Lo scorso 8 maggio al Northampton General Hospital (NGH), Regno Unito, si è tenuto il Digital Pathology Symposium, un evento accolto molto favorevolmente dai rappresentanti di 24 NHS Trust. Ospitato da Augustus Lusack, responsabile del dipartimento di Patologia del NGH e sponsorizzato da Dedalus UK, l’evento ha visto la partecipazione di molti oratori, tra cui il pluripremiato Michael Wells, professore emerito di Patologia Ginecologica, e ha creato numerosi spunti di riflessione.

Esplorando i processi di diagnosi e cura nella patologia oncologica mammaria e ginecologica, con accento sulla multidisciplinarietà, l’evento si è sviluppato in due direzioni, quello dei nuovi bisogni della patologia nell’era digitale e quello relativo alla tecnologia necessaria per soddisfare l’agenda digitale. Un’interessante relazione del Dr. Ali Al-Sherbaz, professore associato di Scienza e Tecnologia presso l’Università di Northampton, ha delineato le direttrici di evoluzione della roadmap digitale. Ha analizzato gli impatti dell’intelligenza artificiale sulla diagnosi patologica, sottolineando il contributo di “deep learning” e “machine learning” all’analisi di immagini e alla diagnosi tumorale ed evidenziando la qualità di una diagnosi supportata da tecnologia avanzata.

Durante la giornata si sono succedute presentazioni di casi studio e uno dei più apprezzati è stato quello del team di Diagnostica del Gruppo Dedalus e di Arrigo Bondi, direttore di Anatomia Patologica della ASL di Bologna. Bondi ha evidenziato le fasi del percorso che ha portato alla realizzazione dell’attuale flusso di lavoro integrato: un’unica soluzione consente la gestione coordinata dei sette laboratori dell’area vasta, supportando l’intero processo di anatomia patologica, dalla registrazione dei casi al monitoraggio dei campioni, alla diagnostica collaborativa remota e alla refertazione.

Forse la sessione più controversa è stata quella di David Wells, del NHS Improvement, che ha esaminato le sfide che i laboratori del NHS devono affrontare alla luce dell’iniziativa Carter che prevede, in UK, il consolidamento degli oltre 105 laboratori pubblici in 29 reti di “hub and spoke”, cosa che ha creato una grande discussione.

Per ulteriori informazioni, contattare ann.braham@dedalus.eu e atif.ishaq@dedalus.eu