, il documento indispensabile per ottenere i farmaci, che invece oggi dematerializziamo completamente. Credo sia un utilizzo intelligente della tecnologia e dell’innovazione al servizio dei cittadini, reso possibile dalla competenza dei nostri tecnici, che ringrazio, e dagli importanti investimenti fatti dalla Regione negli ultimi anni. Infine, in un momento come questo, ci è parso doveroso aiutare le altre Regioni italiane, più in difficoltà su questo fronte”.
Un sistema basato su tecnologia Dedalus ed attivato sulla infrastruttura tecnologica di Regione Toscana, consente, per i circa 3 milioni e 600 mila toscani e fino ad un terzo della popolazione italiana, di non doversi più recare presso lo studio del medico di medicina generale.
Si tratta di una grande opportunità per ridurre il rischio di diffusione del virus in particolare, nei confronti di pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire la terapia e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro del promemoria, documento indispensabile per il ritiro dei farmaci. Una soluzione rivolta prevalentemente ai soggetti che sono a maggior rischio, nel caso si ammalino di Coronavirus, ma anche a tutti gli altri pazienti che debbono limitare gli spostamenti in seguito al decreto #ioRestoaCasa.
Considerando l’importanza nella riduzione dei contagi, il sistema è stato realizzato “open”, ossia attivabile da tutti i medici di famiglia utilizzatori del software Millewin, il prodotto del gruppo Dedalus, che è il più diffuso in Italia. L’infrastruttura Dedalus è già in esercizio nella Regione Toscana, con oltre 30.000 Sms al giorno, che ha dato la disponibilità a fornire da subito il servizio anche ad altre Regioni che ne facessero richiesta.
Ad oggi sono già 86.363 gli Sms inviati ai pazienti toscani, con il numero di ricetta elettronica. La dematerializzazione della prescrizione dei medici di medicina generale, è utilizzata già da circa 2000 medici e pediatri famiglia toscani. Si calcola che il sistema arriverà nel giro di pochi giorni a servire circa 25 milioni di cittadini italiani. Occorre infatti considerare i medici di famiglia e i pediatri usano software diversi tra loro e che quindi i vari programmi vanno resi via via compatibili con la Nre via Sms.
Lo sta facendo la Regione Toscana, attraverso i suoi settori sanità digitale e innovazione e infrastrutture e tecnologie, in collaborazione con un gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario, che ha profonde radici a Firenze e molti dipendenti in Toscana, che ha collaborato a mettere in esercizio il sistema di invio tramite SMS del numero di ricetta elettronica.
La piattaforma è ospitata sul Sistema Cloud Toscana (SCT), ovvero il data-center della Regione Toscana candidato a diventare Polo strategico nazionale (secondo il censimento dell’Agenzia per l’Italia Digitale), ed è progettata fin dall’origine per essere estesa: per questo è possibile lasciarla utilizzare anche da altre Regioni interessate.
Ma non solo: tutti i fornitori italiani di software per i medici toscani, stanno realizzando in Toscana, lo stesso servizio sulla stessa infrastruttura. Quindi presto tutti gli oltre 3100 medici, compresi i pediatri di famiglia toscani, potranno utilizzare questo servizio.
L’estensione a tutta Italia, ovvero inizialmente a oltre 20.000 medici di famiglia, corrispondenti a circa 25 milioni di pazienti in tutta Italia, sarà possibile in breve tempo, grazie alla disponibilità della Regione Toscana a rendere utilizzabile, in questo momento di emergenza, la propria infrastruttura, gratuitamente, a tutte le Regioni che ne facciano richiesta.

[ luccaindiretta.it fonte ]

 


 

In esercizio la dematerializzazione della prescrizione dei medici di medicina generale, utilizzatori di Millewin

In Toscana da oggi oltre 2200 medici generano un SMS evitando, in particolare per pazienti a rischio, l’accesso all’ambulatorio per ritirare il promemoria cartaceo necessario, fino ad oggi, per il ritiro dei farmaci.
Dedalus, gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario, ha messo in esercizio, in collaborazione con il Settore Sanità digitale e innovazione di Regione Toscana, il sistema di invio tramite SMS del Numero di Ricetta Elettronica. Tale sistema, ospitato sul Sistema Cloud Toscana (SCT), il data-center della Regione candidato a Polo Strategico Nazionale secondo il censimento della Agenzia per l’Italia Digitale, è progettato per essere esteso ad oltre 18.000 Medici di famiglia, ossia ad oltre 22 milioni di cittadini in tutta Italia. Tale estensione a tutto il paese è possibile in brevissimo tempo grazie alla disponibilità della Regione Toscana a rendere utilizzabile, in questo momento di emergenza, la propria infrastruttura a tutte le Regioni che ne facciano richiesta.
Un sistema basato su tecnologia Dedalus ed attivato sulla infrastruttura tecnologica di Regione Toscana, consente, già dal 16 marzo, per i circa 3 milioni e 600 mila toscani e fino ad un terzo della popolazione italiana, di non doversi più recare presso lo studio del medico di medicina generale per ritirare i documenti necessari per il ritiro dei farmaci presso qualunque farmacia del paese.
Si tratta di una grande opportunità per ridurre il rischio di diffusione del virus in particolare, nei confronti di pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire la terapia e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro del promemoria, documento indispensabile per il ritiro dei farmaci. Una soluzione rivolta prevalentemente ai soggetti che sono a maggior rischio, nel caso si ammalino di Coronavirus, ma anche a tutti gli altri pazienti che debbono limitare gli spostamenti in seguito al Decreto #ioRestoaCasa.
Considerando l’importanza nella riduzione dei contagi, il sistema è stato realizzato “open”, ossia attivabile da tutti i medici di famiglia utilizzatori del software Millewin, il prodotto del gruppo Dedalus, che è il più diffuso in Italia. L’infrastruttura Dedalus è già in esercizio nella Regione Toscana, con oltre 30.000 SMS al giorno, che ha dato la disponibilità a fornire da subito il servizio anche ad altre Regioni che ne facessero richiesta.

[ lagazzettadilucca.it fonte ]

 


 

Via alle ricette mediche tramite SMS

FIRENZE. “Si tratta di un aiuto concreto, utile a tutti, per evitare uscite per recarsi dal proprio medico, code, affollamenti. E’ l’attuazione concreta dell’invito a restare il più possibile a casa. E forniremo gratuitamente la nostra piattaforma made in Tuscany a tutte le Regioni che ce ne faranno richiesta. Sei, Sardegna, Marche, Abruzzo, Friuli, Liguria, Val d’Aosta, più Bolzano lo hanno già fatto”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il lancio di “NRE via SMS”, il nuovo sistema elettronico, già in funzione, che permette ai cittadini di richiedere con una semplice telefonata al proprio medico e pediatra famiglia, il farmaco di cui hanno bisogno. Il medico effettua la prescrizione, registrandola sul proprio computer. La piattaforma elettronica toscana invia al paziente tramite SMS (il sistema più semplice ed accessibile anche ai cittadini meno informatizzati) il numero di codice della ricetta che, letto al farmacista, viene tradotto nella prescrizione medica e gli permette di predisporre i farmaci richiesti.
Dedalus Italia, gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario, ha messo in esercizio, in collaborazione con il Settore Sanità digitale e innovazione di Regione Toscana, il sistema di invio tramite SMS del Numero di Ricetta Elettronica.
“La Regione Toscana – aggiunge il presidente Enrico Rossi – ha fortemente voluto questa soluzione per ridurre il rischio di diffusione del virus, in particolare verso i pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire le terapie e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro della ricetta, il documento indispensabile per ottenere i farmaci, che invece oggi dematerializziamo completamente. Credo sia un utilizzo intelligente della tecnologia e dell’innovazione al servizio dei cittadini, reso possibile dalla competenza dei nostri tecnici, che ringrazio, e dagli importanti investimenti fatti dalla Regione negli ultimi anni. Infine, in un momento come questo, ci è parso doveroso aiutare le altre Regioni italiane, più in difficoltà su questo fronte”.
Ad oggi sono già 86.363 gli SMS inviati ai pazienti toscani, con il numero di ricetta elettronica. La dematerializzazione della prescrizione dei medici di medicina generale, è utilizzata già da circa 2000 medici e pediatri famiglia toscani. Si calcola che il sistema arriverà nel giro di pochi giorni a servire circa 25 milioni di cittadini italiani. Occorre infatti considerare i medici di famiglia e i pediatri usano software diversi tra loro e che quindi i vari programmi vanno resi via via compatibili con la NRE via SMS.
Lo sta facendo la Regione Toscana, attraverso i suoi settori sanità digitale e innovazione e infrastrutture e tecnologie, in collaborazione con un gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario, che ha profonde radici a Firenze e molti dipendenti in Toscana, che ha collaborato a mettere in esercizio il sistema di invio tramite SMS del numero di ricetta elettronica.
La piattaforma è ospitata sul Sistema Cloud Toscana (SCT), ovvero il data-center della Regione Toscana candidato a diventare Polo strategico nazionale (secondo il censimento dell’Agenzia per l’Italia Digitale), ed è progettata fin dall’origine per essere estesa: per questo è possibile lasciarla utilizzare anche da altre Regioni interessate.
Ma non solo: tutti i fornitori italiani di software per i medici toscani, stanno realizzando in Toscana, lo stesso servizio sulla stessa infrastruttura. Quindi presto tutti gli oltre 3100 medici, compresi i pediatri di famiglia toscani, potranno utilizzare questo servizio.
L’estensione a tutta Italia, ovvero inizialmente a oltre 20.000 medici di famiglia, corrispondenti a circa 25 milioni di pazienti in tutta Italia, sarà possibile in breve tempo, grazie alla disponibilità della Regione Toscana a rendere utilizzabile, in questo momento di emergenza, la propria infrastruttura, gratuitamente, a tutte le Regioni che ne facciano richiesta.

[ ilcittadinoonline.it fonte ]

 


 

Ricetta medica elettronica: il codice arriva via SMS
“Non andate negli studi medici se non strettamente necessario”, dicono le autorità sanitarie. Intanto dalla Toscana parte un nuovo sistema per semplificare il ritiro dei medicinali

Direttamente sul telefonino, grazie a un sistema digitale. Il codice della ricetta medica elettronica arriva via SMS ai pazienti, senza bisogno di passare dall’ambulatorio del dottore, basta presentarsi in farmacia: la novità per le prescrizioni dematerializzate di farmaci è stata introdotta in Toscana, che ha messo a disposizione gratuitamente la propria piattaforma online anche alle altre Regioni. Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Abruzzo, Sardegna e la provincia autonomia di Bolzano hanno già fatto richiesta del software.
Questa nuova soluzione per le ricette bianche è stata studiata per limitare al massimo gli spostamenti e i contatti con le altre persone per l’emergenza sanitaria legata al coronavirus Covid-19.

Le novità, cosa cambia
In pratica la ricetta diventa del tutto digitale ed elettronica, non c’è più bisogno della carta: il paziente telefona al medico di base o al pediatra di famiglia per richiedere i farmaci di cui ha bisogno, il dottore fa la prescrizione inserendola online in un sistema dedicato, poi parte in automatico l’SMS che arriva sul telefonino dell’interessato con il codice Nre, ossia il numero univoco associato a ogni prescrizione. A questo punto l’utente può recarsi in farmacia senza passare dagli ambulatori medici e mostrare il messaggino, in questo modo il farmacista può risalire alla ricetta grazie al sistema online.

Dal medico? No, il codice Nre della ricetta elettronica arriva via SMS
Le farmacie toscane si fanno così carico dell’ultimo passaggio burocratico legato alla ricetta dematerializzata, per evitare che si creino lunghe code negli ambulatori con il rischio di favorire la diffusione del coronavirus. Proprio in queste settimane, gli studi dei medici di famiglia sono più affollati del solito e l’invito delle autorità sanitarie è sempre lo stesso: uscite di casa solo se strettamente necessario e andate dal medico soltanto per reale necessità.

Questa nuova soluzione è stata realizzata dai settori sanità digitale e innovazione della Regione Toscana, in collaborazione con Dedalus Italia, gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario. “La Regione Toscana – spiega il presidente della Regione Enrico Rossi – ha fortemente voluto questa soluzione per ridurre il rischio di diffusione del virus, in particolare verso i pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire le terapie e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro della ricetta, il documento indispensabile per ottenere i farmaci, che invece oggi dematerializziamo completamente”.
Al momento, in Toscana, sono oltre 83mila gli SMS inviati ai pazienti con il numero di ricetta elettronica. La prescrizione dematerializzata e digitale è usata da 2 mila medici e pediatri di famiglia, ma nel giro di pochi giorni arriverà a servire circa 25 milioni di cittadini italiani per un totale di 20mila medici.

[ ilreporter.it fonte ]

 


 

Ricette mediche via sms. Il modello della Regione Toscana
La piattaforma elettronica della Regione invia al paziente tramite messaggio il numero di codice della ricetta che, letto al farmacista, viene tradotto nella prescrizione medica e gli permette di predisporre i farmaci richiesti. , Già 6 le regioni che lo hanno richiesto

“Si tratta di un aiuto concreto, utile a tutti, per evitare uscite per recarsi dal proprio medico, code, affollamenti. È l’attuazione concreta dell’invito a restare il più possibile a casa. E forniremo gratuitamente la nostra piattaforma ‘made in Tuscany’ a tutte le Regioni che ce ne faranno richiesta. Sei regioni: Sardegna, Marche, Abruzzo, Friuli, Liguria, Val d’Aosta, più Bolzano lo hanno già fatto”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il lancio di “NRE via SMS”, il nuovo sistema elettronico, già in funzione, che permette ai cittadini di richiedere con una semplice telefonata al proprio medico e pediatra famiglia, il farmaco di cui hanno bisogno.
Il medico effettua la prescrizione, registrandola sul proprio computer. La piattaforma elettronica toscana invia al paziente tramite sms (il sistema più semplice ed accessibile anche ai cittadini meno informatizzati) il numero di codice della ricetta che, letto al farmacista, viene tradotto nella prescrizione medica e gli permette di predisporre i farmaci richiesti.
“La Regione Toscana – aggiunge il presidente della regione, Enrico Rossi – ha fortemente voluto questa soluzione per ridurre il rischio di diffusione del virus, in particolare verso i pazienti cronici e fragili che necessitano di proseguire le terapie e che fino ad oggi dovevano recarsi allo studio medico per il ritiro della ricetta, il documento indispensabile per ottenere i farmaci, che invece oggi dematerializziamo completamente. Credo sia un utilizzo intelligente della tecnologia e dell’innovazione al servizio dei cittadini, reso possibile dalla competenza dei nostri tecnici, che ringrazio, e dagli importanti investimenti fatti dalla Regione negli ultimi anni. Infine, in un momento come questo, ci è parso doveroso aiutare le altre Regioni italiane, più in difficoltà su questo fronte”.
Ad oggi sono già 86.363 gli sms inviati ai pazienti toscani, con il numero di ricetta elettronica. La dematerializzazione della prescrizione dei medici di medicina generale, è utilizzata già da circa 2000 medici e pediatri famiglia toscani. Si calcola che il sistema arriverà nel giro di pochi giorni a servire circa 25 milioni di cittadini italiani. Occorre infatti considerare i medici di famiglia e i pediatri usano software diversi tra loro e che quindi i vari programmi vanno resi via via compatibili con la nre via sms.
Lo sta facendo la Regione Toscana, attraverso i suoi settori sanità digitale e innovazione e infrastrutture e tecnologie, in collaborazione con un gruppo industriale europeo specializzato nel software clinico sanitario (la Dedalus Italia), che ha profonde radici a Firenze e molti dipendenti in Toscana, che ha collaborato a mettere in esercizio il sistema di invio tramite SMS del numero di ricetta elettronica.
La piattaforma è ospitata sul Sistema Cloud Toscana (SCT), ovvero il data-center della Regione Toscana candidato a diventare Polo strategico nazionale (secondo il censimento dell’Agenzia per l’Italia Digitale), ed è progettata fin dall’origine per essere estesa: per questo è possibile lasciarla utilizzare anche da altre Regioni interessate.
Ma non solo: tutti i fornitori italiani di software per i medici toscani, stanno realizzando in Toscana, lo stesso servizio sulla stessa infrastruttura. Quindi presto tutti gli oltre 3100 medici, compresi i pediatri di famiglia toscani, potranno utilizzare questo servizio.
L’estensione a tutta Italia, ovvero inizialmente a oltre 20.000 medici di famiglia, corrispondenti a circa 25 milioni di pazienti in tutta Italia, sarà possibile in breve tempo, grazie alla disponibilità della Regione Toscana a rendere utilizzabile, in questo momento di emergenza, la propria infrastruttura, gratuitamente, a tutte le Regioni che ne facciano richiesta.

[ agi.it fonte ]

 

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Ricetta medica via SMS: Ora in Toscana è possibile
Un aiuto concreto per evitare code ed affollamenti negli studi medici

[ okmugello.it fonte ]

 

Coronavirus. Via alle ricette mediche tramite sms

[ lanazione.it fonte ]

 

In Toscana le ricette mediche tramite SMS, oltre 80 mila già inviate
“Forniremo gratuitamente la nostra piattaforma made in Tuscany a tutte le Regioni che ce ne faranno richiesta”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il lancio del nuovo sistema elettronico, già in funzione, che permette ai cittadini di richiedere con una semplice telefonata al proprio medico e pediatra famiglia, il farmaco di cui hanno bisogno

[ toscanaoggi.it fonte ]

Firenze si mobilita per la Cina, inviate 250mila mascherine grazie a un gruppo di imprenditori

Nardella: “Ringrazio Moretti e Mazzei. Orgoglioso che la città segua le parole del presidente Mattarella”

Firenze si mobilita per la Cina, inviate 250mila mascherine grazie a un gruppo di imprenditori Nardella: “Ringrazio Moretti e Mazzei. Orgoglioso che la città segua le parole del presidente Mattarella” Firenze si mobilita per aiutare la Cina e dona 250.000 mascherine grazie a un gruppo di imprenditori cinesi e fiorentini di cui fanno parte gli imprenditori Giorgio Moretti per conto di Dedalus e Jacopo Mazzei per conto di Florentia Village. Dell’iniziativa ne hanno parlato in Palazzo Vecchio il sindaco Dario Nardella, il console della Repubblica popolare cinese a Firenze Wang Wengang, gli imprenditori Giorgio Moretti e Jacopo Mazzei e i rappresentanti dell’Associazione generale dei cinesi a Firenze a quella dei giovani italo-cinesi. “Firenze si conferma ancora una volta vicina alla popolazione cinese – ha detto il sindaco Nardella – e alla situazione di difficoltà generata dal Coronavirus. Ringrazio in particolare gli imprenditori Giorgio Moretti e Jacopo Mazzei, che hanno reso possibile questa operazione e donato le mascherine”. “Un gruppo di imprenditori italiani e cinesi hanno infatti sentito il bisogno di dare un messaggio forte di supporto e collaborazione con il popolo cinese – ha spiegato Nardella -. Firenze forse più di molte altre città europee risentirà dell’impatto economico di questa gravissima epidemia. Il fatto che i fiorentini si rimboccano le maniche è un gesto molto forte. E lo è ancora di più se vediamo che c’è una collaborazione strettissima tra imprenditori cinesi, che ormai da anni contribuiscono all’economia del nostro territorio, e imprenditori fiorentini che conoscono molto bene la Cina e hanno tenuto relazioni importanti”. “Sono orgoglioso che Firenze si metta nella scia di quello che ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proposito delle buone relazioni tra Italia e Cina – ha aggiunto Nardella -. È nei momenti difficili che si vedono gli amici e in questo caso l’Italia può e deve fare di tutto per essere in prima linea tra i Paesi amici della Cina. Un’epidemia di queste dimensioni ha una portata necessariamente globale e non supportare la Cina sarebbe un atto folle perché ci rendiamo tutti conto di quanto le conseguenze già ora abbiamo travalicato i confini”. “Spero che non si vedano più atti discriminatori e offensivi verso cittadini cinesi – ha concluso il sindaco -. Firenze condanna fermamente qualunque tipo di atto discriminatorio, di odio e di esclusione verso persone cinesi che vivono e lavorano nelle nostre città. Questa è una battaglia culturale, politica e istituzionale e di fronte a battaglie globali ci vogliono risposte globali e l’Italia deve essere in prima linea”. Gli imprenditori si sono mossi per donare mascherine utili contro la diffusione del Coronavirus grazie all’input del sindaco Dario Nardella. La ricerca è stata molto complessa poichè la domanda di mascherine è molto cresciuta con l’emergenza Coronavirus. Dopo diverse ricerche, però, ne sono state trovate 250.000, che sono state inviate a Shanghai, da dove partiranno alla volta di diverse città. Anche la spedizione e la distribuzione in Cina si sono rivelate molto complesse e per questo il sindaco ha ringraziato le autorità governative cinesi, che hanno favorito il concretizzarsi della donazione. (fp)

[ Città di Firenze fonte ]

 


 

Firenze dona 250.000 mascherine a Cina

Circa 250mila mascherine donate alla Cina da imprenditori, italiani e cinesi, di Firenze.
Saranno tutte distribuite per l’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella con Wang Wengang, console della Repubblica popolare cinese nel capoluogo toscano e gli imprenditori artefici dell’iniziativa, insieme ai colleghi orientali operativi in Toscana, Giorgio Moretti (Dedalus Holding) e Jacopo Mazzei (Florentia Village). Intanto, annuncia il presidente della Toscana Enrico Rossi “stanno tornando, o dovrebbero tornare” in questi giorni “dalla Cina 2.500 cinesi che erano andati a festeggiare il loro Capodanno in patria. La maggior parte proviene dalla provincia Zhejiang, quarta regione cinese per numero di casi accertati” del coronavirus. Il presidente Rossi ha presentato un ambulatorio a Osmannoro (Firenze) dedicato proprio a chi sta rientrando dalla Cina adesso. Sono circa 370 i nuclei familiari con bambini tenuti sotto controllo da parte dell’Asl in Toscana nell’ambito dell’emergenza da Coronavirus. Lo annuncia una nota della Regione. “Le misure adottate in ambito scolastico, a seguito della circolare ministeriale dello scorso 8 febbraio, che caldeggiano l’isolamento volontario di bambini e studenti provenienti da meno di due settimane dalle aree a rischio – si legge nella nota – ci consentono, grazie all’adesione di circa 370 nuclei familiari, di tenere sotto sorveglianza attiva circa 1.200 persone”.

[ SKY TG24 fonte ]

 


 

Firenze dona 250.000 mascherine a Cina

Circa 250mila mascherine donate alla Cina da imprenditori, italiani e cinesi, di Firenze.
Saranno tutte distribuite per l’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella con Wang Wengang, console della Repubblica popolare cinese nel capoluogo toscano e gli imprenditori artefici dell’iniziativa, insieme ai colleghi orientali operativi in Toscana, Giorgio Moretti (Dedalus Holding) e Jacopo Mazzei (Florentia Village). Intanto, annuncia il presidente della Toscana Enrico Rossi “stanno tornando, o dovrebbero tornare” in questi giorni “dalla Cina 2.500 cinesi che erano andati a festeggiare il loro Capodanno in patria. La maggior parte proviene dalla provincia Zhejiang, quarta regione cinese per numero di casi accertati” del coronavirus. Il presidente Rossi ha presentato un ambulatorio a Osmannoro (Firenze) dedicato proprio a chi sta rientrando dalla Cina adesso.

[ ANSA fonte ]

MILAN — Clinical healthcare software group Dedalus is in exclusive talks to buy part of Belgium-based Agfa-Gevaert’s healthcare information technology business for an enterprise value of 975 million euros ($1.07 billion), the companies said on Monday.
Last month, Germany’s Compugroup Medical and Dedalus, 60% owned by private investment group Ardian, were shortlisted for the business, which has annual revenue of 260 million euros.
Belgian digital imaging company Agfa announced plans to carve out the healthcare IT activities as a standalone legal entity in 2017 and began the process this year.
Agfa Chief Executive Officer Christian Reinaudo said the company expects that under Dedalus the unit will develop into a leading pan-European player in the healthcare IT market.
If the negotiations conclude positively, the deal is expected to be completed in the second quarter of 2020, Agfa said.

THE NEW YORK TIMES
(Reporting by Elisa Anzolin, additional reporting by Yadarisa Shabong in Bengaluru; Editing by Maju Samuel)

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Rassegna stampa Completa

Omnidermal Biomedics – Vincitore “Startup”

“Wound Viewer l’Intelligenza Artificiale al servizio della vulnologia” è il dispositivo di Omnidermal Biomedics per valutare la condizione patologica e identificare la migliore terapia per il paziente in caso di ulcera cutanea. Grazie ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, Wound Viewer garantisce una valutazione quantitativa dei parametri clinici dell’ulcera cutanea, ne classifica la tipologia e consente un follow-up dell’evoluzione di guarigione.

Inoltre, attraverso un sistema di Alert, è in grado di prevedere l’insorgenza di complicazioni cliniche e avvisare l’operatore sanitario per un pronto intervento. Tramite la connettività 4G, un sistema di API dedicate per l’integrabilità nei sistemi informativi ospedalieri e cartelle cliniche a norma GDPR, è utilizzabile per l’assistenza a pazienti ospedalizzati, ma anche per garantire continuità di cura al domicilio.

L’operatore da remoto acquisisce tutti i parametri dell’ulcera ed entra in contatto con lo specialista in ospedale per la definizione o modifica della terapia prescritta, con una migliore qualità di vita per il paziente e sensibili risparmi per il SSN. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con ASL Asti, ASL TO3, Politecnico di Torino, Dedalus Piemonte.

 

[ FPA www.forumpa.it ]

Dedalus cresce ancora in Francia con Web100T

Dedalus prosegue la sua crescita in Francia, dove conta 500 dei suoi 1.900 dipendenti con la controllata Dedalus France: l’azienda fiorentina delle soluzioni informatiche per la sanità ha infatti annunciato l’acquisizione di Web100T, società francese di produzione di software gestionali in ambito medico-amministrativo. Un’operazione che, sostiene Dedalus, consentirà a Dedalus France di entrare nel mercato delle strutture sanitarie private in Francia.
«Siamo molto lieti – afferma l’amministratore delegato Giorgio Moretti – di dare il benvenuto a Web100T nel gruppo Dedalus. La nostra nuova offerta, rappresentata dalla piattaforma D4, trarrà grande vantaggio dall’esperienza di Web100T. Abbiamo investito e continueremo ad investire risorse significative in ricerca e sviluppo. Vogliamo garantire ai nostri clienti la qualità dei prodotti, sia tecnicamente che funzionalmente. Ma vogliamo andare oltre, realizzando una profonda trasformazione delle soluzioni sanitarie e una vera e propria rivoluzione nel software clinico».
Negli ultimi tre anni Dedalus, che vanta un fatturato di oltre 210 milioni di euro, ha acquisito in Francia Medasys, Netika, Dl Santè e Infologic. «Unirsi al gruppo Dedalus – dichiara Frédéric Gravereaux, attuale presidente di Web100T – è per noi e per i nostri clienti una fantastica opportunità, in linea con la nostra strategia e la posizione di leader nel mercato privato».

[ Il Sole 24 Ore ]

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Dedalus si espande in Francia e acquisisce Web100t

Roma, 2 ago. (askanews) – Dedalus France e Dedalus, suo azionista di maggioranza e leader europeo nelle soluzioni informatiche per la sanità, hanno annunciato l’acquisizione di Web100T, società francese di produzione di software gestionali in ambito medico-amministrativo.

Questa operazione – informa una nota dell’azienda – consentirà a Dedalus France di entrare nel mercato delle strutture sanitarie private in Francia, grazie all’integrazione della più potente soluzione PMSI (Programme de médicalisation des systèmes d’information) disponibile.

Grande soddisfazione è stata espressa da Frédéric Gravereaux, attuale presidente di Web100T: Unirsi al gruppo Dedalus è per noi e per i nostri clienti una fantastica opportunità, in linea con la nostra strategia e la posizione di leader nel mercato privato. È la certezza di continuare ad aumentare il nostro vantaggio, basato sui nostri punti di forza tecnologici e la competenza funzionale, in un mercato in costante accelerazione”.

Questa operazione rientra nella strategia D4 di Dedalus su interoperabilità e retro-compatibilità. Il Gruppo potrà infatti beneficiare di soluzioni che completeranno l’offerta per la sanità pubblica e privata, in Francia ma anche nel resto del mondo, con un approccio progressivo che consentirà alle istituzioni sanitarie di evolversi gradualmente verso un sistema comune e condiviso.

“Siamo molto lieti di dare il benvenuto a Web100T nel Gruppo Dedalus – afferma l’Amministratore Delegato del Gruppo Dedalus, Giorgio Moretti -. La nostra nuova offerta, rappresentata dalla piattaforma D4, trarrà grande vantaggio dall’esperienza di Web100T. Abbiamo investito e continueremo ad investire risorse significative in ricerca e sviluppo. Vogliamo garantire ai nostri clienti la qualità dei prodotti, sia tecnicamente che funzionalmente. Ma vogliamo andare oltre, realizzando una profonda trasformazione delle soluzioni sanitarie e una vera e propria rivoluzione nel software clinico”.

Il Gruppo Dedalus, presente in 30 Paesi, ha più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo. È il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 2100 milioni di euro.

[ askanews ]

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Dedalus si espande in Francia e acquisisce Web100t

Roma, 2 ago. (askanews) – Dedalus France e Dedalus, suo azionista di maggioranza e leader europeo nelle soluzioni informatiche per la sanità, hanno annunciato l’acquisizione di Web100T, società francese di produzione di software gestionali in ambito medico-amministrativo.
Questa operazione – informa una nota dell’azienda – consentirà a Dedalus France di entrare nel mercato delle strutture sanitarie private in Francia, grazie all’integrazione della più potente soluzione PMSI (Programme de médicalisation des systèmes d’information) disponibile.
Grande soddisfazione è stata espressa da Frédéric Gravereaux, attuale presidente di Web100T: Unirsi al gruppo Dedalus è per noi e per i nostri clienti una fantastica opportunità, in linea con la nostra strategia e la posizione di leader nel mercato privato. È la certezza di continuare ad aumentare il nostro vantaggio, basato sui nostri punti di forza tecnologici e la
competenza funzionale, in un mercato in costante accelerazione”.
Questa operazione rientra nella strategia D4 di Dedalus su interoperabilità e retro-compatibilità.
Il Gruppo potrà infatti beneficiare di soluzioni che completeranno l’offerta per la sanità pubblica e privata, in Francia ma anche nel resto del mondo, con un approccio progressivo che consentirà alle istituzioni sanitarie di evolversi gradualmente verso un sistema comune e condiviso.
“Siamo molto lieti di dare il benvenuto a Web100T nel Gruppo Dedalus – afferma l’Amministratore Delegato del Gruppo Dedalus, Giorgio Moretti -. La nostra nuova offerta, rappresentata dalla piattaforma D4, trarrà grande vantaggio dall’esperienza di Web100T. Abbiamo investito e continueremo ad investire risorse significative in ricerca e sviluppo. Vogliamo garantire ai nostri clienti la qualità dei prodotti, sia tecnicamente che funzionalmente. Ma vogliamo andare oltre, realizzando una profonda trasformazione delle soluzioni sanitarie e una vera e propria rivoluzione nel software clinico”. Il Gruppo Dedalus, presente in 30 Paesi, ha più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo. È il
primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 2100 milioni di euro.

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Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinicoassistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.

Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione socio-sanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti interventi pianificati a breve.

[da “Ansa” – 26.06.2019]

 

Dedalus, la crescita continua
Acquista l’emiliana Softech

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. Ad annunciarlo una nota nella quale si precisa che, con l’ingresso dell’azienda bolognese il gruppo internazionale fiorentino è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale ( che negli oltre trenta paesi in cui è presente ) a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati.

« Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa perfettamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e garantendo qualità ai pazienti »

Il gruppo Dedalus, con più di 199 dipendenti (1100 in italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo), è il primo in Europa nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni.

[da “La Nazione” – 27.06.2019]

 

Dedalus prende il controllo di Softech

La fiorentina Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie.

«L’ingresso in Softech – afferma l’azienda – completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera sociosanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus»

Il gruppo, con più di 1.900 dipendenti, di cui 1.100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, vanta un fatturato di oltre 200 milioni di euro.

«Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa – sostiene Dedalus – il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti»

Dedalus si propone quindi come «l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente, a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, privati».

[da “Il Sole 24 Ore” – 27.06.2019]

 

Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera sociosanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse
declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.

Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della postdimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione sociosanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinicoassistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti interventi pianificati a breve.

Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “Il Ritratto della Salute” – 26.06.2019]

 

Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie
Ora possibile ottimizzare risorse disponibili e offerta di qualità per il paziente in tutto il percorso clinico-assistenziale

In arrivo un’offerta integrata per medici di famiglia, servizi territoriali e ospedalieri con i servizi sociali, grazie al D-Four, piattaforma tecnologica di ultima generazione.

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinicoassistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.
Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la
totale integrazione socio-sanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti
interventi pianificati a breve.
Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “informazione.it” – 26.06.2019]

 

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna.

L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti. Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche fra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizio sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai piuù moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione socio-sanitaria. Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti interventi pianificati a breve. Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “Fidest” – 27.06.2019]

 

Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie
Ora possibile ottimizzare risorse disponibili e offerta di qualità per il paziente in tutto il percorso clinico-assistenziale

In arrivo un’offerta integrata per medici di famiglia, servizi territoriali e ospedalieri con i servizi sociali, grazie al D-Four, piattaforma tecnologica di ultima generazione.

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie.
L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale. Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.

Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione socio-sanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti interventi pianificati a breve.
Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “MediaNews” – 26.06.2019]

 

Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale.

Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.

Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione socio-sanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti
interventi pianificati a breve.

Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “Salute Domani” – 26.06.2019]

 

Dedalus acquisisce il 60% di Softech, eccellenza nelle soluzioni informatiche socio-sanitarie

Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni sociosanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di Dedalus nella gestione dell’intera filiera socio-sanitaria quale naturale evoluzione dell’intero processo clinico-assistenziale.

Con una forte presenza in Italia e alcune installazioni in Francia, Softech si integra perfettamente nell’offerta olistica di Dedalus. Se il sistema sanitario nelle sue diverse declinazioni ha ben strutturata la filiera operativa, il grande bacino dei servizi sociali, che valgono oltre 40 miliardi di spesa nazionale, non ha ancora raggiunto un livello di gestione operativa pienamente sinergica, in grado di operare ottimizzando al massimo le risorse e al contempo garantendo qualità ai pazienti.

Dedalus è ora l’unica azienda, sia in ambito nazionale che negli oltre 30 paesi in cui è presente a garantire la totale integrazione delle soluzioni informatiche tra medico di famiglia, servizi territoriali ed ospedalieri, servizi sociali domiciliari, gestiti o finanziati da Regioni, Comuni, Privati, al fine di offrire al paziente in ogni momento della sua vita il massimo livello di qualità assistenziale. Sia nella gestione della post-dimissione ospedaliera che del paziente cronico e/o fragile, anche grazie ai più moderni strumenti della telemedicina, diventa essenziale la totale integrazione socio-sanitaria.

Dedalus, grazie alla sua piattaforma tecnologica di ultimissima generazione, denominata D-Four assicura un enorme miglioramento della qualità clinico-assistenziale, ottimizzando al massimo le risorse economiche. Il gruppo, con più di 1900 dipendenti, di cui 1100 in Italia, oltre 500 in Francia e 300 nel resto del mondo, è il primo in Europa nel settore nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, un’offerta completamente rinnovata grazie a importanti investimenti in R&D negli ultimi 4 anni e forti interventi pianificati a breve.

Dedalus è stata assistita da Giovannelli e Associati (Fabrizio Scaparro), KPMG (Andrea Longoni) e Gitti & Partners (Diego De Francesco). Advisor finanziario di Softech è stato Azimut Global Counseling (Massimo Polidori), advisor legale lo Studio Pirola Pennuto Zei & Associati (Fabio Landuzzi, Alberto Bertuzzo e Benedetta Pinna).

[da “Salute H24” – 26.06.2019]

Firenze, la società investe 70 milioni per diffondere il progetto nel mondo

Circa 70 milioni di euro per realizzare la piattaforma che rivoluziona il mondo delle informazioni cliniche. E’ l’investimento messo in campo da Dedalus, società con sede a Firenze, leader internazionale nella realizzazione di software per aziende sanitarie pubbliche e private. Il nuovo strumento si chiama D-four. E’ un software che allinea tutti i linguaggi sanitari presenti nel mondo, rendendo più agevole la trasmissione delle cartelle cliniche tra una struttura e l’altra. Un vantaggio per tutti i medici e i professionisti che operano in ambiente sanitario.

Con questa nuova piattaforma viene superato il grande problema avuto fino ad oggi, ovvero che i documenti clinici, scritti in un linguaggio naturale e comprensibili dall’essere umano, non lo sono dal punto di vista informatico. Con questo strumento potente, primo al mondo, mettiamo in condizione – spiega l’amministratore delegato del gruppo, Giorgio Moretti – di far collaborare tutti i professionisti, che si trovano in un reparto o nell’altro di diversi ospedali, in Italia e all’estero, i cui referti, ma anche le lettere di dimissioni, diventano così comprensibili ovunque.

Ogni giorno già un milione di professionisti è supportato dalle tecnologie realizzate da Dedalus, presenti in 1500 ospedali, per un totale di 30mila reparti e 3mila laboratori in tutto il mondo. Con oltre 5mila clienti, pubblici e privati, presenti in oltre 20 paesi, le applicazioni del gruppo supportano ogni anno circa 3 miliardi di accessi al pronto soccorso, 30mila interventi chirurgici e un milione di pazienti che può essere curato da 24mila medici di famiglia. La nuova piattaforma, che adotta il linguaggio clinico universale basato su standard internazionali OpenEhr, sta funzionando già in Inghilterra e anche in alcune parti del nostro paese.

Ma l’obiettivo, sottolinea Moretti, “è di continuare ad investire, confidando che questa nuova piattaforma, così potente, venga gradualmente distribuita in tutto il mondo, a partire da Italia e Francia”.

In Italia, Dedalus è il primo player del settore, in francia il secondo, dove però la società conta entro il 2019 di sbaragliare la concorrenza. Di recente, proprio nel Paese guidato da Macron, Dedalus, per il tramite della controllata francese Medasys, ha finalizzato l’acquisizione del ramo d’azienda del software per l’anatomia patologica, la genetica e la genomica di Infologic, che detiene una quota di mercato del 75 per cento in Francia. L’operazione segue anche l’acquisizione di Dl Santé, operante nel settore dei software per laboratori di analisi. Anche nel 2019 e nei prossimi anni, annuncia l’ad, continueranno per il gruppo le acquisizioni di società, in francia e non solo.

[da “La Nazione” – 06.12.2018]

Dedalus acquista ramo d’azienda di Infologic

Il gruppo Dedalus attivo nel software clinico in Italia e in Europa, ha acquisito il ramo d’azienda per la anatomia patologica, la genetica e la genomica di Infologic, con una quota di mercato del 75% in Francia. L’operazione si è concretizzata attraverso la controllata Medasys. E segue l’acquisto di Dl Santè.

[da “Il Giornale” – 18.10.2018]

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Dedalus cresce in Francia con Infologic e Dl Sante’

Dedalus, gruppo fiorentino del  software clinico, attraverso la sua controllata francese Medasys  ha finalizzato l’acquisizione del ramo d’azienda del software  per la anatomia patologica, la genetica e la genomica di  Infologic. L’operazione, si legge in una nota, segue di pochi  giorni l’acquisizione di Dl Sante’, operante nel settore dei  software per laboratorio di analisi.     “Dedalus e’ passata da circa 8 milioni di fatturato nel  settore della diagnostica a oltre 50 milioni con lo scopo di  poter razionalizzare gli enormi investimenti in ricerca e  sviluppo in tale ambito”, ha spiegato l’amministratore delegato  Giorgio Moretti, citando le acquisizioni degli ultimi anni, e  sottolineando che “con la nuova offerta che stiamo lanciando  ognuno dei nostri clienti potra’ ottenere, senza stress e rischi  operativi, il salto generazionale di metodologia clinica e di  nuovi modelli di business che tali tecnologie rendono  possibili”.

[da “ANSA Toscana” – 18.10.2018]

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Dedalus: software clinico, conclusa acquisizione della francese Infologic

Il gruppo    Dedalus attivo nel software clinico in Italia e in Europa ha    finalizzato l’acquisizione del ramo d’azienda del software    per la anatomia patologica, la genetica e la genomica di    Infologic, con una quota di mercato del 75% in Francia.    L’operazione, realizzata ieri attraverso la controllata    francese Medasys, segue di pochi giorni l’acquisizione di DL    Sante’, operante nel settore dei software per laboratorio di    analisi. “Le recenti acquisizioni – spiega l’azienda –    consolidano la posizione di Dedalus come primo player    europeo, e tra i primi nel mondo, nei sistemi informativi per    la diagnostica in vitro con oltre 5mila clienti, sia pubblici    sia privati in oltre 20 paesi in 4 continenti. Oggi, infatti,    Dedalus e’ il primo operatore in Italia ed in Francia nel    settore dei sistemi informativi dell’intero ambito  diagnostico”.

[da “Il Sole 24 Ore Radiocor Plus” – 18.10.2018]

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Dedalus primo player in Francia in sistemi informativi diagnostici 

Dedalus primo player in Francia in sistemi informativi diagnostici Dopo acquisizioni confermata leadership in Europa  Roma, 18 ott. (askanews) – Dedalus – Gruppo leader nel software clinico in Italia e in Europa – per il tramite della controllata francese Medasys SA, il 16 ottobre ha finalizzato l’acquisizione del ramo d’azienda del software per la anatomia patologica, la genetica e la genomica di Infologic SA, con una quota di mercato del 75% in Francia. L’operazione segue di pochi giorni l’acquisizione di DL Santé, operante nel settore dei software per laboratorio di analisi.  Le recenti acquisizioni consolidano la posizione di Dedalus come primo player europeo, e tra i primi nel mondo, nei sistemi informativi per la diagnostica in vitro con oltre 5.000 clienti, sia pubblici sia privati in oltre 20 paesi in 4 continenti. Oggi, infatti, Dedalus è il primo operatore in Italia ed in Francia nel settore dei sistemi informativi dell’intero ambito diagnostico: dai laboratori di analisi (LIS/LAS); ai servizi di anatomia patologica (PIS), di genetica e genomica; ai sistemi per la gestione dei servizi di imaging (RIS). Circa 3 miliardi di esami all’anno vengono eseguiti dai clienti che utilizzano le applicazioni del Gruppo.  Con l’ultima acquisizione, Dedalus estende il perimetro della copertura dell’offerta gestendo la convergenza dei processi, la condivisione delle informazioni e delle immagini e la multidisciplinarietà. Grazie agli strumenti di interoperabilità ed alla digital trasformation della anatomia patologica, l’intero settore sarà rivoluzionato nei prossimi anni: a muoversi saranno i campioni diagnostici e non più i pazienti, essendoci la possibilità di distribuire le attività su team specializzati e di avviare un processo multidisciplinare e multimetodico nella definizione della diagnosi.  Ma l’elemento sostanziale del percorso di consolidamento è la messa a disposizione al mercato delle grandi competenze cross-country e dei grandi investimenti realizzati in ricerca e sviluppo. Grazie a una metodologia innovativa ed a una nuova famiglia di prodotti sarà infatti possibile garantire ai nostri clienti una trasformazione graduale, “senza stress operativo” delle loro soluzioni potendo inserire, già a partire da inizio del prossimo anno, nuovi componenti e funzionalità. La nuova offerta accompagnerà questa evoluzione, senza però compromettere il funzionamento delle attuali soluzioni, accompagnando ogni cliente nel rinnovamento totale delle soluzioni in essere.  “Abbiamo deciso nel 2016 di perseguire una strategia molto precisa nel settore diagnostico, che già vedeva i primi segnali della digital transformation – ha dichiarato Giorgio Moretti, Amministratore Delegato di Dedalus – Con la nuova offerta che stiamo lanciando, ognuno dei nostri clienti potrà ottenere, senza stress e rischi operativi, il salto generazionale di metodologia clinica e di nuovi modelli di business che tali tecnologie rendono possibili. In due anni abbiamo acquisito società leader nel settore in Francia e in Italia: Noemalife, Medasys, Netika, Dl Santè e Infologic, oltre alla costruzione di alleanze strategiche: Il Gruppo ha moltiplicato il fatturato, decuplicato il numero clienti e soprattutto concentrato il meglio dell’expertise internazionale. Dedalus è passata da circa 8 milioni di fatturato nel settore della diagnostica a oltre 50 milioni con lo scopo di poter razionalizzare gli enormi investimenti in ricerca e sviluppo in tale ambito, che sono alla base della nostra stessa esistenza. Ci attende un futuro molto ben delineato e siamo certi che la nostra nuova offerta rappresenti una garanzia nell’interesse dei pazienti in primis, ma anche per i nostri clienti, che sono impegnati in continue azioni di ridefinizione dei loro modelli operativi per garantire una qualità crescente a un costo sempre minore. La sostenibilità dei sistemi sanitari e la qualità della cura dei pazienti sono sempre più alla base della nostra azione quotidiana”.

[da “AskaNews” – 18.10.2018]

Dedalus acquista Dl Santé

Medasys, controllata al 77% dal gruppo italiano Dedalus ha finalizzato l’acquisizione della società Dl Santé, operante nel settore del software per laboratorio.

[da “Nazione – Carlino – Giorno” – 10.10.2018]

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La DL Santé va a Dedalus nuovo leader in Francia

Medasys SA, controllata al 77% dal Gruppo Dedalus, ha finalizzato l’acquisizione della società DL Santé, operante nel settore del software per laboratorio mentre sono in fase conclusiva le attività per l’acquisizione del settore software per l’anatomia patologica, la genetica e la genomica di Infologic SA. Grazie a queste operazioni a pochi mesi dall’acquisizione di Netika Sa, le attività francesi si attesteranno a circa 50 milioni di euro di ricavi e faranno del Gruppo Dedalus il secondo player del settore in Francia, molto vicino al leader di mercato. Tali attività, inoltre, consolideranno la posizione di leadership europea del Gruppo Dedalus nel settore dei sistemi informativi sanitari e ne faranno il co-player mondiale nel settore di sistemi informativi in ambito diagnostico. DL Santé opera principalmente sul segmento dei laboratori di biologia medica privata. La società acquisita ha sviluppato una gamma di prodotti e servizi innovativi che le ha permesso di offrire fino ad oggi soluzioni su misura a 1.800 clienti grazie a software come BioManager, LaboConnect o Adancio. Dedalus con queste acquisizioni rafforzerà la posizione di Leader assoluto europeo nei sistemi informativi per la diagnostica in vitro con oltre 5.000 clienti, sia pubblici che privati in oltre venti paesi nei cinque continenti.

[da “Il Messaggero” – 10.10.2018]

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Dedalus cresce nel mercato francese

Il gruppo Dedalus si rafforza in Francia diventando il secondo player nel mercato del software sanitario. La scalata è frutto dell’operazione con cui controllata Medasys ha acquisito la Dl Santé, azienda parigina che opera nel settore del software per laboratorio, cui seguirà a breve l’acquisto delle attività per l’anatomia, la genomica e la genetica di Infologic, società con sede a Valance, nel sud del paese. Grazie a quest’ultima Dedalus coprirà circa il 75% del mercato francese in quel particolare segmento. Trascorsi pochi mesi dall’acquisizione di Netika, per merito delle ultime due operazioni Dedalus vede i ricavi delle proprie attività francesi attestarsi a 50 milioni di euro, permettendo di consolidare la propria posizione sull’intero mercato europeo. « Nel corso degli anni abbiamo portato a termine con successo decine di acquisizioni delle migliori aziende operanti nel settore dell’Ict sanitario in Europa, con l’obiettivo di superare la frammentazione esistente sul mercato » ha commentato l’amministratore delegato, Giorgio Moretti. (riproduzione riservata)

[da “MF” – 10.10.2018]

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La fiorentina Dedalus cresce
Shopping aziendale in Francia

La Società francese Medays SA, controllata al 77% dal Gruppo Dedalus, ha finalizzato l’acquisizione della società DL Santé, operante nel settore del software per laboratorio mentre sono in fase conclusiva le attività per l’acquisizione del settore del software per l’anatomia patologica, la genetica e la genomica di Infologic SA. Grazie a queste operazioni – a pochi mesi dall’acquisizione di Netika Sa – le attività francesi si attesteranno a circa 50 milioni di euro di ricavi e faranno del Gruppo Dedalus il secondo player del settore in Francia, molto vicino al leader di tale mercato. DL Santé, opera principalmente sul segmento dei laboratori di biologia medica privata. La società acquisita, ha sviluppato una gamma di prodotti e servizi innovativi che le ha permesso di offrire fino ad oggi soluzioni su misura a 1.800 clienti grazie a software come BioManager, LaboConnect o Odancio. La società è basata a Parigi. Costituita a Firenze nel 1990, Dedalus oggi è leader nel software clinico in Italia, oltre ad essere un importante player internazionale con oltre mille addetti. Con queste acquisizioni rafforzerà la posizione di leader assoluto europeo nei sistemi informativi per la diagnostica in vitro con oltre 5.000 clienti.

[da “La Nazione” – 10.10.2018]

Il private equity italiano accellera il passo nel terzo trimestre dell’anno, dopo un andamento già positivo nel primo semestre. Sono, infatti, 30 i nuovi investimenti annunciati tra luglio e settembre di quest’anno, contro i 21 del trimestre immediatamente precedente e in linea con i 32 dell’analogo periodo del 2015. Si conferma, dunque, la elevata stagionalità del terzo trimestre dell’anno, già osservata nell’ultimo biennio. L’indice trimestrale Private Equity Monitor Index (Pem), elaborato dai ricercatori dell’Osservatorio PEM di LIUC – Università Cattaneo, si è attestato arriva così nel terzo trimestre a quota 250.
Nel dettaglio, nel terzo trimestre, i buy out rappresentano circa il 73% del mercato, mentre le operazioni di expansion coprono un altro 27% (dopo un più contenuto 16% dell’intero 2015). Non sono state rilevate, invece, le operazioni di turnaround e direplacement.
Positivo l’interesse degli investitori internazionali alle imprese italiane: oltre il 50% dei deals è, infatti, riconducibile a operatori non domestici. Per quanto concerne, poi, la distribuzione geografica, la Lombardia attrae il 40% degli investimenti, seguita dal Veneto con il 16%. Nello spaccato per settori, i prodotti industriali e beni di consumo rappresentano, in sostanziale linea con il passato, il 53% del mercato.
Fra le operazioni da segnalare, il Pem individua l’acquisizione di Sirti (con una valutazione del gruppo pari a circa 300 milioni) effettuata da Pillarstone, nonchè quella di Dedalus (società operante nel settore healthcare) condotta da Ardian. Degno di nota, anche l’ingresso del Fondo Sovrano del Bahrain in Kos (azienda valutata intorno ai 240 milioni). Gli operatori sono risultati, inoltre, particolarmente attivi nel comprarto del fashion, con gli investimenti di Temasek in Moncler, di 21 Investimenti in Philippe Model e di Sator in Boccaccini (azienda proprietaria del marchio L’Autre Chose).

da “IL SOLE 24 ORE” – 24.11.2016

PRIVATE EQUITY. Il settore si prepara ad affrontare un autunno caldo, avendo sul tavolo una quarantina di dossier d’acquisto e vendita riguardanti aziende italiane piccole e grandi. Molte operazioni sono nel comparto finanziario. E c’è anche qualche ipo. [..] Ci sono poi due opa in corso su titoli quotati all’Aim Italia: una su NoemaLife, leader europeo nel mercato dell’informatica clinica sanitaria, lanciata da Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario che fa capo al fondo Ardian [..].

Società target – NoemaLife
Azionisti attuali – Dedalus Group (83,84%), controllato da Ardian e mercato
EV stimato (mln €) – 180
Potenziali investitori – Dedalus Group

[da “MF Milano Finanza” – 27.08.2016]

Dopo la catena di hamburger Byron, gli stivali Hunter e Building Energy, Aquafil e Dedalus in Italia, il fondo di private equity Three Hills Capital è pronto riprendere lo shopping. La società inglese fondata da Mauro Moretti ha chiuso ieri la raccolta da 200 milioni di euro del secondo fondo, arrivando a 400 milioni di masse gestite. Il nuovo fondo, Three Hills Decalia, è stato costituito in partnership con l’asset manager svizzero Decalia e la strategia si concentrerà sulla strutturazione di strumenti alternativi di debito e di capitale privilegiato a supporto di aziende di medie dimensioni in Europa, come è avvenuto per Aquafil, leader mondiale nella produzione di nylon 6 per pavimentazioni tessili, abbigliamento e industrie dello sport o l’operatore di energie rinnovabili Building Energy e i software di Dedalus, rilevati da Ardian

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 26.07.2016]

Ardian: acquisisce il 60% di Dedalus, Giorgio Moretti rimane alla guida

Il fondatore mantiene una partecipazione del 40% (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 08 lug – Ardian, societa’ di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus spa e’ attiva nel settore del software clinico sanitario sia in Italia che a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisira’ il 14% della societa’ da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterra’ una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuita’ gestionale. L’operazione, spiega una nota, rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap. Nel corso degli anni, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo, Dedalus e’ diventata una realta’ internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventera’ leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attivita’ globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “RADIOCOR” – 08.07.2016]

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Ardian rileva 60% di Dedalus, fondatore Moretti resta AD con 40%

Ardian ha stretto un accordo per rilevare il 60% circa di Dedalus Holding, controllante di Dedalus Spa, attiva nel settore del software clinico sanitario.

La società di investimenti, spiega una nota, acquisirà il 14% del capitale da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, che resterà presidente e AD e manterrà una quota intorno al 40%.

L’operazione rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap.

Dedalus ha annunciato a fine giugno l’acquisizione della maggioranza di NoemaLife che ha comportato il lancio di un’Opa obbligatoria. “Ardian affiancherà Dedalus, post integrazione con NoemaLife, nella crescita a livello internazionale, puntando sugli investimenti in innovazione e la capacità di servire il cliente”, dice la nota.

[da “REUTERS” – 08.07.2016]

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Sanità: Ardian acquisisce 60% di Dedalus (software clinico), Giorgio Moretti resta presidente e a.d.

La società di investimenti Ardian, ha reso noto di aver acquisito il 60% di Dedalus Holding, controllata di Dedalus, specializzata nel settore del software clinico sanitario a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisirà il 14% della società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali. Dedalus è considerata una realtà internazionale capace di posizionarsi quale leader nel settore di riferimento. Dedalus, che ha recentemente acquisiti l’83% di NoemaLife, diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attività globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “ANSA” – 08.07.2016]

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Ardian: acquisisce il 60% di Dedalus, Giorgio Moretti rimane alla guida

Il fondatore mantiene una partecipazione del 40% (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 08 lug – Ardian, societa’ di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus spa e’ attiva nel settore del software clinico sanitario sia in Italia che a livello internazionale. In particolare, Ardian acquisira’ il 14% della societa’ da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, che manterra’ una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuita’ gestionale. L’operazione, spiega una nota, rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento Mid Cap. Nel corso degli anni, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo, Dedalus e’ diventata una realta’ internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventera’ leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attivita’ globali in 25 Paesi. Il Gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato pari a circa 170 milioni di euro.

[da “BORSA ITALIANA” – 08.07.2016]

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Noemalife, l’alleanza fra Moretti e fondo Ardian

CON UN’OPERAZIONE IN TRE TAPPE CHE VALE OLTRE 300 MILIONI DI EURO IL FONDO DI PRIVATE EQUITY FRANCESE E L’IMPRENDITORE FIORENTINO DANNO VITA AL CAMPIONE NAZIONALE DEL SOFTWARE PER LA SANITÀ
Milano Con un’operazione in tre tappe da oltre 300 milioni il fondo di private equity francese Ardian e l’imprenditore fiorentino Giorgio Moretti danno vita al campione nazionale del software per la sanità, che non ha ancora depositato il prospetto per l’Opa sulla rivale Noemalife, e già guarda all’estero per continaure a crescere. «Questa è un’eccellenza italiana che presenta ancora interessanti opportunità di crescitaspiega Yann Chareton, a capo del team Mid cap di Ardian – lavoreremo con Giorgio Moretti e la sua squadra per creare nuove opportunità di sviluppo del business e raggiungere una posizione ancora più rilevante a livello internazionale». La Dedalus di Moretti, ha infatti prima lanciato un’Opa sulla quotata Noemalife, e poi ha cercato un nuovo partner finanziario e industriale per proiettare il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione in una dimensione ancora più internazionale. Per farlo Moretti ha acconsentito di scendere sotto il 50,4% del capitale, cedendo il 10,4%. E nel dettaglio, il fondo francese che in Italia è guidato da Nicolo Saidelli ha rilevato il 14% di Dedalus da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% dalla Health Holding Cdi Moretti. «La media europea della spesa sanitaria nazionale in Information technology è pari al 3% – ricorda Moretti, che del nuovo gruppo resterà comunque presidente e ad – noi italiani su una spesa nazionale di 140 miliardi, dedichiamo a questo settore l’1,1% del totale, una cifra che tiene conto del software che fa funzionare gli ospedali, ma anche della bolletta telefonica per collegarsi ad Internet. Anche per questo ora che abbiamo consolidato la nostra presenza in Italia, vogliamo rafforzarci all’estero dove già realizziamo un terzo del nostro fatturato e dove vediamo importanti opportunità di crescita». Dal matrimonio tra Dedalus e Noemalife nascerà un gruppo da 170 milioni di ricavi, che è già presente in Francia, Spagna, UK, USA, America Latina, Cina, Middle East e Africa del Nord e del Sud. E questo perché i prodotti di Dedalus-Noemalife non hanno nulla da invidiare a quelli stranieri, anzi hanno il vantaggio di costare di meno. «Non esiste la Oracle o il Sap degli ospedali – precisa Moretti- e quello che c’è in America costa dieci volte in più del software che produciamo noi. Tanto più che investire in Ict è un modo di evitare gli sprechi, e quindi la spesa si ripaga da sola. Immagini la complessità di un ospedale, che è da una parte un albergo speciale, e dall’altra svolge diverse e complesse funzioni mediche dal cup al pronto soccorso agli esami del sangue». Ma Dedalus è anche leader nel software che permette ai medici di famiglia gestire le cartelle cliniche dei loro pazienti. «Ben 22mila dottori, vale a dire il 50% dei medici di famiglia italiani – ricorda Moretti – hanno scelto il nostro software, così come una persona normale sceglie di comprarsi il sistema operativo Office oppure Linux per il suo personal computer. E questo perché da anni investiamo nella ricerca per migliorare i nostri prodotti: negli ultimi 5 anni Dedalus e Noemalife hanno investito 60 milioni in ricerca e sviluppo, mettendo a fattor comune le forze, e una volta integrate le due realtà riusciremo a far fruttare di più anche i nostri investimenti». Dedalus nelle prossime settimane promuoverà contestualmente un’Opa obbligatoria a 7,4 euro sulle azioni e un’offerta volontaria sui warrant di Noemalife (pari a 0,423 euro per ogni warrant). La società viene valutata circa 70 milioni (debiti compresi), mentre il controvalore massimo di entrambe le offerte – che sono finalizzate al delisting – è di 10,13 milioni. «Dopo aver consolidato il mercato italiano – spiega Moretti – ci piacerebbe farci promotori del consolidamento di quello europeo che è ugualmente molto frammentato. Siamo tra i primi tre gruppi del settore in Europa, e abbiamo l’ambizione di continuare a crescere». E in porposito, gli analisti segnalo che le rivali di Dedalus-Noemalife sono l’inglese Emis Health (specializzata sui medici di famiglia), la tedesca Compugroup (che offre i suoi servizi a medici e dentisti) e la francese Cegedim (500 milioni di ricavi di cui solo un terzo dal settore Ict)

[da “REPUBBLICA – AFFARI FINANZA” – 11.07.2016]

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Ardian acquista il 60% di Dedalus “Ora l’obbiettivo è la Francia”

Moretti: il mercato cinese è ostico puntiamo soprattutto sull’Europa
DEDALUS, s e c o n d o e x p l o i t i n pochi giorni per la creatura fiorentina di Giorgio Moretti, leader nel mercato dei software per la salute. Dopo che il 28 giugno ha acquisito il controllo del competitor quotato NoemaLife spa – operazione che ha quasi raddoppiato i numeri dell’azienda (170 milioni di fatturato e 1.700 dipendenti) -venerdì sera Dedalus Holding ha ceduto il 60% delle sue azioni ad Ardian, società indipendente d’investimento francese, n a t a come spin off di Axa con una dote di 5 miliardi e oggi “titolare” di 55 miliardi di investimenti nel mondo, controllata dai suoi oltre 430 dipendenti e guidata da Dominique Senequier, venerata come guru della finanza.
Essendo Dedalus valutata intorno ai 300 milioni, il controvalore dell’operazione dovrebbe attestarsi tra i 150 e i 200 milioni di euro. A cedere quote, oltre a Moretti che ha venduto il 10,41% ma conserva il 40%, sono stati Hutton Collins partner e Mandarina capital partners, il fondo cinese che il patron fiorentino aveva coinvolto anni fa per spingere sul mercato cinese.
L’ingresso di Ardian segna un cambio di strategia. «Non più espansione in Cina, che si è rivelato un mercato ostico, m a d’ora in poi soprattutto Francia, dove partiamo da un fatturato di appena 25 milioni m a ne vale 10 volte tanto, Europa e Nord America», dice Moretti, che oltre ad essere azionista, presidente e ad diDedalus è presidente dell’azienda dei rifiuti Quadrifoglio.
Sebbene la quota di Moretti in Dedalus scenda sotto la soglia della maggioranza assoluta fino al 40%, secondo il patron l’operazione rafforza il ruolo di Firenze come principale polo italiano nell’information communication technology per la sanità pubblica e privata («Dedalus ha il 25% del mercato nazionale») e radica in Toscana il cervello di questa eccellenza del settore.
«Avevamo molti pretendenti all’acquisto – spiega il numero uno di Dedalus – Non cercavamo però un compratore, m a un partner finanziario che ci rafforzasse, rendesse ancor più competitivi e capaci di ricercae&sviluppo, per proseguire nella strategia di acquisizioni e crescita in un mercato europeo caratterizzato dalle aggregazioni. Con Ardian abbiamo chiuso in due mesi». Moretti e il management, che nell’ultimo lustro hanno spinto Dedalus ad aggregare 40 piccole società del settore e ad operare in 25 Paesi, restano quindi alla guida del gruppo nella nuova fase di crescita sui mercato internazionali. «Ma non trascuriamo la sanità italiana – dice Moretti – che potrebbe risparmiare fino ad un miliardo all’anno se spingesse sull’acceleratore dell’informatizzazione».

[da “REPUBBLICA” – 10.07.2016]

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Ardian investe nella sanità, accordo per rilevare il controllo di Dedalus Holding

Il fondo di private equity Ardian ha acquisito il 60% di Dedalus Holding, a cui fa capo la Dedalus spa attiva nel settore del software clinico sanitario in Italia all’estero. Ardian ha rilevato il 14% da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus, «che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuità gestionale» ha reso noto Ardian in un comunicato. Si tratta del sesto investimento in Italia per i fondi attivi nel segmento Midcap della società francese guidata da Dominique Senequier (foto). Dedalus, grazie a un piano di acquisizioni (40 aziende rilevate) e investimenti in Ricerca & Sviluppo,è diventata una realtà internazionale con una posizione primaria nel settore di riferimento. Dedalus, post integrazione con NoemaLife di cui ha recentemente acquisito oltre l’83%, diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi a livello europeo, con attività in 25 Paesi. Nel 2016 è previsto un fatturato di 170 milioni.

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 09.07.2016]

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Ardian compra il 60% di Dedalus

Ardian, società di investimenti indipendente, acquisisce il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus Spa rappresenta un’eccellenza nel software clinico sanitario sia in Italia sia a livello internazionale. Il fondatore Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus, manterrà il 40% e le cariche attuali, garantendo la continuità gestionale.

[da “LA STAMPA” – 11.07.2016]

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Sanità, nuovo Eldorado dei fondi

Ardian compra il 60% di Dedalus, che appena una settimana fa ha lanciato un’Opa su NoemaLife.

Il fondo sovrano del Bahrein avrebbe messo nel mirino il gruppo Kos, cliniche mediche e residenze per anziani
La sanità italiana è la mosca bianca dell’alta finanza. Mentre gli investitori fuggono dalla Borsa di Milano, colpa della Brexit e delle traballanti banche, e le operazioni finanziarie sono ridotte al lumicino, ecco che la salute è l’unico settore a sostenere fusioni&acquisizioni. Ecco la mossa di Ardian, fondo di investimento indipendente: si compra il 60% di Dedalus Holding, azienda di software clinico sanitario tra i principali operatori in Italia e all’estero.È l’ultimo tassello di un complicato risiko. Appena una settimana fa la Dedalus medesima si è lanciata in una scalata, con Opa annessa, alla ex matricola di Borsa NoemaLife, società del defunto listino Expandi (confluito nel listino principale e al suo posto creato l’Aim). Dedalus ha rilevato l’83% della bolognese Noemalife dal fondatore Francesco Serra e dalla merchant bank Tip del banchiere Giovanni Tamburi (che però reinveistirà una quota). E a sua volta, dopo soli 7 giorni, Dedalus è stata comprata da Ardian. Il fondo, al suo sesto investimento in Italia, ha li­ quidato le minoranze (un14% in mano ad Hutton Collins Partners, un 35% in mano a Mandarin, tutti fondi) più una piccola quota (pari al 10,41%) dal fondatore Giorgio Moretti (tramite la Health Holding Company). Moretti, presi­ dente e amministratore delegato diDedalus, che manterrà una quota pari a circa il 40% e le sue cariche attuali, garantendo la continuità gestionale. Ma il risiko non è finito: proprio nei giorni scorsi sulla sanità italiana ha messo gli occhi anche il Bahrein. Il fondo sovrano del piccolo stato del Golfo Persico avrebbe messo nel mirino il gruppo Kos, cliniche mediche e residenze per anziani. Quella stessa Kos che sempre Ardian ha venduto, pochi meis fa a Cir, la holding della famiglia De Benedetti guidata da Monica Mondardini, che già ne era azionista, e al fondo misto privato­privato F2i. Il fondo d’Oltralpe Ardian esce da Kos, ma entra in Dedalus­Noemalife. Gli investitori arabi, invece, starebbero trattando l’ingresso in F2i Healthcare: quest’ultima è la scatola societaria che possiede il 37,3% di Kos, men­ tre il restante 62,7% dell’azienda fa capo appunto alla Cir presieduta da Rodolfo De Benedetti. L’ingresso del fondo sovrano nel capitale della società socio sanitaria dovrebbe essere sul tavolo di un consiglio di amministrazione di F2i previsto questa settimana. Il nuovo riassetto avviene dopo quello di circa tre mesi fa, tramite il quale la Cir e F2i Healthcare, società controllata dal secondo fondo F2i, hanno perfezionato l’acquisto dal private equity francese per 292 milioni del 46,7% di Kos. In quell’operazione F2i Healthcare aveva acquistato da Ardian una quota di Kos per 240 milioni, mentre Cir aveva rilevato la parte restante per 52 milioni. Già tre mesi fa era stato indicato che c’erano trattative avanzate per l’ingresso di un fondo sovrano in F2i Heathcare, ma non se ne conosceva l’identità.

[da “IL SOLE 24 ORE” – 09.07.2016]

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Serra: «Noemalife a Dedalus, tempo di aggregazioni»

Il fondatore esce, ma non esclude un ritorno da imprenditore. Maggioli aveva provato a comprarla
Tre ragioni, una anagrafica, una di sistema e una di convenienza, hanno spinto i soci di Noemalife a vendere le proprie quote alla fiorentina Dedalus, facendo nascere un colosso tutto italiano del software clinico (170 milioni di fatturato l’obiettivo per questo 2016). È lo stesso Francesco Serra, presidente e ad diNoemalife, a confermarlo: «Ho una certa età, 71 anni, e questo è sicuramente uno dei motivi, ma non il solo – riconosce – per l’informatica sanitaria questo è un momento di aggregazioni, magari in Italia non ce ne accorgiamo, ma nel resto d’Europa è così. Quindi è stato importante presentarsi preparati di fronte a questa sfida». Dedalus ha acquisito il 100% di Ghenos S.r.l., riconducibile al fondatore Francesco Serra e detentrice del 57,3% di Noemalife, del 14,94% delle azioni Noemalife detenute da Tamburi Investment Partners e dell’11,1% delle azioni possedute da Maggioli spa. L’operazione comporterà un’offerta pubblica d’acquisto (Opa)su 1.339.472 azioni ordinarie di Noemalife a 7,40 euro l’una. L’opa dovrebbe iniziare ad agosto e proseguire anche ai primi di settembre. Parallelamente verrà lanciata anche un’offerta volontaria sui Warrant del gruppo bolognese a 0,423 euro l’uno: entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting. Noemalife manterrà il nome. Il risultato di questo acquisto porterà Dedalus a diventare operatore leader del settore nella Penisola e ne rafforzerà la presenza oltreconfine. Noemalife è infatti presente in Germania, Francia e Regno Unito, dove si stanno perfezionando progetti sulla prescrizione elettronica e la diagnostica con Siemens. È della scorsa settimana la notizia della firma di un contratto da oltre 6 milioni di euro con UniLabs, per l’avviamento e la gestione completa del sistema software di Anatomia Patologica dei laboratori UniLabs di 7 Paesi europei: Regno Unito, Svezia, Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo e Norvegia. Noemalife opera pure in Marocco e Algeria, mentre Dedalus tocca l’Europa con Spagna, Romania, Bosnia, e Regno Unito e l’Africa con Arabia Saudita, Egitto, Tanzania e Tunisia. «Di certo non verranno ridotti gli investimenti, anzi vorremmo ottimizzare quelli in ricerca e sviluppo, oggi pari oltre il 10% del fatturato – continua Serra – l’acquisizione di Noemalife prelude a nuove operazioni soprattutto per rafforzarsi in Europa e fare sinergie sui costi e sui ricavi». Il gruppo di Francesco Serra ha chiuso il 2015 con 72 milioni di ricavi, in crescita del 6% rispetto al 2014 e destinati al +10% per quest’anno. «Per ora mi godo il riposo – ha detto il presidente – ma tornerò a fare qualcosa, non lo escludo, anche se non in concorrenza con Noemalife». A comprare il gruppo di Serra ci aveva provato durante lo scorso semestre Maggioli spa, ma l’offerta per azione proposta dal gruppo riminese non si era rivelata concorrenziale con quella proposta da Dedalus. Maggioli – azienda editoriale e di software gestionali condotta dall’attuale presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – dal canto suo continuerà a crescere: ha appena definito l’accordo per acquisire una piccola società nelle Canarie e a giugno ha comprato il ramo d’azienda dell’imolese Cassetta Solution Service srl (www.cassetta.it), società di software e di servizi per l’automazione dei processi delle imprese; la startup Cercaclienti.it per 500.000 euro; e l’abruzzese Tinn srl produttrice di soluzioni software per enti locali.

[da “CORRIERE IMPRESE – EMILIA ROMAGNA” – 11.07.2016]

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Ardian conquista Dedalus

ALLA SOCIETÀ UNA QUOTA DEL 60% DELL’AZIENDA DI SOFTWARE
La società di private equity Ardian ha acquisito il 60% di Dedalus holding, la cui controllata Dedalus è attiva nel software clinico sanitario sia in Italia sia a livello internazionale. Nel dettaglio, Ardian acquisirà il 14% della Società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company, controllata dal fondatore Giorgio Moretti, presidente e ad di Dedalus, che manterrà il 40% e le cariche attuali, garantendo così la continuità gestionale. L’operazione rappresenta per Ardian il sesto investimento in Italia dei fondi attivi nel segmento mid cap. Dedalus, dopo l’integrazione con NoemaLife(di cui di recente ha acquisito l’83% con lancio di opa) diventerà leader in Italia nel software clinico sanitario e tra i primi player a livello europeo, con attività in 25 Paesi. Il gruppo stima di chiudere il 2016 con un fatturato di 170 milioni.

[da “MILANO FINANZA” – 11.07.2016]

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Ardian acquisisce il sessanta per cento di Dedalus

Ardian, società di investimenti indipendente, annuncia di aver firmato l’acquisizione di circa il 60% di Dedalus Holding, la cui controllata Dedalus Spa rappresenta un’eccellenza nel software clinico sanitario. Ardian acquisirà il 14% della Società da Hutton Collins Partners, il 35,59% da Mandarin Capital Partners e il 10,41% da Health Holding Company Srl controllata dal fondatore Giorgio Moretti.

[da “QN – LA NAZIONE” – 09.07.2016]

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Il labirinto di Dedalus: «L’affare di NoemaLife per scalare l’Europa»

Un gruppo sempre in movimento, lanciato alla conquista del mercato europeo. È Dedalus, leader nel software clinico sanitario, che negli ultimi cinque anni ha aggregato oltre 40 aziende nel mondo. Nell’ultimo mese il gruppo è stato protagonista di due operazioni: pochi giorni fa Ardian, fondo di investimenti francese, ha acquisito il 60% di Dedalus holding, mentre a fine giugno Dedalus ha comprato oltre l’83% di NoemaLife, società bolognese quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Presidente e amministratore delegato di Dedalus resta Giorgio Moretti, che mantiene della società il 40%.

Moretti, partiamo da Ardian. Come mai questa operazione?
«Abbiamo sostituito i due fondi di investimento presenti nella società con un grande fondo europeo, più adeguato per dimensione e posizionamento a sostenerci su tutti i mercati internazionali. Nel breve periodo vogliamo ampliarci sul mercato francese e Ardian è un fondo francese, che ha acquisito il 14% della società dall’inglese Hutton Collins Partners, il 35,59% dal sino-italiano Mandarin Capital Partners e il 10,41% dalla mia società Health Holding Company».

Quali saranno i vantaggi?
«Il settore dell’Ict in ambito clinico sanitario nei prossimi anni si muoverà inesorabilmente in direzione di un importante processo di consolidamento globale, certamente europeo. Gli investimenti in ricerca e sviluppo per rimanere competitivi ed i nuovi modelli di business, che prevedono anche rilevanti investimenti iniziali, necessitano di grandi risorse finanziarie, di una grande base di clientela ed una forte presenza internazionale. Dopo un’attenta valutazione di possibili partner che hanno dimostrato interesse per il nostro piano, abbiamo ritenuto Ardian il più adatto per supportarci ad affrontare le sfide su scala globale».

Perché avete deciso di acquisire l’83% di NoemaLife?
«È un’operazione chiara, sia sul piano aziendale che di sistema. Dedalus e NoemaLife sono due aziende che per anni hanno operato sugli stessi mercati in Italia e su diversi all’estero, dove sono complementari. Nel mercato italiano siamo stati concorrenti ma con una competizione molto leale. Alla fine, però, offrivamo al mercato più o meno le stesse soluzioni, ognuno nei suoi laboratori ».

Un’aggregazione per crescere e fare investimenti?
«Invece che investire entrambi 100 euro sullo stesso prodotto, se ne investiranno 150 in due e quello che risparmiamo possiamo investirlo in altri prodotti. Così facendo saremo più competitivi. Sia Dedalus che NoemaLife hanno d’altra parte la stessa missione: investire in nuovi prodotti e processi».

I prossimi passi del gruppo?
«Nel mercato italiano abbiamo fatto aggregazione e ora, insieme a Noemalife, siamo il primo operatore in Italia nel settore dei software clinico- sanitari. Quel che è accaduto nel nostro Paese, ne ha bisogno adesso l’Europa, dove il mercato è molto frammentato. Al’estero dobbiamo fare sinergia, creare un’offerta più completa e competitiva e questo è il piano di breve e medio periodo».

Da quale mercato partirete?
«NoemaLife ha comprato tempo fa una società, Medasys, che è leader in Francia ma ha una dimensione troppo piccola. Da lì partiremo. Non solo Europa, però. Continueremo lo sviluppo nei paesi latino americani e ci vogliamo sviluppare sul mercato Usa, dove la competizione è molto dura. Siamo già presenti in Arabia Saudita, in Nord Africa e anche in Cina, dove abbiamo situazioni strabilianti, anche se è un mercato difficile: alleanze con China Telecom e Huawei e intere città da milioni di abitanti che sono informatizzate con i nostri sistemi».

Moretti: Dai software alla gestione dei rifiuti
Giorgio Moretti, classe 1961, prima di laurearsi in medicina inizia a occuparsi di informatica. Nel 1982 fonda Quasar, società specializzata nell’informatica per la medicina e per la finanza, l’anno dopo è promotore dello sviluppo del primo prodotto software in Italia per l’informatizzazione del medico di famiglia, Olimedi. Dal 1985 inizia ad occuparsi dello sviluppo di software a supporto dei mercati finanziari. Dal 1991 costituisce una joint venture con Datamat, azienda operante nel settore Ict per la difesa e l’aerospazio, delle banche e finanza. Dal 1999 al 2005 Moretti è consigliere di Datamat e dal 2003 assume la carica di ad di Dedalus, azienda operante nel settore della sanità controllata da Datamat. Al termine del 2005, a seguito della cessione di Datamat a Finmeccanica, è promotore del management buy out di Dedalus, azienda di cui è oggi azionista di maggioranza relativa, presidente e ad. Dal gennaio 2009 è azionista e presidente di Eneco, nel settore delle energie rinnovabili. Nel luglio 2009 è presidente della Quadrifoglio, municipalizzata per la gestione dell’igiene ambientale a Firenze. È anche presidente di, Q-Thermo, società di Quadrifoglio e Hera, che realizzerà il,termovalorizzatore di Firenze.

[da “QN” – 13.07.2016]

Radiocor – Noemalife: fiorentina Dedalus acquista 83% e lancia Opa a 7,4 euro

Tamburi cede quota, ma reinveste nell’acquirente (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 28 giu – La societa’ fiorentina Dedalus attiva nel software clinico ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), Tamburi Investment Partners (14,94%) e Maggioli (11,1%). Lo comunica una nota congiunta dei due gruppi. Dedalus, di conseguenza, lancera’ un’opa obbligatoria sulle restanti 1,34 milioni di azioni al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. “Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale e’ pari a 10.135.508,68 euro – spiega la societa’ – sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attivita’ di NoemaLife” La realta’ che nascera’ dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife avra’ un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro e sara’ leader di mercato in Italia e uno dei principali player in Europa. Il gruppo risultante sara’ peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud

Tamburi Investment Partners reinvestira’ – sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus – in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife, complessivamente pari a 9,3 milioni di euro

Oggi Noemalife ha chiuso a 7,465 euro mentre i warrant di attestano a 0,571 euro.

[da “RADIOCOR” – 28.06.2016]

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MF Dow Jones – Noemalife: Dedalus acquista oltre l’83%

Dedalus ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos, societa’ riconducibile al fondatore Francesco Serra detentrice del 57,3% di NoemaLife , del 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners, e dell’11,1% delle azioni NoemaLife detenute da Maggioli Spa. La realta’ che nascera’ dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife , con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro, spiega una nota, sara’ leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. Il gruppo risultante sara’ peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. L’operazione si pone, tra i vari obiettivi, il miglioramento del servizio ai clienti e l’evoluzione del portafoglio prodotti. Grazie all’unione di due eccellenze nazionali, la nuova realta’ potra’ competere con altri grandi operatori internazionali, in un settore destinato ad assistere ad un processo di concentrazione a livello globale. Le forti sinergie porteranno nel medio-lungo termine ad una considerevole ottimizzazione dell’attivita’ di Ricerca&Sviluppo che consentira’ di sviluppare prodotti innovativi attingendo alle grandi competenze presenti nei due Gruppi. Negli ultimi 5 anni, Dedalus e NoemaLife hanno investito complessivamente circa 60 milioni di euro in R&D, e continueranno ad investire a ritmi sostenuti, riconoscendo in tale attivita’ il prerequisito per offrire ai propri clienti le migliori soluzioni ICT in ambito sanitario, che e’ in costante cambiamento. L’acquisizione della maggioranza di NoemaLife da parte di Dedalus comportera’ la promozione di un’Offerta Pubblica di Acquisto obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie di NoemaLife , con un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuovera’ contestualmente anche un’Offerta Volontaria sui Warrant di NoemaLife , riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni Warrant. Entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totale e’ pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attivita’ di NoemaLife . Si prevede che il periodo di Offerta, previa approvazione di Consob alla documentazione, possa avere inizio nel mese di agosto di quest’anno. L’Offerente si riserva la facolta’ di prorogare il Periodo di Adesione, la cui durata massima non potra’ comunque essere superiore a 40 giorni di Borsa aperta. Tamburi Investment Partners, anche al fine di agevolare la finanziabilita’ dell’operazione, reinvestira’ – sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus – in Dedalus Holding Spa per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife , complessivamente pari a 9.269.552 euro. “Nel corso degli anni il Gruppo Dedalus ha portato a termine con successo numerose acquisizioni delle migliori aziende operanti nel settore dell’Ict sanitario italiano ed estero, con l’obiettivo di superare la frammentazione esistente sul mercato, valorizzando le loro competenze in un processo di integrazione a beneficio dei propri clienti. Con questa operazione di aggregazione di NoemaLife , il nuovo gruppo ricoprira’ un importante ruolo nello scenario di consolidamento che si sta delineando a livello internazionale per garantire i necessari investimenti in R&D, quale pre-requisito per offrire ai clienti le migliori soluzioni software in ambito sanitario, settore in continuo cambiamento. Dedalus e NoemaLife condividono da sempre questa filosofia, che ha portato negli ultimi cinque anni ad investimenti complessivi per circa 60 milioni di euro. Integrare queste due grandi aziende e’ quanto di piu’ coerente con i reciproci valori fatti di investimenti in innovazione, capacita’ di servire il cliente e rispetto delle regole”, ha dichiarato Giorgio Moretti, presidente e a.d. di Dedalus. “Tutte le oltre 40 aziende confluite nel Gruppo Dedalus fino ad oggi hanno creato una realta’ internazionale che attualmente conta oltre 1.000 dipendenti ed opera in piu’ di 15 Paesi. La grande qualita’ dei prodotti e delle persone di NoemaLife rappresentano un importante patrimonio che intendiamo valorizzare adeguatamente. Grazie a questa integrazione il nuovo Gruppo operera’ in 25 Paesi con oltre 1.700 dipendenti, di cui 1.100 in Italia”. “Questa operazione si colloca nell’ambito di un processo di consolidamento che intende valorizzare il posizionamento del Gruppo NoemaLife , oggi una realta’ internazionale riconosciuta ed apprezzata nel mondo per il contributo apportato al settore e i successi ottenuti sul campo”, ha spiegato Francesco Serra, Presidente e a.d.del Gruppo NoemaLife . 2Obiettivo comune delle due societa’ e’ il rafforzamento dei propri brand sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Il nuovo progetto industriale consentira’ l’attuazione di nuovi servizi sanitari e sara’ in grado di abilitare le grandi trasformazioni tecnologiche e culturali in atto nel settore. L’accordo portera’ vantaggi rilevanti grazie alla combinazione delle opportunita’ e delle efficienze delle strutture, che contribuiranno a generare un’importante nuova marginalita’ e che porteranno presto la nuova realta’ a raggiungere la leadership assoluta nel mercato europeo”. Dedalus e’ stata assistita da Bnp Paribas in qualita’ di advisor finanziario e da Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners quale advisor legale. Ghenos S.r.l. e’ stata assistita da Tamburi Investment Partners S.p.A. in qualita’ di advisor finanziario, da Blf Studio Legale quale advisor legale e da Studio Serantoni quale advisor societario e fiscale.

[da “MF DOW JONES” – 28.06.2016]

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Noemalife, Dedalus acquista 83% da soci e lancia Opa a 7,40 euro/azione

Dedalus acquista l’83,3% del capitale di Noemalife dai soci azionisti e lancia un’Opa obbligatoria sul restante capitale ordinario in circolazione al prezzo di 7,40 euro per azione finalizzata al delisting.
Lo annuncia una nota aggiungendo che la società attiva nel software clinico sanitario promuoverà anche un’offerta volontaria totalitaria sui warrant Noemalife 2012-2017 riconoscendo un corrispettivo unitario di 0,423 euro.
In caso di totale adesione alle offerte, non soggette ad alcuna condizione di efficacia, il controvalore massimo delle due offerte è di 10,13 milioni di euro.
Il periodo di adesione all’Opa sarà concordato con Borsa Italiana ma si prevede che possa iniziare a agosto.
L’obiettivo dell’operazione è quello di integrare le due società con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro.
L’Opa obbligataria fa seguito all’acquisizione da parte di Dedalus del 100% di Ghenos, società riconducibile al fondatore Francesco Serra titolare del 57,3% di NoemaLife, del 14,94% di azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment

Partners e dell’11,1% di NoemaLife detenuto da Maggioli.
Tamburi Investment Partners reinvestirà, sotto forma di ‘vendor loan’ con opzione di rimborso in azioni Dedalus, in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in

NoemaLife, complessivamente pari a 9,27 milioni di euro.
Noemalife ha chiuso la seduta odierna a 7,465 euro con un rialzo del 2,2%.

[da “REUTERS” – 28.06.2016]

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Borsa: Dedalus compra NoemaLife e lancia Opa

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, compra oltre l’83% di NoemaLife e lancia un’ opa obbligatoria a 7,4 euro per azione sulla società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha infatti acquistato oggi il 100% di Ghenos, Srl riconducibile al fondatore Francesco Serra con in mano il 57,3% di NoemaLife, il 14,94% detenuto da Tamburi Investment Partners e l’11,1% da Maggioli. Dall’aggregazione nascerà un gruppo con un fatturato 2016 di circa 170 milioni, leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. La nuova realtà sarà attiva con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, USA, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. Per arrivare all’obiettivo, oltre all’Opa obbligatoria, Dedalus promuoverà anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife, a 0,423 euro. Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo è di circa 10,13 milioni, sono finalizzate al delisting e consentiranno di integrare in modo efficace le attività.

[da “ANSA” 28.06.2016]

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Dedalus compra NoemaLife e lancia un’Opa

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, ha comprato oltre l’83% di NoemaLife e lancia un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria a 7,4 euro per azione sul restante 17% della società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera.

[da “CORRIERE DELLA SERA” – 29.06.2016]

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Dedalus lancia Opa su NoemaLife

Scalate. Nasce big nei software clinico­sanitari.

Le turbolenze dei mercati non hanno fermato Dedalus, operatore nazionale nel software clinico­sanitari, che ieri ha annunciato l’acquisizione di oltre l’83% di NoemaLife e il lancio dell’Opa sulla società quotata a Piazza Affari. «Noi facciamo impresa, quindi un progetto imprenditoriale prescinde dalla Brexit così come dagli avvenimenti con impatto nel breve medio periodo. Queste sono operazioni industriali che si fanno con un obiettivo a lungo periodo» spiega Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus, commentando la situazione di mercato nella qualeè maturata l’operazione. Nel dettaglioDedalus ha acquisito il 100% di Ghenos, società riconducibile al fondatore di NoemaLife, Francesco Serra, che detiene il 57,3% della società; il 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners e l’11,1% delle azioni detenute da Maggioli. L’acquisizione della maggioranza diNoemaLife da parte di Dedalus comporterà la promozione di un’offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie della società ad un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife, riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni warrant. Entrambe le Offerte, il cui controvalore massimo totaleè pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consenti­ ranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife. Nasce così il primo operatore in Italia nei software clinicosanitari con un fatturato aggregato per il 2016 di circa 170 milioni e un margine operativo lordo (Ebitda) di 35/40 milioni. Il nuovo gruppo sarà attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America Latina, Cina, Medio Oriente ed Africa del Nord e del Sud. «Entrambe le aziende hanno un’attività rilevante sul mercato italiano ma circa un terzo dei ricavi generato all’estero. Il nuovo gruppo si posizionerà ai primi posti sul mercato europeoe nel nostro settore la massa criticaè rilevante. Nel caso di Dedaluse NoemaLife, entrambe molto orientate alla ricerca e sviluppo, questa operazione ottimizza gli investimenti in R&D. Abbiamo una cultura molto simile guidata dall’innovazione» spiega Moretti, proseguendo: «In secondo luogo abbiamo anche all’estero abbiamo attività complementari e questo aggiunge valorea un’operazione già importante sul mercato domestico». Il capitale sociale di Dedalus vede Moretti al 50,35%, il fondo Mandarin al 35,65% e Hutton Collins Partners al 14%. Il nuovo gruppo, che conterà 1700 dipendenti di cui 1100 in Italia, vedrài tre soci contrrollare il 94% del capitale, mentre il restante 6% sarà a tendere in portafoglio a Tip, che reinvestirà nell’operazione con un vendor loan alla holding con opzione di rimborso in azioni di Dedalus.

[da “IL SOLE 24 ORE” – 29.06.2016]

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Colpo grosso per Dedalus fa shopping in Borsa

La società di Giorgio Moretti ha comprato l’83% di una quotata DEDALUS spa, la società del presidente di Quadrifoglio Giorgio Moretti, con un colpo eclatante regala a Firenze la leadership nel software clinico sanitario che governa la telematica ospedaliera ma anche quella con la medicina di base.
Succede dopo che ieri, a Borse chiuse, Dedalus, di cui Moretti è presidente e ad, ha annunciato l’acquisizione di oltre l’83% di NoemaLife spa, società quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha portato a termine l’acquisto rastrellando azionariato da tre soci di NoemaLife, tra cui quello di maggioranza assoluta riconducibile all’imprenditore Francesco Serra. Valore dell’operazione 52 milioni di euro. Ma ora Moretti sarà obbligato a lanciare un’Opa sull’azionariato NoemaLife non ancora di Deadalus e procederà al delisting da Piazza Affari della società acquisita.
Dedalus ha 1.000 dipendenti ed è presente in 25 Paesi, NomeaLife, cui si deve l’introduzione in Italia della cartella clinica elettronica, ha 700 addetti e porta in dote 2.000 strutture sanitarie clienti in 4 continenti. La realtà che nascerà dall’aggregazione prevede per il 2016 170 milioni di euro di fatturato e sarà leader di mercato in Italia con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale (dove lavorano 1.100 del 1.700 addetti) e uno dei principali player in Europa, dopo che negli ultimi cinque anni le due aziende hanno investito 60 milioni in ricerca&sviluppo.

[da “LA REPUBBLICA” – 29.06.2016]

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Dedalus compra NoemaLife e lancia un’offerta pubblica

Dedalus, leader nazionale nel software clinico sanitario, compra l’83% di NoemaLife e lancia un’opa obbligatoria a 7,4 euro per azione sulla società quotata a Piazza Affari, numero uno europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. Dedalus ha acquistato il 100% di Ghenos, Srl riconducibile al fondatore Francesco Serra con in mano il 57,3% di NoemaLife, il 14,94% detenuto da Tamburi Investment Partners e l’11,1% da Maggioli. Dall’aggregazione nasce un gruppo con un fatturato 2016 di 170 milioni, leader in Italia, con una presenza capillare su tutto il territorio, e fra i principali player in Europa. La nuova realtà sarà attiva con sue aziende in Francia, Spagna, Uk, Usa, America

Latina, Cina, Middle East e Africa.

[da “LA STAMPA” – 29.06.2016]

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Dedalus rileva l’83% di Noemalife e lancia l’opa

L’obiettivo è creare un leader nel software ospedaliero. Prezzo di 7,4 euro, allineato al mercato. Tip reinvestirà 9,3 milioni
NoemaLife si appresta a lasciare il listino di Piazza Affari. Il gruppo Dedalus, sede a Firenze, tra i leader nel settore dei software ospedalieri, ha rilevato Ghenos, società riconducibile al fondatore Francesco Serra, cui fa capo il 57,3% di NoemaLife, oltre alla quota del 14,94% detenuta da Tamburi Investment Partners, e a quella dell’11,1% di Maggioli spa. La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife sarà leader di mercato in Italia con e uno dei principali in Europa, con un target di fatturato 2016, affermano gli interessati, di circa 170 milioni di euro. «Grazie all’unione di due eccellenze nazionali», riporta una nota di Dedalus, «la nuova realtà potrà competere con altri grandi operatori internazionali, in un settore destinato ad assistere a un processo di concentrazione a livello globale». Dopo avere raggiunto l’83% di NoemaLife, Dedalus dovrà promuovere un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni NoemaLife a un prezzo di 7,4 euro per azione (il valore a cui Dedalus ha rilevato le quote di maggioranza, allineato alle recenti quotazioni di borsa), cui ne affiancherà un’altra, volontaria, sui warrant NoemaLife, riconoscendo 0,423 euro per ciascuno. Entrambe le offerte (controvalore massimo totale di 10,135 milioni) mirano al delisting e il periodo d’opa potrebbe iniziare in agosto. Tip, «anche al fine di agevolare la finanziabilità dell’operazione», reinvestirà (sotto forma di vendor loan con opzione di rimborso in azioni Dedalus) in Dedalus holding spa quanto ricavato dalla cessione delle azioni e dei warrant NoemaLife in suo possesso, per un totale di 9,27 milioni, acquistando una quota circa del 6%. Dedalus è controllato dai fondi britannici Hutton Collins e The Three Hills capital partners (fondato da Mauro Moretti, ex Hutton Collins), che nel 2014 hanno investito in Dedalus rispettivamente 35 e 15 milioni, avvicendandosi a Imi Fondi Chiusi sgr e ad altri soci di minoranza, iniettando circa 25 milioni di nuova finanza per supportare lo sviluppo al fianco degli altri azionisti Health Holding Company e il fondo Mandarin Capital Management, nel capitale dal 2010. Nel corso degli anni il gruppo Dedalus ha portato a termine oltre 40 acquisizioni di aziende dell’Ict sanitario italiano ed estero. Negli ultimi cinque anni Dedalus e NoemaLife hanno fatto investimenti complessivi per il miglioramento dei software per circa 60 milioni.

[da “MF” – 29.06.2016]

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Software sanitari, Dedalus compra NoemaLife

L’OPERAZIONE ALLA SOCIETÀ FIORENTINA L’83% DEL GRUPPO BOLOGNESE. PRESTO L’OPA

ECCELLENZE Il nuovo gruppo sarà presente in 25 Paesi con 1.700 dipendenti

RIVOLUZIONE nel settore dei software clinico-sanitari: la fiorentina Dedalus ha acquisito la maggioranza della bolognese NoemaLife, quotata in Borsa, dando vita a uno dei principali protagonisti di questo mercato in Europa e con un target di fatturato di circa 170 milioni di euro per il 2016. Ecco i dettagli. Ieri Dedalus ha perfezionato l’acquisizione dell’83% di NoemaLife, acquistando il 100% di Ghenos, società detentrice del 57,3% della società bolognese e riconducibile al fondatore Francesco Serra, il 14,94% di azioni detenute da Tamburi Investment Partners e l’11,1% delle quote in mano a Maggioli. I fiorentini, poi, lanceranno un’Opa (offerta pubblica d’acquisto) obbligatoria sulle restanti azioni (1,34 milioni) al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. «Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro – spiega una nota – sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife». Sicuramente l’unione di queste due eccellenze nazionali nell’informatica per la sanità permetterà di ottenere risultati più robusti anche all’estero. Il nuovo gruppo, infatti, sarà attivo con proprie aziende dalla Francia alla Spagna, dal Regno Unito agli Stati Uniti, dall’America Latina fino all’Africa. «Grazie a questa integrazione – osserva Giorgio Moretti, presidente e amministratore delegato di Dedalus – il nuovo gruppo opererà in 25 Paesi con oltre 1.700 dipendenti, di cui 1.100 in Italia». «Il nuovo progetto industriale – aggiunge Francesco Serra, presidente e ad di NoemaLife – consentirà l’attuazione di nuovi servizi sanitari e sarà in grado di abilitare le grandi trasformazioni tecnologiche e culturali in atto nel settore». DEDALUS è stata costituita a Firenze nel 1990 e è oggi leader nel software clinico in Italia, oltre a essere presente all’estero, mentre NoemaLife , che ha introdotto lungo la Penisola la cartella clinica elettronica, rappresenta da oltre vent’anni un punto di riferimento nel comparto dell’informatica per la sanità.

[da “IL RESTO DEL CARLINO / QN – IL GIORNO / LA NAZIONE” – 29.06.2016]

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La fiorentina Dedalus fa sua Noemalife

AFFARI E FINANZA LA SOCIETÀ ATTIVA NEL SOFTWARE CLINICO ACQUISTA L’83%

LA SOCIETÀ fiorentina Dedalus attiva nel software clinico ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), Tamburi Investment Partners (14,94%) e Maggioli (11,1%). Lo comunica una nota congiunta dei due gruppi. Dedalus, di conseguenza, lancerà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti 1,34 milioni di azioni al prezzo di 7,4 euro per azione e un’offerta pubblica volontaria sui warrant a 0,423 euro. «Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro – spiega la società – consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife». La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife avrà un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni e sarà leader di mercato in Italia e uno dei principali player in Europa. Il gruppo sarà peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. Tamburi Investment Partners reinvestirà in Dedalus Holding per un importo pari ai proventi derivanti dalla cessione delle azioni e dei Warrant detenuti in NoemaLife, complessivamente pari a 9,3 milioni di euro. Oggi Noemalife ha chiuso a 7,465 euro mentre i warrant di attestano a 0,571 euro.

[da “QN – LA NAZIONE” – 29.06.2016]

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L’83% di Noemalife a Dedalus

L’acquisizione
Dedalus,azienda attiva nel software sanitario, ha rilevato l’oltre l’83% di NoemaLife, società quotata e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera. La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife, con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro, potrà contare su una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa.

[da “CORRIERE DI BOLOGNA” – 29.06.2016]

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Dedalus acquista oltre l’83% di Noemalife

Dedalus Spa, leader nazionale nel software clinico sanitario, ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos Srl, società riconducibile al fondatore Francesco Serra detentrice del 57,3% di NoemaLife Spa, società quotata alla Borsa Italiana e leader europeo nel mercato dell’informatica clinica ospedaliera, del 14,94% delle azioni NoemaLife detenute da Tamburi Investment Partners Spa, e dell’11,1% delle azioni NoemaLife detenute da Maggioli Spa.

La realtà che nascerà dall’aggregazione di Dedalus con NoemaLife, con un target di fatturato per il 2016 di circa 170 milioni di euro – spiega una nota – sarà leader di mercato in Italia, con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e uno dei principali player in Europa. Il gruppo sarà peraltro attivo con proprie aziende in Francia, Spagna, Gb, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud.

L’acquisizione della maggioranza di NoemaLife da parte di Dedalus comporterà la promozione di un’Offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria totalitaria su 1.339.472 azioni ordinarie di NoemaLife Spa, con un prezzo per azione pari a 7,40 euro. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’Offerta volontaria sui Warrant di NoemaLife, riconoscendo un corrispettivo di 0,423 euro per ogni Warrant. Entrambe le offerte, il cui controvalore massimo totale è pari a 10.135.508,68 euro, sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife.

[da “ADNKRONOS” – 29.06.2016]

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Dedalus compra Noemalife per fare acquisizioni in Europa

L’ad Giorgio Moretti, dopo aver consolidato il mercato italiano del software nazionale, pensa già a crescere all’estero dove la spesa per questi prodotti è più alta, mentre l’offerta resta molto frammentata. Sul mercato sarà lanciata un’Opa finalizzata al delisting a 7,4 euro per ogni titolo NoemaLife e 0,432 per il relativo warrant quotato

Dedalus compra Noemalife per diventare il primo gruppo italiano nel software clinico sanitario e, forte di un fatturato da 170 milioni, realizzare le sinergie sui costi e sui ricavi necessarie per avere la forza di fare acquisizioni anche all’estero. Il gruppo guidato e presieduto da Giorgio Moretti (socio al 50,03% di Dedalus) ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Ghenos (la holding del fondatore di NoemaLife, Francesco Serra, che ha il 57,3%) e pertanto lancerà un’Opa a 7,4 euro per azione. Dedalus promuoverà contestualmente anche un’offerta volontaria sui warrant di NoemaLife (pari a 0,423 euro per ogni warrant) ed entrambe le offerte (che insieme valgono al massimo 10,13 milioni), sono finalizzate al delisting e consentiranno a Dedalus di integrare in modo efficace le attività di NoemaLife.

“Questa non è un’offerta aggressiva, ma ha l’obbiettivo di mettere insieme le forze e le competenze per diventare un gruppo ancora più forte”, spiega Moretti. “Nonostante la contrazione del mercato sanitario nazionale e gli scarsi investimenti che l’Italia dedica all’Ict in questo settore, negli ultimi cinque anni Dedalus e NoemaLife hanno speso 60 milioni per sviluppare nuovi prodotti”.

In futuro, mettere a fattor comune simili investimenti permetterà non solo di realizzare software migliori, ma anche di fare sinergie sui costi e sui ricavi, proiettandosi sempre più all’estero, dove il mercato è più ricco e dinamico. Già oggi le due aziende realizzano un terzo del loro fatturato in 25 Paesi esteri, in Francia, Spagna, Regno Unito, Usa, America Latina, Cina, Middle East ed Africa del Nord e del Sud. “Vogliamo essere tra i consolidatori del mercato europeo – precisa il primo socio e fondatore di Dedalus – che è molto frammentato, e crediamo che insieme abbiamo i numeri per farlo”.

[da “REPUBBLICA.it” – 29.06.2016]

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La fiorentina Dedalus compra Noemalife: Il fondatore esce dall’azienda nata nel 1996

Attiva nell’informatica sanitaria, ha 250 dipendenti nel quartier generale di Bologna. Non sono previsti esuberi, ma in futuro non sarà più quotata in Borsa

La società fiorentina Dedalus acquisisce l’83% della bolognese Noemalife da alcuni soci storici, tra cui il fondatore e attuale ad della società Francesco Serra. Lo comunicano le due società, attive entrambe nell’informatica sanitaria, che daranno così vita a un gruppo con 1.700 dipendenti nel mondo a un giro d’affari complessivo di 170 milioni di euro. Il marchio Noemalife resterà tale, così come al momento non sono previsti esuberi di personale o cambi di sede.

“È un’operazione industriale tra due gruppi importanti, l’obiettivo è quello di dare vita a un leader europeo del settore”, spiega Francesco Serra, fondatore e dirigente dell’azienda, che ha 250 dipendenti nella sede di via Gobetti a Bologna. “Io esco come azionista e anche come presidente e ad anche per un fattore generazionale, avendo ormai 71 anni”, scherza, prima di assicurare che il marchio Noemalife resterà tale. “Chiederemo subito un incontro alla nuova proprietà per capire le ricadute sull’azienda”, commenta Roberta Castronuovo, della Fim Cisl.

Dedalus, con sede a Firenze e attiva nel software clinico, ha raggiunto un accordo per acquistare l’83% di Noemalife da alcuni soci storici a partire dal fondatore Francesco Serra (detentore indirettamente del 57,3% del capitale), da Tamburi Investment Partners (14,94%) e da Maggioli (11,1%). Dedalus di conseguenza lancerà un’Offerta pubblica d’acquisto obbligatoria sulle azioni restanti della società (1,34 milioni), diventando quindi in futuro proprietaria dell’intero pacchetto azionario della società. Entrambe le offerte, spiegano le aziende, sono finalizzate al delisting, cioè all’uscita
dalla Borsa di Noemalife, che è quotata dal 2006.

“Il nuovo gruppo ricoprirà un importante ruolo nello scenario di consolidamento che si sta delineando a livello internazionale per garantire i necessari investimenti in ricerca e sviluppo – commenta Giorgio Moretti, presidente e ad di Dedalus – La grande qualità dei prodotti e delle persone di NoemaLife rappresentano un importante patrimonio che intendiamo valorizzare adeguatamente”.

[da “BOLOGNA REPUBBLICA” – 29.06.2016]

Da aprile in funzione il sistema informatizzato “Hero”: tutto più veloce e consegne a domicilio. Formati 600 dipendenti dell’Asl

Sono anni che l’Asl di Collegno e Pinerolo unisce sotto un’unica sigla l’ex Asl To5 e ex Asl To10. Per tutto questo tempo erano rimasti attivi i vecchi sistemi operativi dei tre diversi uffici, un metodo che rendeva difficile il dialogo interno ad un ente che deve funzionare come un organismo unico e integrato con tutti i 30 centri di prenotazione del’Asl.

Dal mese di aprile però Hero, sviluppato dalla società Dedalus, unifica il sistema e – se almeno nella fase di rodaggio l’azienda sanitaria mette le mani avanti e si scusa per i possibili disagi – a lungo termine i vantaggi saranno molti.

Il nuovo sistema la gestione delle “ricette de-materializzate” con qualche mese di anticipo rispetto all’obbligo previsto entro luglio 2016; più in generale la piattaforma Hero gestirà in modo informatizzato l’intero percorso clinico del paziente comprese le prenotazioni di esami di laboratorio, di radiologia ed altre prestazioni sanitarie. Renderà inoltre disponibili i referti nel posto più comodo per i pazienti: a casa, in farmacia o negli istituti convenzionati.

Per gestire la nuova piattaforma sono stati formati in tutto 600 dipendenti in modo da poter attivare il sistema su oltre 500 postazioni di lavoro.

“Pur con molto ritardo rispetto all’avvio dell’Asl To3, finalmente si intravedono i primi frutti degli interventi informatici di questi ultimi anni. Con l’attivazione della nuova piattaforma informatica unica presso i Cup si completa il processo di integrazione dell’Azienda in un unico contesto di gestione dei dati sanitari”, commenta Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl To3.

[da “TORINO REPUBBLICA.it” – 31.03.2016]

Pechino, 28 gen. – Quattro accordi di cooperazione nel settore sanitario tra l’Italia e la Cina sono stati firmati durante la missione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, alla quale hanno preso parte 144 aziende del settore, di cui circa 100 italiane. In particolare la regione Emilia-Romagna ha siglato una dichiarazione congiunta nel campo della formazione con il Centro per lo Sviluppo delle Risorse Umane nel settore sanitario della Commissione per la Salute e la Pianificazione Familiare. La Camera di Commercio Italiana in Cina ha invece siglato due accordi, che saranno resi operativi dal gruppo Bracco Sine Pharmaceutical: il primo e’ un accordo quadro con il Weirenweiye International Medicine Research Center di Pechino per la formazione di personale medico dirigenziale; il secondo, con il centro nazionale di cooperazione e scambi nel settore sanitario della Commissione della Salute e della Pianificazione Familiare, sancisce la collaborazione per la realizzazione di progetti di prevenzione del cancro al fegato.
La societa’ Dedalus Healthcare System Group ha, infine, sottoscritto un memorandum d’intesa con la contea autonoma cinese di Qiongzhong per la fornitura di sistemi informatici destinati agli ospedali locali.
La cooperazione in campo sanitario tra Italia e Cina avra’ l’obiettivo di unire “i migliori elementi delle nostre rispettive tradizioni, in campo medico e di comportamenti salutari, con la ricerca, lo studio e l’attuazione di pratiche di materiali e metodi innovativi”, ha affermato il ministro Lorenzin.

[da “AGI” – 28.01.2016]

La privatizzazione del Csi entra nella fase due. Questa mattina il Cda del consorzio informatico darà il via libera alle 14 candidature arrivate da parte di altrettante imprese dell’Ict e concederà loro tre mesi per studiare un’offerta strategica e commerciale. Nel frattempo sarà aperta una «data room», una camera virtuale, dove i pretendenti potranno conoscere nel dettaglio le condizioni di salute del consorzio. Dal fatturato, ai costi di gestione, dagli ordinativi fino a eventuali esposizioni con le banche. Tutti gli scheletri, insomma, usciranno dagli armadi in modo che chi, a fine marzo, presenterà il suo progetto di partnership con il Csi potrà farlo conoscendone tutte le caratteristiche.
E’ il secondo passo dopo l’avvio della privatizzazione, la scorsa estate, con il bando a cui hanno risposto player dell’informatica locale e internazionale: Atos Italia, Exprivia, Ericcson, Reply con Santer, British Telecom, Ibm, Almaviva, Dedagroup, Engineering, Accenture, Hp, Fastweb, Telecom Italia e Dedalus, capofila di un raggruppamento con le piemontesi Consoft, Sqs e Aizoon.
Ora le imprese dovranno proporre le proprie soluzioni per valorizzare risorse e asset del consorzio che verranno poi discusse con ciascun candidato come è previsto dalla procedura del dialogo competitivo, un meccanismo di selezione pubblica mediante la quale però competitor e amministrazione si confrontano per arrivare alla soluzione migliore. In quella fase dovranno essere definiti il piano industriale, i rapporti tra il Csi e gli enti affidatari, la durata dei contratti, le proposte di sviluppo e i livelli di qualità attesi. Secondo il presidente del Csi Riccardo Rossotto la procedura dovrebbe concludersi entro l’estate «e a quel punto presenteremo i risultati all’assemblea dei soci che decideranno cosa fare». Ovvero quale privato far entrare.
L’iter di privatizzazione del colosso di corso Unione Sovietica è stato fin qui un percorso a ostacoli. Se ne parla da anni, ma solo prima dell’estate i soci, Regione e Comune in testa, sono riusciti a mettersi d’accordo per intraprendere questa strada. Se infatti in Piazza Castello da tempo Chiamparino e l’assessore De Santis sono convinti che senza la privatizzazione il consorzio sarebbe destinato alla chiusura, a Palazzo Civico gli umori sono più titubanti, tanto che a luglio servì un accordo “tra gentiluomini” tra il presidente e il sindaco Fassino per dare il via libera alla gara. Forse ne servirà un altro, ora che i tempi della “fase 2” coincidono con le amministrative di Torino, per le quali il Csi, con i suoi mille dipendenti, rappresenta un bacino elettorale non trascurabile.

[da “LA STAMPA – Torino” – 22.12.2015]

Gli ottocento poliambulatori e i nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, da oggi sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, una delle più importanti aziende italiane nella produzione di software ed organizzazione sanitaria con sede a Firenze. Un’innovazione adeguata agli standard internazionali e funzionale alle richieste dalla Riforma Sanitaria Cinese iniziata nel 2009 e ancora in atto, che prevede la progressiva informatizzazione delle strutture sanitarie per migliorare i servizi e ridurre gli sprechi. Il progetto di Dedalus, basato sulla sua piattaforma di interoperabilità X1V1, un software di altissima tecnologia in grado di far comunicare tra loro sistemi anche diversi, nei giorni scorsi ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Questo grazie all’inserimento di nuove strutture (2 ospedali entro la fine del 2015 e altri 7 nel 2016), e alle alte performance del sistema. Il progetto, iniziato nel 2012 dal valore di oltre 6 milioni di euro, ha visto l’installazione dei sistemi informatici nelle strutture sanitarie che ne erano sprovviste e l’adeguamento di quelli esistenti in modo di permettere la loro interazione (scambi documentali, messaggistica, tracciabilità) grazie al sistema centrale X1V1. Tra i servizi digitali ci sono l’anagrafe unica centralizzata per tutti i cittadini a cui è stata distribuita la tessera sanitaria univoca, la condivisione in tempo reale di tutti i dati clinici e sanitari, la creazione di portali web per medici e infermieri e un portale pubblico che permette ai cittadini l’accesso da casa ai referti, informazioni cliniche, pagamenti, campagne d’informazione. E ancora il sistema automatico di gestione degli esami specialistici per eliminare le code, snellire le prenotazioni, valutazioni di tipo epidemiologico e controllo delle vaccinazioni, l’analisi dei consumi (in particolare medicinali), e il monitoraggio delle malattie croniche. “Il nostro sistema di interoperabilità – ha spiegato Michaela Mauri International project manager di Dedalus – è attualmente l’unico di origine occidentale collaudato e operativo in Cina. Sono circa 10 i progetti in corso di questo tipo presenti nella sanità cinese, tutti opera di competitor locali ma alcuni non ancora collaudati. Per questo motivo aver ottenuto questo risultato in un mercato esigente e complesso come quello cinese per noi rappresenta motivo di grande soddisfazione”.

[da “Agenparl.com” – 21.10.2015]

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Sanità: azienda fiorentina digitalizza ospedali in Cina

Ottocento poliambulatori e nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, azienda specializzata nella produzione di software di organizzazione sanitaria con sede a Firenze. Il progetto, avviato nel 2012, ha un valore di 6 milioni di euro. Nei giorni scorsi il progetto di ‘Dedalus’ ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi, diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Si tratta dell’unico sistema informatico di interoperabilità di origine occidentale presente in Cina.

[da “ANSA” – 21.10.2015]

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Il gruppo Dedalus completa la digitalizzazione del sistema sanitario Cinese nella provincia di Daqing

Gli ottocento poliambulatori e i nove ospedali della municipalità cinese di Daqing, un territorio con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti a nord est della Cina, da oggi sono collegati in rete e informatizzati grazie alla soluzione digitale realizzata dal Gruppo Dedalus, una delle più importanti aziende italiane nella produzione di software ed organizzazione sanitaria con sede a Firenze.
Un’innovazione adeguata agli standard internazionali e funzionale alle richieste dalla Riforma Sanitaria Cinese iniziata nel 2009 e ancora in atto, che prevede la progressiva informatizzazione delle strutture sanitarie per migliorare i servizi e ridurre gli sprechi.
Il progetto di Dedalus, basato sulla sua piattaforma di interoperabilità X1V1, un software di altissima tecnologia in grado di far comunicare tra loro sistemi anche diversi, nei giorni scorsi ha ottenuto il collaudo tecnico definitivo da parte delle autorità cinesi diventando completamente operativo con un flusso di 20 milioni di documenti all’anno che saliranno a 100 milioni dal 2016. Questo grazie all’inserimento di nuove strutture (2 ospedali entro la fine del 2015 e altri 7 nel 2016), e alle alte performance del sistema.
Il progetto, iniziato nel 2012 dal valore di oltre 6 milioni di euro, ha visto l’installazione dei sistemi informatici nelle strutture sanitarie che ne erano sprovviste e l’adeguamento di quelli esistenti in modo di permettere la loro interazione (scambi documentali, messaggistica, tracciabilità) grazie al sistema centrale X1V1.
Tra i servizi digitali di sono l’anagrafe unica centralizzata per tutti i cittadini a cui è stata distribuita la tessera sanitaria univoca, la condivisione in tempo reale di tutti i dati clinici e sanitari, la creazione di portali web per medici e infermieri e un portale pubblico che permette ai cittadini l’accesso da casa ai referti, informazioni cliniche, pagamenti, campagne d’informazione.
E ancora, il sistema automatico di gestione degli esami specialistici per eliminare le code, snellire le prenotazioni, valutazioni di tipo epidemiologico e controllo delle vaccinazioni, l’analisi dei consumi (in particolare medicinali), e il monitoraggio delle malattie croniche.
“Il nostro sistema di interoperabilità – ha spiegato Michaela Mauri International project manager di Dedalus – è attualmente l’unico di origine occidentale collaudato e operativo in Cina. Sono circa 10 i progetti in corso di questo tipo presenti nella sanità cinese, tutti opera di competitor locali ma alcuni non ancora collaudati. Per questo motivo aver ottenuto questo risultato in un mercato esigente e complesso come quello cinese per noi rappresenta motivo di grande soddisfazione”.

[da “aise.info” – 24.10.2015]

EXITone, insieme con Almaviva S.p.A. e Dedalus S.p.A. si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla Consip, per l’affidamento dei servizi di gestione del sistema informativo

EXITone, in RTI con Almaviva S.p.A. (mandataria) e Dedalus S.p.A. (mandante) si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla centrale di committenza nazionale Consip, per l’affidamento dei servizi di sviluppo, manutenzione, gestione, supporto specialistico, assistenza agli utenti e hosting del sistema informativo dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco – l’autorità nazionale del Ministero della Salute competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia. Il contratto, per un valore complessivo della fornitura di oltre 11 milioni di euro, avrà una durata di 36 mesi, più 12 mesi di garanzia sul software fornito.

Scopo del contratto sono la creazione e la messa a regime di un nuovo Sistema Informativo che supporti il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’AIFA, che vanno dalla garanzia sull’uso appropriato dei farmaci alla gestione della spesa farmaceutica nazionale al supporti agli investimenti in ricerca e sviluppo.

“Siamo particolarmente soddisfatti del successo conseguito in questa gara europea, che vede premiati gli sforzi per diversificare i nostri servizi e per ampliare le competenze della nostra Centrale di Governo, mantenendo sempre altissimi i nostri standard. – Ha dichiarato Ezio Bigotti, Presidente di EXITone, che continua – La nostra ultra decennale esperienza nelle Convenzioni e negli appalti Consip e la preparazione tecnica del nostro staff ci danno la garanzia di poter offrire un servizio che contribuisca veramente a migliorare la qualità e l’efficienza di prestazioni di così rilevante importanza per la salute di tutti i cittadini come quelle offerte dall’AIFA.

[da “affaritaliani.it” – 02.10.2015]

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Nuovo sistema informativo per Aifa

Nuovo sistema informativo per l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. EXITone, in RTI con Almaviva S.p.A. (mandataria) e Dedalus S.p.A. (mandante) si è aggiudicata la gara europea, indetta dalla centrale di committenza nazionale Consip, per l’affidamento dei servizi di sviluppo, manutenzione, gestione, supporto specialistico, assistenza agli utenti e hosting del sistema informativo dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco – l’autorità nazionale del Ministero della Salute competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia. Il contratto, per un valore complessivo della fornitura di oltre 11 milioni di euro, avrà una durata di 36 mesi, più 12 mesi di garanzia sul software fornito.

Scopo del contratto, si legge in un comunicato, sono la creazione e la messa a regime di un nuovo sistema informativo che supporti il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’Aifa, che vanno dalla garanzia sull’uso appropriato dei farmaci alla gestione della spesa farmaceutica nazionale al supporti agli investimenti in ricerca e sviluppo.

“Siamo particolarmente soddisfatti del successo conseguito in questa gara europea, che vede premiati gli sforzi per diversificare i nostri servizi e per ampliare le competenze della nostra Centrale di Governo, mantenendo sempre altissimi i nostri standard”, ha dichiarato Ezio Bigotti, presidente di EXITone. “La nostra ultra decennale esperienza nelle convenzioni e negli appalti Consip e la preparazione tecnica del nostro staff – ha concluso – ci danno la garanzia di poter offrire un servizio che contribuisca veramente a migliorare la qualità e l’efficienza di prestazioni di così rilevante importanza per la salute di tutti i cittadini come quelle offerte dall’Aifa.

[da “yahoo notizie.com” – 02.10.2015]