Trend in Sanità

Farmaci. Nel 2018 aumentate del 37% le segnalazioni di sospette reazioni avverse in UE

Secondo l’Ema l'aumento è stato determinato dalla circostanza che a partire dal mese di novembre 2017, le autorità nazionali e i detentori di Aic hanno dovuto segnale oltre ai “casi gravi” di reazioni avverse anche quelli giudicati “non gravi”. La relazione dell’Ema, peraltro, evidenzia che, tra il 2017 e il 2018, il numero di segnalazioni provenienti dai pazienti e dai consumatori europei è quasi raddoppiato.

Approfondimento: Il rapporto EudraVigilance

Fonte: Quotidiano Sanità – 9 Aprile 2019


In Europa in media 7 persone su 10 si dichiarano in buona salute. Italia al 3° posto

Secondo l'analisi Eurostat tra gli Stati membri dell'Ue, la percentuale più alta della popolazione di età pari o superiore a 16 anni che ha percepito la propria salute come buona o molto buona è stata registrata in Irlanda (83%), davanti a Cipro (78%), Italia e Svezia (entrambi 77%), Paesi Bassi (76%) e Malta (75%). Più soddisfatti gli uomini delle donne.

Fonte: Quotidiano Sanità – 5 Aprile 2019


Spesa farmaceutica convenzionata. Numeri Federfarma: nel 2018 meno 4,1%

La Federazione dei titolari di farmacia pubblicano i dati sulla spesa per farmaci erogati dalle farmacie nel normale regime convenzionale. Prosegue il trend di diminuzione. Nel 2018, il calo è stato determinato da una diminuzione del -0,7% del numero delle ricette SSN e da una più consistente riduzione del valore medio della ricetta (netto -3,4%; lordo -2,7), conseguente alla diminuzione del prezzo medio dei farmaci prescritti in regime convenzionale (-2,7%).

Approfondimento: Il Documento

Fonte: Quotidiano Sanità -  4 Aprile 2019


E-health, il 60% degli italiani non è disposto a condividere i propri dati

Secondo il report “Tech4life” di Community Media Reasearch e Confindustria Dispositivi Medici cresce la consapevolezza su medicina preventiva e predittiva, ma resta alta l’attenzione sulla privacy

Fonte: Corriere delle Comunicazioni – 29 Marzo 2019


La spesa pubblica nella UE. Dal 2012 al 2017 scende di 3 punti percentuali

Secondo l'ultima analisi Eurostat la spesa delle amministrazioni pubbliche nell'Ue nel 2017 ha registrato la percentuale più alta per la protezione sociale, tra cui le pensioni di vecchiaia hanno l'incidenza maggiore, e poi la salute. Italia quarta nella classifica per la protezione sociale (ma non per la salute). La spesa pubblica totale ha comunque continuato a diminuire.

Fonte: Quotidiano Sanità – 18 Marzo 2019


Investimenti in sanità 4.0. Mise chiarisce: “Rientreranno nell’applicazione dell’iperammortamento”

Una circolare dello sviluppo economico risponde ad alcune richieste pervenute dalle imprese che investono in alta tecnologia sanitaria. L’iperammortamento varrà per investimenti in apparecchiature per la diagnostica per immagini, per la radioterapia e la radiochirurgia, robotica sanitaria, sistemi automatizzati da laboratorio per il trattamento di campioni biologici per indagini microbiologiche e software per la gestione della cosiddetta cartella clinica elettronica.

Approfondimento: La Circolare del Mise

Fonte: Quotidiano Sanità – 4 Marzo 2019


Per un italiano su tre la spesa sanitaria incide pesantemente sul bilancio familiare

L’Istituto europeo di statistica analizza la percezione dell'onere delle spese mediche, odontoiatriche e per i farmaci. In Europa solo l'11% dichiara che le spese sanitarie sono gravose per il proprio bilancio. In Italia invece il valore sale al 29%.

Fonte: Quotidiano Sanità – 19 Febbraio 2019


Mobilità sanitaria da 4,2 miliardi nel 2017, 400 in meno in un anno

Il record di incassi nei saldi dell'ultimo anno va come sempre alla Lombardia con un saldo positivo da oltre 690 milioni, seguita ancora una volta dall’Emilia Romagna con poco meno di 327 milioni. Al terzo e quarto posto Toscana e Veneto. Le Regioni lavorano alla tabella delle matrici di mobilità sanitaria con i dati del 2017 che saranno la base per il riparto 2019 e lo fanno mettendo sul piatto le nuove somme, ma anche i conguagli degli anni precedenti e i nuovi accordi che intanto hanno raggiunto.

Approfondimento: La tabella di sintesi della mobilità

Fonte: Quotidiano Sanità – 13 Febbraio 2019


Istat. Nel 2018 prosegue calo della popolazione, delle nascite ma aumenta speranza di vita

Pubblicate dall’Istituto di statistica le stime per il 2018. La popolazione è a quota 60,391 mln (-90 mila). Nel 2018 si conteggiano 449mila nascite, ossia 9mila in meno del precedente minimo registrato nel 2017. Il numero medio di figli per donna (1,32) risulta invariato rispetto all’anno precedente. L’età media al parto continua a crescere, toccando per la prima volta la soglia dei 32 anni. Nel 2018 si registra un nuovo aumento della speranza di vita alla nascita. Per gli uomini la stima è di 80,8 anni (+0,2 sul 2017) mentre per le donne è di 85,2 anni (+0,3).

Approfondimento: Report Istat

Fonte: Quotidiano Sanità – 7 Febbraio 2019


Donne vivono più degli uomini. I dati Eurostat

L’aspettativa media di vita alla nascita di una donna europea nel 2016 era di 83,6 anni e quella degli uomini di 78,2 anni ma se andiamo a contare gli anni che donne e uomini possono sperare di vivere senza limitazioni e con una salute accettabile vediamo che la forbice si restringe con un totale di 64,2 anni in buona salute per le donne e 63,5 anni per gli uomini, pari rispettivamente al 76,8% e all'81,2% della durata della vita. Italia terza nella UE per anni in buona salute tra gli uomini ma solo settima tra le donne.

Fonte: Quotidiano Sanità – 5 Febbraio 2019